Sahara

2005, Azione

Recensione Sahara (2005)

Nel tentativo di tenere contemporaneamente più di una direzione, il film finisce col perdere la bussola e gli innumerevoli spunti si mescolano senza criterio.

Alessandro Guerra

Esploratori alla deriva, in un mare di sabbia

Quando l'esploratore Dirk Pitt (Matthew McConaughey) trova una favolosa moneta collegata a una storica leggenda, e inizia una caccia al tesoro attraverso alcune delle regioni più pericolose dell'Africa occidentale, si imbarca nell'avventura più importante della sua vita. Mentre cercano quello che la gente del posto chiama "la nave della morte" - una sperduta corazzata della guerra civile americana che protegge un carico segreto - Dirk e il suo spiritoso compagno Al (Steve Zahn) incontrano Eva Rojas (Penelope Cruz), una giovane, brillante e bella dottoressa impegnata in alcune ricerche epidemiologiche. Dirk, Al e Eva devono far ricorso a tutto il loro ingegno e il loro coraggio per sfuggire a pericolosi signori della guerra, sopravvivere in terre minacciose e riuscire a risolvere entrambi i misteri.

Giovane, bello, buono, spiritoso e forzuto: Dirk Pitt è l'ultimo epigono cinematografico dell'eroe cinematografico strafottente e guascone ma di gran cuore, figura che viene dalla letteratura popolare e attraversa tutto il cinema da Errol Flynn a Vin Diesel. Ad accompagnarlo l'immancabile spalla comica - amico - scudiero, di poche parole, minor fascino e massa muscolare meno sviluppata, ma insostituibile complemento di misura e saggezza. Insieme alla giovane dottoressa (tutto sommato il personaggio meno piatto e più ricco dei tre, con Penelope Cruz che ben si adatta al ruolo di bella non bellissima ma abile, insomma ben più di un accessorio decorativo) formano un banalissimo terzetto assolutamente intercambiabile con qualunque altro terzetto di un qualunque altro film d'avventura. Ma certo, non è lo spessore psicologico, lo studio dei caratteri, che si richiedono a un certo genere di film.

Dunque l'avventura, l'azione. Sahara parte promettendo bene e molto. Dopo un prologo spettacolare e teso, nel giro di poche scene ben girate si delineano le diverse linee del racconto e si mettono in moto i due sottorami narrativi. Peccato che la sceneggiatura cominci ben presto a mancare di compattezza e linearità così che già a metà film le incoerenze si sprecano e la tensione drammatica comincia a diluirsi inesorabilmente. Nel tentativo di tenere contemporaneamente più di una direzione, il film finisce col perdere la bussola e gli innumerevoli spunti (la situazione geopolitica dell'area, la questione ambientale, il ruolo delle multinazionali) si mescolano senza criterio. Ne scaturisce un finale discretamente noioso in cui tutte le parti in causa interagiscono artificialmente generando una confusione spiazzante.

Girato poco più che dignitosamente, Sahara conta come sue uniche frecce al suo arco alcune sequenze indubbiamente spettacolari, il fascino delle locations e delle scenografie, un certo buon gusto nell'esibirsi in una comicità mai volgare, per quanto bolsa e per niente pungente. Visto il dispendio di mezzi e la qualità del materiale di partenza, non è molto.

La prima versione cinematografica di un libro di Clive Cussler fu nel 1980 l'imbarazzante Blitz nell'oceano. Pare proprio che Dirk Pitt, il personaggio inventato da Cussler e protagonista di molti suoi romanzi di successo, debba attendere il terzo tentativo per sperare in dignitosa e attraente trasposizione sullo schermo.

Recensione Sahara (2005)
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