Dracula: commento alla premiere

Dopo The Tudors, Jonathan Rhys Meyers torna protagonista in TV in un altro ruolo iconico: quello di Dracula, il celebre vampiro al centro della nuova serie targata NBC e ambientata nella Londra vittoriana di fine Ottocento, che ci propone un'ennesima rivisitazione del personaggio reso immortale grazie al romanzo di Bram Stoker.

Il plot
Un fiotto di sangue umano permette di risvegliare all'improvviso dal suo sonno di morte Dracula (Jonathan Rhys Meyers), un vampiro rimasto rinchiuso per lunghissimo tempo nella propria bara. Tornato nel mondo dei vivi con il suo aspetto perennemente giovane e seducente, Dracula si presenta nella Londra del 1896 assumendo l'identità di Alexander Grayson, un misterioso ed eccentrico milionario americano appena arrivato in Inghilterra. L'introduzione di Alexander Grayson nell'altissima società di Londra avviene in occasione di un fastoso ricevimento nella sua residenza, nel corso del quale Grayson stupisce i propri invitati mostrando loro le rivoluzionarie potenzialità dell'elettricità senza fili, ritenuta fino a quel momento pura superstizione; in realtà, l'obiettivo di Grayson è contrastare lo strapotere del fantomatico Ordine del Drago, una setta che sembra possedere il controllo completo sul petrolio, e quindi sul futuro dell'energia mondiale. Al ricevimento partecipano anche il reporter Jonathan Harker (Oliver Jackson-Cohen) e la sua ricca fidanzata, Mina Murray (Jessica De Gouw), nella quale Dracula riconosce la reincarnazione del proprio antico amore, perduto tragicamente secoli prima...

Cosa ci è piaciuto di questo episodio

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A meno di un anno di distanza dalla conclusione di Twilight, e mentre cinema e televisione sono ancora invasi da vampiri di ogni sorta (soltanto per il piccolo schermo, basterebbe citare True Blood e The Vampire Diaries), la NBC "resuscita" uno dei personaggi più popolari ed affascinanti dell'immaginario collettivo mondiale: Dracula, il non-morto succhiasangue protagonista dell'omonimo classico della letteratura ad opera di Bram Stoker, nonché l'oggetto di un numero incalcolabile di trasposizioni e adattamenti cinematografici di ogni tipo, dal capolavoro espressionista Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau ai più "classici" Dracula di Tod Browning e Francis Ford Coppola. Aderendo solo in parte al romanzo di Stoker, di cui si limita ad assimilare alcuni elementi iconografici, la nuova serie creata da Cole Haddon e Daniel Knauf trova il suo maggiore punto di forza nella restituzione delle tenebrose atmosfere di una Londra che sta assistendo al tramonto dell'età vittoriana: una metropoli caratterizzata dal connubio fra l'opulenza sfrenata e l'inesorabile decadenza di una società che si appresta - inconsapevolmente - a cedere il passo alla modernità incipiente.

Cosa non ci è piaciuto di questo episodio
Rispetto alle potenzialità di un progetto tanto ambizioso, nonché alla statura di un personaggio quale il Conte Dracula, è difficile nascondere il senso di delusione verso l'episodio pilota della serie, The Blood is the Life. Questo nuovo Dracula, difatti, vorrebbe mantenere una certa equidistanza tra il rispetto filologico del mito di partenza e la necessità di un'innovazione in chiave contemporanea di determinati meccanismi narrativi; tale difficile equilibrio, tuttavia, stenta a convincere, almeno per ora. Purtroppo la serie non riesce ad iniettare nuova linfa vitale - o forse dovremmo dire nuovo sangue? - in topoi ormai consolidati (come l'amore senza tempo fra Dracula e Mina), puntando piuttosto sul ridondante barocchismo dell'apparato tecnico (scenografie, costumi, fotografia) e sul sex-appeal del suo protagonista. A tal proposito l'attore irlandese Jonathan Rhys Meyers, con un innaturale colorito cianotico rimarcato dalla linea nerissima delle sopracciglia, pur possedendo senza dubbio le physique du rôle del vampiro donnaiolo ripropone tutto sommato una variante non troppo lontana dall'impenitente seduttore già impersonato nel serial storico I Tudors - Scandali a corte, senza brillare per eccessiva espressività. Ben poco da dire invece, almeno per il momento, sui suoi comprimari: i giovani attori Jessica De Gouw e Oliver Jackson-Cohen si trovano alle prese con personaggi ancora non ben definiti, nella speranza di sviluppi più stimolanti in un immediato futuro.

Note a margine

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A giudicare dall'episodio pilota, la principale storyline di Dracula sarà costituita dalla lotta per il potere fra Alexander Grayson e il cosiddetto Ordine del Drago, la cui rivalità sembra andare avanti da secoli. Il nucleo della suddetta contesa risiede nel controllo dell'energia e, per estensione, del futuro tecnologico della civiltà occidentale: che la serie abbia intenzione di presentare il nuovo Dracula come una sorta di "eroe anticasta", determinato a contrastare le classi dirigenti e le grandi corporazioni internazionali in nome di un'energia che non sia più oggetto del monopolio di pochi eletti?

What's next? The Blood is the Life sembra già aver posto le basi per la costruzione di un percorso narrativo sospeso fra brividi horror (davvero pochissimi, a dir la verità, in questo episodio pilota), sussulti romantici, il consueto corredo di intrighi, scontri e delitti consumati fra i lussuosi palazzi e i sinistri vicoli della capitale britannica, e per finire un tocco di erotismo fin troppo patinato - del resto, con Dracula siamo su un canale mainstream quale la NBC, che difficilmente permetterà le sequenze ardite e le abbondanti nudità concesse dalla Showtime per The Tudors. Quello che ci si augura è che la serie sappia acquisire in tempi rapidi una propria personalità ben definita, in una direzione o nell'altra (che sia la serietà del dramma, gli eccessi dell'horror o uno sfrenato gusto camp), anziché fare affidamento unicamente a stereotipi che oggi appaiono ben più vetusti di Dracula stesso...

Dracula: commento alla premiere
Stefano Lo Verme
Redattore
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