Dougles McGrath rilegge Capote: Infamous a Venezia

Il regista presenta in conferenza stampa il suo Infamous, rilettura della gestazione di 'A sangue freddo' di Truman Capote

Il regista Douglas McGuire è giunto a Venezia per parlare del suo ultimo lavoro, Infamous, seconda pellicola di taglio biografico ispirata al capolavoro di Truman Capote A sangue freddo e alla sua complicata gestazione. Ad accompagnarlo i due protagonisti principali, l'inglese Toby Jones, nuova incarnazione del brillante scrittore originario della Lousiana, e Sandra Bullock, interprete dell'amica e collega Harper Lee.

Come è nato il progetto di Infamous?

Douglas McGrath: Per realizzare un film di qualità ci vuole un'ottima sceneggiatura e un ottimo cast. Il primo problema che ho dovuto risolvere è stato trovare l'attore giusto per Truman Capote, un ruolo estremamente complesso per il quale avevo bisogno di un interprete particolare. Abbiamo fatto molti provini, ma nessuno pareva adatto, poi i miei amici mi hanno suggerito il nome di Toby Jones e io inizialmente ho pensato: "Toby non accetterà mai", invece dopo molte difficoltà siamo riusciti ad averlo. Quanto a Sandra, ho pensato a lei perché mi serviva un'attrice in grado di bucare lo schermo, ma anche dividerlo con qualcuno e lei, dopo aver letto lo script, ha capito subito cosa cercavo senza che le dicessi altro.

Toby Jones: Per un inglese interpretare un'icona USA è un'impresa difficilissima. Mi sono documentato su Capote, ho visto molti video e la prima cosa che mi ha colpito era la sua voce. Mi sono detto che se fossi riuscito a riprodurre questa voce così particolare avrei saputo ricreare anche il personaggio. Per il resto sul set si è creata un'atmosfera favolosa che ci ha permesso di esprimerci al meglio.

Sandra Bullock: Non conoscevo Toby, ci eravamo incontrati solo una volta prima di Infamous. Ora che lo vedo fuori dal set è molto maschile. (ride) Quando lo sentivo parlare sul set era come sentir parlare Capote. Doug è stato un ottimo regista, come ha detto Toby, è riuscito a creare un'ottima atmosfera e questo è stato il risultato.

Come è stato baciare Daniel Craig? Questa scena creerà difficoltà alla MGM e all'immagine maschia che il nuovo James Bond dovrà incarnare?

Toby Jones: Conoscevo già Daniel Craig visto che siamo tutti e due inglesi. Baciarlo è stato un po' ruvido, ma alla fine mi ha fatto piacere. Scherzi a parte, questa era la parte più difficile del film, per fortuna io e Daniel condividiamo lo stesso sense of humor e abbiamo affrontato le riprese con lo spirito giusto. Non ho mai pensato che avrei baciato James Bond. Spero di essere il primo di una lunga serie.

Douglas McGrath: Non credo che la MGM si preoccupi di noi, non ci ha neanche mai sentito nominare. Quello di Perry Smith è un bel ruolo e sarà una buona cosa anche per Daniel Craig perché permette a un attore di interpretare un ruolo estremamente difficile, violento e fragile allo stesso tempo.

Avete contattato la vera Harper Lee per ricreare il personaggio in Infamous?

Sandra Bullock: Non ho mai incontrato Harper Lee perché lei non ha voluto partecipare in alcun modo alla lavorazione del film, ma ci siamo documentati attraverso accurate ricerche.

Mentre giravate Infamous si ultimava la lavorazione di Truman Capote - A sangue freddo, un film che ha avuto molto successo e che ha ricevuto anche un Oscar. Come mai avete scelto comunque di avvicinarvi a un argomento già toccato?

Douglas McGrath: Davvero esiste un altro film su Capote? Non lo sapevo! (ride) Noi lavoravamo sul nostro progetto, anche se sapevamo di un altro film in lavorazione. A noi interessava approfondire la vita emotiva di Capote, la risonanza psicologica che la realizzazione di A sangue freddo ha avuto su di lui.

Gwyneth Paltrow compare in un breve cameo all'inizio del film. Quale è la ragione della scelta di aprire il film con il suo personaggio?

Douglas McGrath: La scena dell'alta società è costruita con la massima cura dei dettagli proprio per riprodurre alla perfezione l'ambiente che Truman Capote frequentava. Tutto sembra sfavillante e perfetto, ma non lo è. Ecco che la cantante interpretata dalla Paltrow ripropone una canzone che ha cantata già centinaia di volte in pubblico, un classico, ma ora il testo del brano si riferisce a qualcosa che ha che fare con la sua vita e questo le crea difficoltà ad andare avanti. All'improvviso traspare la sua sofferenza e Truman ha un'empatia immediata per la cantante.

Nel film si accenna appena a Preghiere esaudite, l'ultimo lavoro di Capote mai terminato, ma questa parte non è stata inserita nel film.

Douglas McGrath: Ho deciso dall'inizio di non inserire questa parte nel film anche se vi è un accenno all'inizio e mi è sembrata una buona idea tornarci alla fine per mostrare l'ambiguità, la sofferenza che segue la conclusione di A sangue freddo. Spesso, all'interno del film, ho usato le stesse parole di Truman all'interno del film proprio per rendere i suoi pensieri. Il passaggio determinante che volevo rendere in Infamous è lo scarto tra le opere precedenti di Truman, come Colazione da Tiffany, di grandissima qualità stilistica, ma distaccate dai personaggi, che l'autore giudica filtrandoli attraverso il suo sguardo cinico. Con A sangue freddo questo non accade più ed è un passaggio fondamentale perché finalmente riesce a creare il capolavoro che ha inseguito tutta la vita.

Cosa si prova a interpretare un ruolo per cui un altro attore è appena stato premiato con l'Oscar?

Toby Jones: Quando abbiamo iniziato le riprese l'altro film era ancora in lavorazione perciò non ho visto nulla e non ne sono stato influenzato. Mi sono immerso nel personaggio leggendo e vedendo video senza pensare ad altro.

Dougles McGrath rilegge Capote: Infamous a Venezia
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