Don Rosa: "La mia numero uno è il primo fumetto di Zio Paperone"

Abbiamo incontrato Don Rosa, autore della Saga di Paperon de' Paperoni ed erede di Carl Barks, al Napoli Comicon, dove ci ha parlato dei punti in comune che ha con il papero più scorbutico e ricco della storia.

Don Rosa ospite al Comicon 2016

Guardando le file chilometriche davanti al suo stand allestito al Napoli Comicon, è difficile credere che Don Rosa sia quasi sconosciuto in America, sua madre patria e luogo d'origine del personaggio cui ha dato una vera e propria mitologia, Paperon de' Paperoni, lo scorbutico zio di Paperino, ricchissimo e geloso del suo tesoro. Eppure l'autore originario del Kentucky in patria è praticamente ignorato, ha dovuto affrontare varie battaglie per i diritti del suo lavoro e ha platealmente tagliato i ponti con la Walt Disney Company, che forse non ha mai visto di buon occhio il suo lavoro, reo di aver reso Peperon de' Paperoni un personaggio shakespeariano, pieno di difetti e colpevole di azioni discutibili, ma che, proprio perché così umano e complesso, si è conquistato un posto nel pantheon delle icone del '900, almeno per quanto riguarda i fumetti.

Laureato in ingegneria civile e inizialmente impiegato nella ditta di ceramiche della famiglia, Don Rosa è stato fulminato sulla via di Damasco leggendo il lavoro di Carl Barks, inventore di Paperopoli e di molti dei suoi abitanti, tra cui Paperone (guadagnandosi per questo il soprannome di "L'uomo dei paperi"), di cui ha espanso l'universo e che ha sempre considerato il suo maestro, nascondendo in ogni prima tavola delle sue storie la scritta "D.U.C.K." anagramma di "Dedicated to Uncle Carl by Keno" (dedicato a zio Carl da Keno, dove Keno è il primo nome di Don Rosa).

Un'illustrazione di Don Rosa

La sua saga dedicata alla vita di Paperon de' Paperoni, realizzata negli anni '90 e composta da 18 albi, nel 1995 ha vinto il Premio Eisner come "Migliore Storia a Puntate" ed è diventata anche l'oggetto di un album composto dall'artista finlandese Tuomas Holopainen, che ha intitolato la sua opera The Life and Times of $crooge McDuck, come il titolo originale della saga di Don Rosa. In Italia la saga di Rosa ha avuto un forte impatto, tanto da meritarsi anche una pagina Facebook di fedelissimi appassionati chiamata "Ventenni che piangono leggendo la saga di Paperon de' Paperoni", che conta 60mila iscritti che ogni giorno postano tavole e foto dell'autore americano.

Per chi non ha avuto il piacere di sfogliare le pagine di Don Rosa, disegnate con il suo tratto inconfondibile, caratterizzato da una cura maniacale per i dettagli e linee meno morbide rispetto alla media dei disegnatori Disney, ma molto più riconoscibili, forse è difficile capire perché quest'opera è un tassello fondamentale della cultura pop del '900, ma una volta letta non si può non riconoscere all'autore il fatto di aver creato una mitologia complessa e dato struttura a un personaggio rendendolo una figura allo stesso tempo tragica e leggendaria.

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L'intera saga è stata ripubblicata da Panini Comics in un'edizione particolarmente curata, presentata proprio al Napoli Comicon, dove Don Rosa si è fermato per tutta la durata del festival, firmando autografi per tre giorni di fila a centinaia di fan accorsi in massa per incontrarlo. Abbiamo avuto la fortuna di potergli porre alcune domande sul suo lavoro e sull'influenza che Paperon de' Paperoni ha avuto sulla sua vita.

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