Femme Fatale

2002, Thriller

Recensione Femme Fatale (2002)

La femme fatale in questione è Laura Ash, una ladra cattivissima, furba e senza scrupoli, dal fascino irresistibile. Accanto a lei, Nicolas Bardo, un paparazzo che metterà a repentaglio la sua vita e quella della donna.

Luca Vespier

De Palma riparte da Rebecca

La Femme Fatale in questione è Laura Ash, una ladra cattivissima, furba e senza scrupoli, dal fascino irresistibile. Accanto a lei, Nicolas Bardo, un paparazzo che metterà a repentaglio la sua vita e quella della donna. Stiamo parlando del nuovo, attesissimo lavoro del maestro Brian De Palma, che abbandona la fantascienza di Mission to Mars , per lasciare spazio ad un genere a lui più consono, il thriller. Gli ultimi lavori del regista di Vestito per uccidere avevano lasciato un po' perplessi sia la critica che i suoi fan più fedeli, facendo nascere una discussione sul suo stato di salute artistico. Ora la domanda sorge spontanea: come sta Brian De Palma? Si è totalmente ripreso dalla discutibilità delle sue ultime opere, o ha riconfermato una inesorabile caduta verso il basso?

Femme Fatale, a partire dal geniale trailer, rappresenta sicuramente un grande ritorno per il regista italo - americano, che riconferma le sue indiscusse doti nell'uso della macchina da presa, la sua attenzione volta più alla forma che al contenuto, la maniacalità tecnica che si fa perfezione. Tutto questo, però, a scapito di una sceneggiatura (scritta dallo stesso De Palma) al servizio della tecnica, di una trama non proprio verosimile e con qualche banalità. Elementi, questi, che hanno fatto storcere il naso a molti cinefili, ma che non possono essere considerati dei veri e propri difetti, bensì parte integrante e indispensabile di una certa idea di cinema.

Detto questo, non voglio esagerare nel definire Femme Fatale un piccolo capolavoro. E basterebbe la bellezza di poche scene a sostenere la mia tesi. Non posso non citare i primi 19 minuti del film, nei quali Laura Ash porta a termine un colpo durante il festival di Cannes. E' senza dubbio la parte migliore del film: il ritmo è sostenuto, la regia è funambolica, la tensione è altissima ed è sottolineata da un accompagnamento musicale onnipresente e martellante.

Il film prosegue alla grande, tra colpi di scena, onirismo, split screen, e non manca il tema del voyeurismo. Nei film di De Palma c'è sempre qualcuno che guarda, che ascolta (Blow Out), che comunque spia. Il voyeur in questione è il fotografo Nicolas Bardo, impersonato da Antonio Banderas. Buona la sua interpretazione di uomo sull'orlo del fallimento professionale, manipolato dalla stupenda e sorprendente dark lady Rebecca Romijn-Stamos, protagonista di film come X-Men e Rollerball . Da segnalare, infine, la bella fotografia di Thierry Arbogast. Possiamo tranquillamente considerare questo Femme Fatale uno dei migliori film della stagione in corso.

Recensione Femme Fatale (2002)
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