Recensione Aiuto Vampiro (2009)

Per il suo debutto nel genere fantasy, Paul Weitz sceglie di non lasciarsi alle spalle la teen comedy, restando però nell'ambito di un prodotto dedicato a tutti il cui risultato finale è sicuramente accattivante, ma un po' freddo e poco coraggioso per quanto riguarda i dialoghi e la messa in scena.

Darren Shan e i doni della morte

Mentre il pubblico aspetta con trepidazione i nuovi capitoli di una saga ormai lanciatissima, come quella di Twilight, e di una che invece volge al termine dopo quasi un decennio di successi, come Harry Potter, il cinema ripropone gli elementi che hanno conquistato il pubblico più giovane negli ultimi anni, provando a rimescolare un po' le carte, o a proporre nuovi filoni, mantenendosi però nell'ambito del genere fantastico. Abbiamo fatto la conoscenza di personaggi come Percy Jackson, e adesso - con buona pace di chi proprio non ne può più - tocca di nuovo ai vampiri, affiancati da un manipolo di freak da circo degli orrori. Darren Shan è l'Aiuto Vampiro protagonista del nuovo film di Paul Weitz, oltre che l'autore di una nuova saga letteraria che la Warner Bros. si augura di poter sfruttare con lo stesso profitto ottenuto con il franchise di Harry Potter.

Nella realtà, Darren Shan è un autore irlandese il cui vero nome è Darren O'Shaughnessy, e che condivide con la più celebre J.K. Rowling un proficuo contratto con la Warner, oltre che lo stesso agente letterario. Nella finzione invece, Darren è un ragazzo di sedici anni che va bene a scuola, e riesce anche ad essere popolare tra i suoi compagni, oltre che l'orgoglio dei suoi genitori, che per lui sognano un percorso di vita segnato da traguardi come il college, il lavoro e la famiglia. Peccato che frequenti uno scapestrato come Steve, che rischia continuamente di traviarlo. Al contrario di Darren, Steve non ha due genitori rigidamente esigenti (oltre che un po' soffocanti), ma non vede da anni suo padre e sua madre è alcolizzata. Non avendo grandi prospettive per il futuro, il ragazzo sogna di diventare un vampiro, una delle tante creature delle tenebre dalle quali è letteralmente ossessionato. Darren invece ha una grande passione per i ragni. Naturale quindi, che la possibilità di assistere ad un misterioso freak show itinerante, appena arrivato in città, sia per i due un evento da non perdere. E proprio in quest'occasione il destino avrà delle sorprese per entrambi. Dopo essere riuscito ad avvicinare Larten Crepsley, che si esibisce insieme ad un velenosissimo ragno di nome Madame Octa - e che ha riconosciuto come uno dei vampiri raffigurati nei suoi libri - Steve gli chiede di essere trasformato in un succhiasangue, ma riceve un categorico rifiuto. Toccherà invece a Darren diventare un mezzo vampiro per aiutare Larten a fronteggiare un'imminente scontro tra due fazioni vampiresche. Prima di questo però, dovrà lasciarsi alle spalle il suo mondo tanto rassicurante e prevedibile, e integrarsi con gli altri membri del circo - tra cui spiccano Madame Truska, un'irresistibile e voluttuosa Salma Hayek in versione donna barbuta, poi un ragazzo-serpente, una ragazza-scimmia, un vero licantropo e un gruppo di esserini famelici e cattivelli - e imparare a gestire i suoi nuovi poteri.
Per il suo debutto nel genere fantastico, Paul Weitz sceglie di non lasciarsi alle spalle la teen comedy, restando però nell'ambito di un prodotto dedicato a tutti (ben lontano quindi dai toni di American Pie) il cui risultato finale è sicuramente accattivante - in particolare i bei titoli di testa realizzati da Brandon Lori - ma un po' freddo e poco coraggioso per quanto riguarda i dialoghi e la messa in scena. Anche se va riconosciuto il tentativo di mettere un po' da parte gli archetipi sulla mitologia dei vampiri - scelta che a questo punto risulta obbligata, considerato che si tratta di un filone ormai giunto a saturazione - a parte questo, il film di Weitz non azzarda di più. La storia di due ragazzi, che in maniera differente, sentono di non appartenere al mondo di cui non fanno parte, poteva essere sviluppata con più personalità, e invece è incasellata in una pellicola piuttosto ordinaria che alla fine si trascina per le lunghe rischiando di strappare qualche sbadiglio. Anche il tema dei freak visti come "diversi", risulta sviluppato in maniera piuttosto elementare, con il protagonista che alla fine riesce a farsi accettare dal resto del carrozzone, dopo aver accettato a sua volta che si può essere attratti da una coetanea, anche se ha la coda da scimmia. Peccato, perchè la galleria di personaggi di circo - tra cui la già citata Madame Truska, che si riserva le battute più divertenti del film - avrebbe potuto dare più colore ad una storia che ripropone lo schema del protagonista che si ritrova improvvisamente nel bel mezzo di una battaglia tra due fazioni, e in questo caso anche contro il suo migliore amico - ma lo spazio riservato ai tanti personaggi secondari, è talmente scarno, che non riesce a riempire adeguatamente una pellicola piuttosto esile.

Movieplayer.it

2.0/5