Cemento armato

2007, Drammatico

Dalla commedia al noir: ecco la squadra di Cemento Armato

Regista e cast presentano alla stampa romana questo sorprendente esordio che rappresenta una virata interessante rispetto ai precedenti del team Brizzi-Martani.

Massimo Borriello

Il gruppo vincente di Notte prima degli esami passa dalle aule della maturità scolastica alle strade della violenza. L'inseparabile coppia di sceneggiatori formata da Marco Martani e Fausto Brizzi abbandona i toni scanzonati dei precedenti lavori e porta sul grande schermo un soggetto di Luca Poldelmengo, un violento western metropolitano nel quale si confrontano una coppia di antagonisti già rodata: Nicolas Vaporidis e Giorgio Faletti. Con loro Carolina Crescentini e Dario Cassini. Ad incontrare la stampa per la presentazione del film c'è l'intera squadra di Cemento armato, che segna il debutto alla regia di Martani, in uscita venerdì 5 ottobre in 320 copie.

Marco Martani, lei è conosciuto come uno sceneggiatore di film prevalentemente comici. Perché questo esordio dietro la macchina da presa con un film così diverso dai suoi lavori precedenti?

Marco Martani: Ho scritto altre cose oltre ai film comici per De Laurentiis e a Notte prima degli esami. Mi sono già cimentato in precedenza con il thriller e la passione per la scrittura ha fatto sì che io e Fausto Brizzi non ci fossilizzassimo su un genere specifico, ma cercassimo stimoli anche altrove. Così è nato Cemento armato.

Pensa che un film come il suo possa cambiare le sorti dei film di genere in Italia?

Marco Martani: La cosa principale è far sì che si pensi non a far film di genere, ma a far film che piacciano al pubblico. I film di genere sono semplicemente dei meccanismi narrativi e bisogna sfruttarli perché il pubblico si appassioni alla storia, senza lasciarsi distrarre dalla fotografia o dalla regia. Non bisogna sempre scimmiottare il cinema americano, ma essere consapevoli di trovarci in Italia e quindi dare una propria interpretazione del genere.

In Cemento armato ci sembra di cogliere numerosi riferimenti ai film inglesi di genere, in particolare a quelli di Guy Ritchie. Si è effettivamente ispirato ad essi nel girare il suo debutto da regista?

Marco Martani: La caratteristica di Guy Ritchie è quella di usare il grottesco nelle proprie storie, mentre io l'ho evitato appositamente per dare più credibilità alla storia. Certo, la struttura narrativa potrebbe avvicinarsi a quella dei suoi film e Cemento armato potrebbe essere considerato un film corale con tutti questi intrecci di personaggi che ricordano in qualche modo i lavori di Ritchie. E' difficile capire a chi uno si ispira quando fa un film, ma posso dire che amo molto il cinema del sud-est asiatico, ed in particolar modo i gangster movie di Hong Kong.

Come mai la scelta dei protagonisti è caduta su attori abituati alla commedia?

Marco Martani: Ho semplicemente scelto quelli che erano i più bravi, perché volevo attori a 360 gradi che risultassero sempre credibili su questo o quell'altro versante. Nessuno di noi per esempio può dimenticare che Giorgio Faletti è stato un fantastico professor Martinelli in Notte prima degli esami, ma tutti gli attori sono stati scelti per determinati ruoli e si sono rivelati degli autentici professionisti.

Il suo sembra un film mirato espressamente ai giovani.

Marco Martani: Spero che Cemento armato emozioni tutti, anche il pubblico meno giovane. Non avevo in mente un target preciso quando lavoravo al film e in fase di sceneggiatura ci siamo posti come obiettivo primario quello di agganciare il pubblico, farlo entrare dentro i personaggi e non farglieli lasciare mai più, con un ritmo che non desse mai tregua.

Il film è una riflessione sul Bene e il Male, ma è difficile però capire dove sia il bene in questo caso.

Marco Martani: L'idea era quella di ritrovare il Bene nella storia d'amore tra i due ragazzi, con Diego che è un ragazzo problematico che ha passato un'adolescenza difficile, ed Asia che gli ha saputo dare un po' di tranquillità. L'amore è fonte di bene ma non si può dimenticare il passato e quando lei viene violentata esce fuori tutta la rabbia di Diego e tutto il resto non conta più.

Giorgio Faletti: Diego ed Asia rappresentano un perfetto equilibrio tra Bene e Male. Lui sta cercando la propria strada e basta un niente per farla inclinare verso il male. Il mio personaggio invece da credibilità a questa storia rappresentando alla perfezione il Male. Trovo molto importante l'ultima frase che il Primario, cioè il mio personaggio, dice a Diego: "Questo è l'ordine delle cose, io fuori e tu dentro." Cioè io sono potente e ho i soldi e potrò permettermi un avvocato ed uscirò in fretta di galera, mentre tu sei e rimarrai un perdente. Se date un'occhiata alla cronaca nera che ci circonda in questo momento vi renderete conto che corrisponde alla verità. C'è qualcosa intorno a noi che non funziona e questo film vuole esserne un esempio.

Nicolas Vaporidis: La questione Bene/Male è all'interno degli stessi personaggi. Diego è un bulletto di periferia ma sa amare, così come il personaggio che interpreta Giorgio è un boss spietato, ma è anche un padre affettuoso. Anche gli amici di Diego fanno cose non corrette, ma non sono mostri. Sono tutti personaggi complessi, in alcuni prevale il male, in altri è il contrario.

Giorgio Faletti, com'è stato passare dall'interpretare una commedia come Notte prima degli esami ad un noir come Cemento armato?

Giorgio Faletti: Ho davanti agli occhi un modello come Robin Williams che senza problemi passa da Mrs. Doubtfire e Flubber ad Insomnia e L'attimo fuggente. Un attore dovrebbe avere come obiettivo quello di fare tutto. Io mi ritengo uno scrittore prestato al cinema e qualora mi venisse offerto un ruolo buono in cui credo lo farei senza alcun tipo di preclusione. Sono riuscito a fare due personaggi uno più bastardo dell'altro: una carogna come il professor Martinelli in Notte prima degli esami e qui un criminale. Se le cose vanno in progressione geometrica nel prossimo film interpreterò Hitler. Io comunque rivendico il valore della commedia. Da anni mi batto contro la tendenza in questo paese ad etichettare come esseri umani di serie b quelli che vengono considerati autori di comicità. Certo ci sono anche i politici che fanno ridere, ma la differenza è che un comico fa ridere quando vuole lui, mentre un politico fa ridere suo malgrado. Teniamo presente tutti che far ridere è la cosa più difficile del mondo. Con Notte prima degli esami abbiamo dimostrato che la commedia non è un genere minore, ma un genere diverso che abbiamo avuto l'onore di fare. La letteratura di genere, come il cinema di genere, è un marchio che non esiste. In molti etichettano La grande guerra come film di genere, ma se ci fermiamo a pensarci bene quanti Oscar avrebbe dovuto vincere un film come quello e non ha vinto perché magari non gli è stata data la giusta considerazione?

Dario Cassini, anche per lei non è solito recitare in ruoli drammatici.

Dario Cassini: Se interpreti una serie di ruoli leggeri è come se avessi tatuato il tuo ruolo perfetto addosso. Per fortuna esistono incoscienti come Marco che credono in te oltre il marchio che ti è stato assegnato e ti danno la possibilità di interpretare qualcosa di diverso. Per me è stata una possibilità alla quale non avrei mai potuto rinunciare. Nel film il cattivo è Giorgio, io sono l'infame o il viscido ed è estremamente più complicato questo ruolo. Ci ho messo tanto impegno nell'interpretare questo ruolo e mi sono fidato ciecamente di Marco che mi ha aiutato ad intensificare le emozioni negative annichilendo l'uso del corpo.

Nicolas Vaporidis e Carolina Crescentini, anche per voi si tratta di un passaggio da Notte prima degli esami ad un film duro e violento come Cemento Armato.

Nicolas Vaporidis: La bellezza del lavoro che abbiamo fatto è stata il gruppo già rodato che aveva funzionato così bene nella doppia avventura di Notte prima degli esami. Per me ritrovare quelle stesse persone è stato come tornare in famiglia, mi sento completamente a mio agio con loro e spero di ripetere ancora in futuro quest'esperienza.

Carolina Crescentini: E' bello avere la possibilità di interpretare ruoli così diversi. Calandomi nella Azzurra di Notte prima degli esami mi sentivo libera, leggera, senza nessun peso sullo stomaco, mentre per Asia è stato molto diverso e me la portavo anche a casa dopo le riprese perché non era facile staccarsi da un personaggio che vive un percorso emotivo così forte come il suo.

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