Kung Fu Panda

2008, Animazione

Recensione Kung Fu Panda (2008)

Dreamworks Animation sembra finalmente trovare un degno successore della serie di Shrek, dopo tentativi comunque di successo ma non del tutto convincenti con Shark Tale, Madagascar e La gang del bosco.

Dalla Cina col pancione

Un lancio in grande stile per Kung Fu Panda che, con il minishow di ieri di Jack Black e i calorosi applausi seguiti alla proiezione stampa di oggi, si appropria, e a ragione, del titolo di primo vero evento di questo 61° Festival de Cannes. Con questa divertente parodia dei film di arti marziali "interpretata" da panda, scimmie, tigri e tartarughe, la Dreamworks Animation sembra finalmente trovare un degno successore della serie Shrek, dopo i tentativi comunque di successo ma non del tutto convincenti di Shark Tale, Madagascar e La gang del bosco. Saranno forse le fattezze rotonde di panda ed orchi a portare bene alla casa di Spielberg & co., ma era tempo che non si vedeva un prodotto di animazione (3D) così curato e soprattutto genuinamente divertente al di fuori dei prodotti di casa Pixar.

La storia di Po, panda sognatore e amante delle arti marziali che in poco tempo si trova catapultato dal ristorante del padre a nuovo 'messia' del kung-fu grazie ad una vecchia profezia, è estremamente semplice e lineare, ma di una semplicità che giova ad un prodotto del genere perchè permette di focalizzare l'attenzione su quelli che sono i reali punti di forza: la ricchezza di dettagli, dei personaggi divertenti e ben caratterizzati e dialoghi brillanti pefettamente doppiati da attori d'eccezione su cui risaltano soprattutto Jack Black nel ruolo di Po e Dustin Hoffman in quello del maestro Shifu. Senza contare, ovviamente, lo stile marziale del prode Po che combatte grazie alla sua possente pancia, si siede sopra ai nemici e soprattutto dimostra di poter eccellere negli allenamenti quando lo scopo è conquistare l'agognato cibo.

La strategia vincente del settore d'animazione della Dreamworks è sempre stata quella di riconoscere il notevole divario tra i propri prodotti e quelli Pixar, soprattutto a livello di soggetto e "poetica", e di buttarla più sul genere parodistico e sulla comicità pura: anche quando i prodotti avevano un background comune (vedi Alla ricerca di Nemo e Shark Tale) il risultato era comunque molto diverso. Come già per i prodotti precedenti, questo Kung Fu Panda ha una comicità molto diretta, spesso slapstick, che però sembra funzionare molto meglio che in altre occasioni. Ma che fosse così, forse lo si poteva prevedere anche soltanto dalla premessa di un panda/Jack Black novello Bruce Lee.

Recensione Kung Fu Panda (2008)
Luca Liguori
Redattore
4.0 4.0
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