Surface

2005 - 2006

Dal profondo degli abissi alle vette della Nielsen.

Surface è concepito come spettacolo da famiglia nello stile delle più tipiche produzioni di Steven Spielberg, alle quali, in effetti, i vari sceneggiatori attingono senza ritegno.

Sergio Giorgetti

Surface, nasce nel 2005 per volontà dei produttori e ideatori, Jonas Pate e Josh Pate, già realizzatori nel 2003 di una serie poliziesca di discreto successo Dragnet a sua volta riproposizione della serie omonima degli anni '50.
Surface, nelle intenzioni ufficialmente dichiarate dai due fratelli gemelli, è invece concepito come spettacolo da famiglia nello stile delle più tipiche produzioni di Steven Spielberg, da E.T. - L'extra-terrestre a Lo Squalo passando per Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, alle quali, in effetti, i vari sceneggiatori attingono senza ritegno.
Con il nome iniziale di Fathom, la serie è acquistata dalla NBC. Il cambio di nome poi in Surface diventa obbligatorio perché qualcun altro ne deteneva già i diritti, e anche per evitare confusione con una miniserie a fumetti disegnata splendidamente da Michel Turner.
L'immagine che promuove la serie offre un immediato richiamo al successo televisivo mondiale del momento, Lost, mostrando i protagonisti come apparenti naufraghi su una spiaggia deserta. Ma tale immagine in realtà si rivela solo un triste espediente pubblicitario, dato che ambientazione e svolgimento sono ben lontani dal lavoro di J.J. Abrams.
Non per questo però Surface non ha meriti degni di nota.

La storia, ricca certamente di misteri e richiami fantascientifici, si snoda attraverso due percorsi che solo nel finale della stagione convergono.
In uno Laura , scienziata di biologia marina, dopo un casuale avvistamento di nuove creature sul fondo dell'oceano, si unisce a Rick, semplice assicuratore drammaticamente coinvolto nel passaggio di tali creature in un'altra parte degli Stati Uniti. Entrambi vogliono dimostrare l'esistenza di quegli esseri, cercando al contempo di sfuggire a coloro che, per oscuri motivi, tale esistenza intendono tenere segreta ad ogni costo e senza scrupoli.
Nell'altro Miles, un ragazzino adolescente con problemi di apprendimento che lo emarginano, trova un nuovo se stesso nella simbiosi che sviluppa nel crescere e proteggere uno di questi mostri marini.
Proprio lui, che Miles battezza col biblico nome di Nimrod, è in realtà il personaggio a cui è più facile affezionarsi.

Splendidamente e realisticamente animato da un abile quanto sconosciuto studio, Eden FX che pure ha contribuito al reparto Effetti Speciali di Lost e Battlestar Galactica, Nimrod è la vera star della serie. Sono infatti le situazioni che lo coinvolgono quelle che più creano pathos, mistero, ansia, paura ma anche tenerezza e commozione, e tra il cast è proprio Nim che conta il maggiore numero di fans.
Il resto della serie è principalmente azione.

Grazie al successo di altre serie come Lost e The 4400, anche Surface adotta la formula della storia in continua evoluzione e non delle storie più o meno episodiche tipiche delle serie più tradizionali, per cui perdere alcuni episodi potrebbe pregiudicare la comprensione di quanto raccontato nello sviluppo della vicenda.
E parlando della vicenda, c'è da dire che serie televisive come Surface, hanno normalmente bisogno di una buona dose di quello che gli americani chiamano "Suspension of Disbelief", espressione che noi traduciamo con un sofisticato "Sospensione dell'Incredulità", ma in pratica indica solo la necessità di prendere per buone cose che, in realtà, non potrebbero effettivamente accadere. Di questo però Surface sembra approfittarsi in modo indecoroso. Non tanto per il cuore della storia (creature marine gigantesche che minacciano un intero ecosistema), quanto per quello che coinvolge spesso Laura e Rick nella loro fuga/ricerca. In effetti, alcune di queste situazioni rasentano davvero l'inaccettabile e starebbero strette anche in un fumetto di supereroi Marvel. Tuttavia il livello qualitativo dei registi che si avvicendano è talmente alto, che riesce a sopperire le occasionali mancanze di sceneggiatura, con una rappresentazione ad alto tasso di emozione e coinvolgimento.

Va detto che la serie ha sofferto un po' nella continuità della stagione: Partita con ascolti notevoli sin dai primi episodi, verso la metà , la NBC, colpa di un calo di attenzione del pubblico dei grandi numeri, esprime non pochi dubbi sulla possibilità di proseguire la programmazione fino alla fine. Ed è a questo punto che anche la storia pare quasi che tenda a mettersi in attesa: due o tre episodi sembrano essere stati realizzati solo per prendere tempo in attesa delle decisioni dei capoccioni di rete. Quando alla fine la NBC, convinta da una ripresa degli ascolti, oltre che dagli interventi al calor bianco dei fan di Nim sui vari forum di internet, concede la conclusione della serie, la storia riprende brio, stile e coerenza.
Giunti al gran finale, molti misteri restano irrisolti, tuttavia si percepisce una gratificante sensazione di completamento.

L'attesa per la conferma di una seconda stagione è prevista per il mese di maggio, ma siamo quasi certi che possa essere un si, tanti sono i consensi che la prima serie ha raccolto. Quello di cui invece non siamo certi, è la direzione che una seconda annata potrà prendere.
E questo non è difetto dato che noi umili spettatori non chiediamo altro che di essere sorpresi.

Dal profondo degli abissi alle vette della...
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