Da Vinci's Demons: Leonardo è l'uomo del futuro

La giornata dedicata alla BBCWorldWide si chiude con la Masterclass dedicata a Da Vinci's Demons, in cui David Goyer mostra le prime esclusive immagini della sua nuova serie TV.

Ci sono degli eventi storici così straordinari, che anche per la mente più geniale sarebbe stato impossibile inventarli con il solo aiuto della fantasia. E' questo che deve aver pensato lo sceneggiatore e regista David S.Goyer di fronte alle seimila pagine di dettagliate memorie lasciate da Leonardo Da Vinci, in cui l'invenzione dell'aereo e un meticoloso studio dell'anatomia umana si fondono per testimoniare l'esistenza di una mente unica nel suo genere. Ancor di più, però, a stimolare la curiosità di un artista abituato a trattare con misteri e talenti eccezionali devono essere state quelle settemila scomparse misteriosamente ad un anno dalla morte del loro autore. Un gap storico e artistico che Goyer non si è lasciato di certo fuggire ma che ha utilizzato come uno spazio in cui inserire una personale visione dei fatti, sfidando lo stesso Leonardo ad essere all'altezza della sua fama._ "Nella registrazione degli eventi che hanno caratterizzato la sua vita abbiamo dei buchi temporali notevoli - spiega Goyer di fronte al pubblico della manifestazione romana - Si tratta di un periodo che va esattamente dai 28 ai 35 anni. Riguardo a cosa stesse facendo in quel momento si sono sollevate molte controversie. Ad un certo punto, sembra che lo stesso Leonardo abbia rivelato di essere impegnato nella costruzione di armi per l'Impero Ottomano. Oggi, come non mai, quindi, mi chiedo quali altre incredibili scoperte ci avrebbero rivelato le pagine mancanti. Per quanto ne so, avrebbe anche potuto progettare internet." _


E' da questa perdita, dunque, che nasce il progetto di Da Vinci's Demons, serie televisiva cui il sul creatore e il RomaFictionFest hanno dedicato un'intera Masterclass. Prodotto dalla BBC e pronto ad andare in onda all'inizio del 2013, il progetto spera di diventare uno degli eventi di punta della nuova programmazione, unendo il meticoloso lavoro di ricostruzione scenica già visto ne I Tudor, con gli intenti futuristici tanto cari a Goyer. Ma come è possibile che un ex ragazzino con l'ambizione di diventare un detective della squadra omicidi di Detroit e indirizzato poi alla scrittura cinematografica dai suoi insegnanti, sia riuscito a muoversi con agilità all'interno di un materiale fondamentalmente storico? Ad aiutarlo, naturalmente, sono le molte incongruenze che caratterizzano la figura del suo nuovo eroe, costantemente diviso tra conflitti politici, inimicizie personali, misteri esoterici e condanne per sodomia. In questo passaggio perenne tra ombre e luci, Goyer ha individuato nella relatività del tempo il segreto con cui gestire tutta la spinosa materia. Da questo punto di vista, dunque, i vari rumors creati intorno a possibili viaggi temporali sono stati più realisticamente gestiti all'interno di un rapporto costante tra passato e presente._ " Nei primi episodi - continua lo sceneggiatore e regista - incontriamo un personaggio misterioso che abbiamo chiamato il Turco. Sarà lui a svelare a Leonardo i misteri del tempo, la circolarità e la fluidità che porta ad un costante riproporsi degli eventi." _
Così, traendo anche ispirazione dai suoi modelli cinematografici rappresentati da Star Wars, Il pianeta dei vampiri e C'era una volta il West, l'ideatore del novo Batman definisce sulle pagine della sua sceneggiatura l'immagine di un uomo inaspettatamente moderno che, pur vivendo nell'Italia del quindicesimo secolo deve dominare una mente costantemente proiettata verso il futuro. Una visione ampia che è possibile intravedere fin dalle prime immagini, montate in un trailer presentato a suo tempo alla BBC e che oggi ha il compito di sedurre lo spettatore con promesse allettanti. Nonostante l'assenza di effetti speciali, che in realtà caratterizzeranno gran parte della serie, e senza una vera e propria continuità narrativa, non è difficile scoprire dove la modernità del suo realizzatore sia andata a vivacizzare la natura statica di un dramma in costume. Grazie al volo di un uccello, alla visione fugace di un incubo e ad una porta dietro la quale si nasconde l'oblio, Goyer lascia tracce della genialità e della follia distruttrice del suo protagonista interpretato dal giovane e poco conosciuto Tom Riley, ma è nell'osservazione dell'estetica adottata che si nasconde l'anima innovativa di questo progetto.

L'approccio è quello utilizzato per una graphic novel ed il look è stilizzato. " Impegnati nella ricerca di uno stile personale spesso abbiamo utilizzato stoffe dell'epoca, ma adattate a delle forme attuali e viceversa. Per questo motivo, forse, il mio Leonardo nel look come nel carattere è una combinazione tra Indiana Jones, Sherlock Holmes e Tony Stark." E se qualcuno trova bizzarro che il giovane artista fiorentino vada diffondendo la propria genialità indossando una giacca di pelle, non comprende che anche in un semplice capo di abbigliamento può celarsi l'anima di un personaggio. Perché, come ricorda Goyer _" Leonardo è l'uomo che ha inventato il futuro, se lo avessi rappresentato in un altro modo gli avrei fatto sicuramente un torto." _