Sicilian Ghost Story

2017, Drammatico

Sicilian Ghost Story: la Sicilia sul grande schermo in 10 cult d’autore

In contemporanea con la sua presentazione al Festival di Cannes, il 18 maggio arriva nelle sale Sicilian Ghost Story, in cui la ricerca di un ragazzo scomparso si fonde con le suggestioni di questa regione carica di meraviglia: riscopriamo dieci importanti titoli che, nel corso del tempo, ci hanno mostrato vari aspetti della terra siciliana.

Sicilian Ghost Story: Gaetano Fernandez in una scena del film

Sarà il film d'apertura della Semaine de la Critique, la sezione parallela del Festival di Cannes dedicata alle opere prime e seconde, e nella stessa giornata, il 18 maggio, arriverà anche nelle sale italiane grazie a BIM Distribuzione: si tratta di Sicilian Ghost Story, il nuovo lavoro dei registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, che in questa stessa sezione erano stati premiati quattro anni fa con il loro film d'esordio, Salvo, molto apprezzato anche in Italia.

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Non sono state rilasciate ancora molte informazioni a proposito della trama di Sicilian Ghost Story, che tuttavia già dal titolo sembra alludere a una dimensione sospesa fra la realtà e la fantasia. Questa la sinossi ufficiale del film: in un piccolo paese siciliano ai margini di un bosco, Giuseppe, un ragazzino di tredici anni, scompare. Luna, una compagna di classe innamorata di lui, non si rassegna alla sua misteriosa sparizione. Si ribella al clima di omertà e complicità che la circondano e pur di ritrovarlo, discende nel mondo oscuro che lo ha inghiottito e che ha in un lago una misteriosa via d'accesso. Solo il loro indistruttibile amore le permetterà di tornare indietro.

Sicilian Ghost Story: Julia Jedlikowska e Gaetano Fernandez in una scena del film
Sicilian Ghost Story: Julia Jedlikowska in una scena del film

I due registi hanno specificato non a caso di aver voluto conferire all'ambientazione una natura prettamente fiabesca, lasciando intendere così che i luoghi della Sicilia costituiranno una componente fondamentale del racconto. E proprio in tale ottica abbiamo voluto ripercorrere il rapporto privilegiato che lega questa regione straordinariamente affascinante, ma anche con una storia complessa e tormentata, al cinema italiano (ma non solo); di seguito, aspettando Sicilian Ghost Story, vi proponiamo perciò dieci titoli che, nel corso del tempo e nelle maniere più varie, hanno saputo raccontare la Sicilia e le sue realtà sul grande schermo...

Stromboli, terra di Dio

Il senso di estraniazione, di malessere e di solitudine di una profuga di guerra confinata in una terra sconosciuta: la donna in questione, Karin, ha il volto e la voce (che si esprime in italiano) di Ingrid Bergman, mentre il teatro del suo angoscioso isolamento è l'isola di Stromboli, sede del maestoso vulcano omonimo. Nel 1950 in Stromboli, terra di Dio, sua prima collaborazione con la diva svedese (che quello stesso anno sarebbe diventata sua moglie), il regista romano Roberto Rossellini utilizza l'isola siciliana con una forza espressiva fino a quel momento pressoché inedita al cinema, in una costante sospensione fra un realismo semi-documentaristico (le scene di vita quotidiana) e una rappresentazione quasi metafisica dell'area vulcanica.

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Stromboli, terra di Dio: un primo piano di Ingrid Bergman

L'avventura

L'avventura: Monica Vitti in una scena del film

Sempre nell'arcipelago delle Eolie, dieci anni dopo il film di Rossellini, il regista ferrarese Michelangelo Antonioni ambienta nel 1960 la sua pellicola più celebrata, L'avventura, primo capitolo della sua "trilogia dell'incomunicabilità". In uno scenario marittimo desolato, che arriva ad assumere connotati quasi lirici, la misteriosa sparizione della giovanissima Anna (Lea Massari), compagna di Sandro (Gabriele Ferzetti), suscita un singolare turbamento nella loro amica Claudia (Monica Vitti), la quale si scoprirà attratta dall'uomo. La terra siciliana e la sua bellezza ancestrale, da Noto a Taormina, diventano nella cinepresa di Antonioni uno specchio del senso di smarrimento della protagonista.

Divorzio all'italiana

Divorzio all'italiana: Stefania Sandrelli e Marcello Mastroianni in una scena del film

Nel 1961 è un altro maestro del cinema italiano, il regista genovese Pietro Germi, ad ambientare in Sicilia il suo capolavoro, Divorzio all'italiana, incentrando il proprio sguardo sulla realtà sociale del profondo Sud dell'Italia, simboleggiato dalla fantomatica cittadina di Agramonte. Il perbenismo ipocrita della società italiana dell'epoca (a cui alludono anche i riferimenti al fenomeno de La dolce vita di Fellini), la considerazione retrograda per le donne e il loro ruolo familiare e l'infamia legislativa nota all'epoca come il "delitto d'onore" sono rappresentati da Germi in chiave di commedia nera mediante la vicenda di Ferdinando Cefalù (uno strepitoso Marcello Mastroianni), il quale tenta con ogni mezzo di spingere all'adulterio la moglie Rosalia (Daniela Rocca) al solo scopo di potersi poi sbarazzare di lei.

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Il Gattopardo

Alain Delon e Claudia cardinale ne Il gattopardo

Dall'analisi sociologica all'affresco storico, nel 1963 è il grande regista milanese Luchino Visconti ad ambientare in Sicilia uno dei suoi film più amati, Il Gattopardo, sontuosa trasposizione del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La pagina più importante del Risorgimento, dallo sbarco di Giuseppe Garibaldi a Marsala alla nascita del Regno d'Italia, viene rievocata attraverso lo sguardo di don Fabrizio Salina (un grandioso Burt Lancaster), Principe dell'antica nobiltà siciliana che assiste con inquietudine e disincanto ai mutamenti politici in atto, consapevole del drammatico immobilismo tipico della sua gente, a dispetto del fervore del nipote Tancredi (Alain Delon).

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Il Padrino

Il Padrino: Simonetta Stefanelli con Al Pacino in una scena del film

Una 'incursione' in terra siciliana è anche quella che ci propone Francis Ford Coppola in un segmento del suo capolavoro del 1972, Il Padrino, primo capitolo della saga dedicata alla famiglia mafiosa dei Corleone. Una Sicilia rurale, ancora legata a stili di vita arcaici e quasi immutabili, fa da cornice all'esilio di Michael Corleone (Al Pacino), il figlio del boss don Vito (Marlon Brando); Mike, la cui vita è in serio pericolo, si rifugia infatti nella terra d'origine del padre, dove si innamora di una ragazza del posto, Apollonia Vitelli (Simonetta Stefanelli), che dopo breve tempo diventa sua moglie, ma sarà condannata a una tragica sorte.

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Johnny Stecchino

Johnny Stecchino: Roberto Benigni e Nicoletta Braschi in una scena del film

Passiamo al territorio della commedia pura con Johnny Stecchino, esilarante film diretto e interpretato nel 1991 dal comico toscano Roberto Benigni in un duplice ruolo: quello di Dante Ceccarini, ingenuo autista di scuolabus di Cesena, e del personaggio eponimo, boss mafioso 'pentito' e quindi costretto a nascondersi per evitare rappresaglie. Trascinato a Palermo dall'affascinante Maria (Nicoletta Braschi), moglie di Johnny, Dante si ritrova così al centro di una catena di equivoci e di gag, legate in buona parte anche agli stereotipi sulla Mafia, mentre in un dialogo famosissimo apprendiamo che la più terribile piaga della Sicilia è nientemeno che il traffico...

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Il ladro di bambini

Il ladro di bambini: Enrico Lo Verso in una scena del film

Un anno dopo Benigni, nel 1992, è il calabrese Gianni Amelio a raccontare un viaggio lungo l'Italia, con destinazione Sicilia, in uno dei film più acclamati e premiati della sua carriera, Il ladro di bambini. Enrico Lo Verso interpreta la parte di Antonio, giovane e volenteroso carabiniere di Milano a cui è affidato un incarico particolarmente delicato: scortare due bambini sottratti alla madre fino a un istituto per minori a Civitavecchia. Il loro viaggio, però, durerà più del previsto e li condurrà fino a Gela, delineando un malinconico spaccato dell'Italia e della Sicilia, fra squallore quotidiano e assurdi meccanismi burocratici.

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I cento passi

I cento passi: Luigi Lo Cascio e Claudio Gioè in una scena del film

Rientra a pieno titolo nel filone del cinema d'impegno civile il film che nel 2000 il regista milanese Marco Tullio Giordana ha dedicato a una delle figure più importanti nella recente storia della regione, Peppino Impastato, giovane giornalista originario della cittadina di Cinisi, in provincia di Palermo, che negli anni Settanta, attraverso la propria radio e il proprio attivismo politico, si adoperò a contrastare la Mafia locale. Interpretato ne I cento passi da un intenso Luigi Lo Cascio, Peppino Impastato è il fulcro di un racconto lucido e doloroso, in cui l'amore per la Sicilia si fonde con la rabbiosa denuncia dei meccanismi ormai consolidati di omertà e di connivenza verso il potere di Cosa Nostra.

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Baarìa

Francesco Scianna, Margareth Madè e Nicole Grimaudo in una scena del film Baaria

Ed ecco finalmente un regista siciliano, Giuseppe Tornatore, che nella suggestiva isola ha ambientato sia la sua pellicola più celebre, Nuovo cinema Paradiso, sia, vent'anni più tardi, la produzione più ambiziosa della sua filmografia, Baarìa: un atto d'amore nei confronti della propria città natale, Bagheria, nei pressi di Palermo. Maestosa saga familiare che si snoda dal ventennio fascista fino all'inizio degli anni Ottanta, accompagnata dalle musiche di Ennio Morricone, Baarìa ripercorre mezzo secolo di storia siciliana (e italiana) attraverso le vicende personali di Peppino Terranuova (Francesco Scianna), miscelando comicità, dramma e sentimento.

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Terraferma

Terraferma di Emanuele Crialese: una suggestiva immagine del film

Lampedusa: una piccola isola a breve distanza dalla costa della Sicilia e sulla quale, negli ultimi anni, si è puntata più volte l'attenzione di tutta l'Italia. Terra d'approdo di numerosi migranti, spesso abbandonati in balia del mare e diretti verso un futuro quanto mai incerto, Lampedusa è lo scenario di un film del regista romano Emanuele Crialese, Terraferma, che nel 2011 ha raccontato l'esperienza del contatto fra la popolazione locale e gli immigrati assumendo il punto di vista di un giovane pescatore, Filippo (Filippo Pucillo). Il dramma vissuto dai migranti, il fenomeno del turismo di massa e il conflitto fra legge ed etica sono l'oggetto dell'osservazione della pellicola di Crialese e della sua riflessione umanista.

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