La mia casa è piena di specchi (MINISERIE TV IN 2 PARTI)

2010, Drammatico

Recensione La mia casa è piena di specchi (2010)

Un'infanzia difficile senza un padre, la guerra e la fame, poi il riscatto, l'arrivo con la madre a Cinecittà e poi l'incontro con Carlo Ponti che le aprirà le porte del successo rendendola un mito del Cinema mondiale. La storia di Sofia Loren e della sua famiglia diventa un film-tv in due puntate in onda su Raiuno domenica 14 e lunedì 15 marzo.

Da Pozzuoli a Hollywood: la vita della Loren diventa fiction

RaiFiction insieme a ideaCinema portano sul piccolo schermo niente meno che la storia della grande Sophia Loren, il racconto di un grande sogno divenuto realtà, quello di Romilda Villani, madre di Sofia e Maria Scicolone, figlie degli stessi genitori ma con due destini completamente diversi, come diversi sono stati negli anni i rapporti con la madre e con un padre assente e avaro, di denari e di sentimenti. Romilda Villani ha lottato contro tutto e tutti per portare a termine un riscatto economico e sociale che la sua famiglia e le sue figlie sognavano e speravano da tempo.
Madre affettuosa e premurosa con Sofia - la figlia più grande, bella e ambiziosa come lei - madre oppressiva e iperprotettiva con Maria, figlia illegittima (poi riconosciuta in cambio di una cospicua somma di denaro) di un padre indifferente e anaffettivo ed incarnazione di tutti i suoi fallimenti di donna, da quello amoroso a quello professionale.
Dall'adolescenza tra i vicoli di Pozzuoli ai concorsi di bellezza di Miss Italia e Miss Roma fino all'Oscar vinto nel 1962 per La ciociara di De Sica, passando per importanti produzioni americane come Il ragazzo sul delfino, Orgoglio e Passione e tanti altri che l'hanno portata a lavorare con gli attori più fascinosi e famosi di Hollywood: Cary Grant, Charlton Heston, Anthony Perkins, Peter Sellers, Clark Gable, Peter Ustinov, Gregory Peck, Marlon Brando e Paul Newman.

Una scena della miniserie La mia casa è piena di specchi
La mia casa è piena di specchi è la vera storia di tre donne, madre e due figlie, capaci con la sola forza della determinazione di superare le fatiche della guerra e di conquistarsi senza l'aiuto di alcun capo famiglia un futuro e un nome rispettabile nel mondo. Liberamente ispirata all'omonimo romanzo di Maria Scicolone, sorella minore di Sofia, la miniserie in due puntate è diretta da Vittorio Sindoni, uno dei nomi più celebri della nostra televisione, scelto direttamente dalla Loren per dirigere la storia della sua vita. In equilibrio tra la poesia di una favola e il dramma di una storia vera e difficile, il film narra momenti di vita intimi e personali di donne ora celebri che hanno accettato di mettere in piazza i loro preziosi ricordi per omaggiare la loro madre, guida spirituale e punto di riferimento di tutta un'esistenza. Vincitrice nel 1932 di un concorso per diventare sosia di Greta Garbo, a Romilda fu impedito dal padre di partire per gli Usa e lì finirono tutti i suoi sogni di gloria, sogni che la donna riversò negli anni sulla bellissima figlia maggiore Sofia, avuta come Maria dall'unione burrascosa e passionale con Riccardo Scicolone.

Sophia Loren in una scena della fiction La mia casa è piena di specchi
Si apre dunque la scatola dei ricordi di famiglia di una vita intera e il mosaico di Sofia si ricompone offrendo una visione d'insieme sulla sua vita che si discosta dalla solita storia televisiva ricca di personaggi inventati per accostarsi più al melodramma con sprazzi di repertorio che la avvicinano più a una docu-fiction. La prima puntata incentrata sugli inizi di carriera di Sophia fino alla sua consacrazione di attrice mentre nella seconda viene maggiormente fuori il personaggio di Maria, che vive un rapporto difficile con la madre. Brava cantante jazz, la donna viene in qualche modo spinta dagli eventi a rinunciare alla carriera musicale per via di sua madre, decisa a non rinunciare anche a lei e ad averla vicina fino alla morte. Per salvarsi da una madre ossessiva e malata di solitudine, Maria sposa l'uomo sbagliato, Romano Mussolini, che la renderà infelice e insoddisfatta per tantissimi anni lasciando sua madre sola e senza affetti nella sua grande casa romana. La donna tornerà infine a Pozzuoli e dedicherà gli ultimi anni della sua vita al pianoforte, una delle sue grandi passioni inespresse.

Sophia Loren ed Enzo De Caro in una scena della fiction La mia casa è piena di specchi
Più una di vita vissuta che non una fiction, La mia casa è piena di specchi si avvale delle piacevoli musiche del premio Oscar Nicola Piovani e della partecipazione straordinaria della Loren, onnipresente in quasi tutte le scene interpretando sua madre in età giovane e sia in età adulta che avanzata senza l'ausilio di attrici 'di mezzo' a supporto del ruolo. Ovvi ingarbugliamenti di coerenza visiva durante tutto il film, peggiorati da un uso incomprensibilmente smodato del chroma key (sovrapposizione di un filmato su uno sfondo fotografato) e di numerose correzioni con effetti di 'make-up' digitale effettuate in post-produzione.
Si deduce anche da questi particolari la difficile lavorazione del film-tv, molto lunga e travagliata, più volte a rischio cancellazione, ma chi ha amato ed ama la straordinaria Sofia Loren e vuole scoprire di più sulla sua splendida storia da sogno non starà di certo a guardare questi particolari.

Recensione La mia casa è piena di specchi (2010)
Luciana Morelli
Redattore
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