Il cane pompiere

2007, Azione

Recensione Il cane pompiere (2007)

'Il cane pompiere' è il tipico rappresentante delle produzioni per famiglie e svolge il suo compito tra pregi e difetti senza eccedere nè nei primi nè negli ultimi.

Da grande voglio fare il pompiere

Siamo certi che titoli del calibro di Jurassic Bark e The Fast and the Furriest non vi dicano molto, ma per gli spettatori del mondo de Il cane pompiere sono dei blockbuster di tutto rispetto, interpretati dalla star canina di Hollywood, Rexxx, che del film è il protagonista a quattro zampe.
Rexxx non è un qualunque cane attore, ma una vera e propria viziatissima stella del cinema, perfettamente integrata nello Star System hollywoodiano. Non stupisce quindi la sua titubanza e difficoltà nell'integrarsi nella vita di una famiglia problematica ed in quella di una caserma dei pompieri quando si trova costretto a farlo perchè smarrito nel corso delle riprese di una scena pericolosa e dichiarato morto dal suo entourage.
Shane, il ragazzo che suo malgrado lo accoglie, imparerà gradualmente ad accettare ed amare Rexxx, a cui dà il nome di Dewey, ed il cane riuscirà ad aiutare il ragazzo a risolvere i suoi problemi di rapporto con il padre ed anche a far luce in un caso relativo a misteriosi incendi che stanno imperversando in città, salvando di fatto le sorti della Dogpatch Station, la caserma dei Vigili del Fuoco in cui lavora il padre di Shane, a rischio di chiusura.

Luoghi comuni e buoni sentimenti sono gettati a piene mani nella sceneggiatura del film, frutto della scrittura di Claire-Dee Lim, Mike Werb e Michael Colleary, ma non è certo l'originalità l'arma vincente del film, nè si pretende che debba esserlo. Stona l'eccessiva l'umanizzazione di Rexxx in molte situazioni e l'approssimazione nella messa in scena di molti aspetti cinofili, ma è chiaro fin da subito che non è il realismo il fine ultimo del film, quindi non possiamo considerarlo un difetto, quanto una scelta.
E' ben reso il rapporto conflittuale tra Shane e il padre e la sua graduale risoluzione, anche per merito, va detto, della buona interpretazione dei due protagonisti umani: Josh Hutcherson (giovane attore molto presente nelle recenti produzioni americane e visto di recente in Un ponte per Terabithia) e Bruce Greenwood; ben più stereotipati e poco approfonditi, invece, tutti i personaggi di contorno.
Alla regia troviamo Todd Holland, un veterano della tv che vanta partecipazioni in molte serie sia attuali che del recente passato e che si è aggiudicato anche premi prestigiosi, tra cui tre Emmy, per il suo lavoro. Si vede, infatti, la presenza di una mano sicura a dirigere il film ed è grazie a lui che il film viene salvato dalla piattezza e scarsa originalità della sceneggiatura: Holland si sforza di rendere dinamica l'azione, con movimenti di camera, rapidi ed indovinati cambi di inquadratura ed in generale una vivacità nella messa in scena che non guasta in un film destinato principalmente all'intrattenimento e ad un pubblico di famiglie.

Non siamo lontani dalla media delle produzioni di questo tipo, di cui Il cane pompiere è il tipico rappresentante che svolge il suo compito barcamenandosi tra pregi e difetti senza eccellere in nè negli uni nè negli altri, risultando in definitiva una discreta scelta per una serata estiva in città.

Recensione Il cane pompiere (2007)
Antonio Cuomo
Redattore
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