Moglie e marito

2017, Commedia

Da "Big" a "Moglie e marito": 15 commedie sullo scambio di corpi

Al cinema esce l'italiano Moglie e marito, in cui due coniugi si cambiano i corpi. Padri e figli, uomini nel corpo di donne, invecchiare e ringiovanire... ecco i 15 switch più esilaranti del cinema.

La mente di Andrea e quella di sua moglie Sofia che si scambiano e i due si trovano all'improvviso l'uno dei corpi dell'altra. È quanto accade al cinema in questi giorni, con Moglie e marito, l'esordio alla regia di Simone Godano, con una coppia comica assolutamente inedita. Vedere Pierfrancesco Favino che vomita tentando di scostarsi delicatamente la chioma e Kasia Smutniak che non riesce a camminare sui tacchi è stato una bella ventata d'aria fresca nella commedia nostrana. Eppure il tema dello scambio di corpi, o più in generale quello di trovarsi in un corpo diverso dal proprio, non è certo un espediente nuovo. Il divertimento nasce laddove questa idea, già molto utilizzata, viene utilizzata bene in fase di scrittura prima e in quella interpretativa poi. Padri e figli o madri e figlie, mariti e mogli che si scambiano. Single impenitenti che si risvegliano padri di famiglia. Ma anche ragazzini che si ritrovano adulti o al contrario adulti che tornano bambini avendo la possibilità di imparare qualcosa. Ecco di seguito ben quindici commedie che hanno portato sullo schermo gli switch più divertenti!

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1. Tutto accadde un venerdì (Freaky Friday, Gary Nelson, 1976)

È forse il più famoso degli scambi, a cui poi si sono ispirati molti altri. Le incomprensioni tra una madre e sua figlia adolescente sono un problema annoso, specialmente poi se si vivono anni di grandi cambiamenti sociali come sono stati i 70s. Interpretato da una bellissima Barbara Harris e da una ancora giovanissima (e in questo film maschio mancato) Jodie Foster, gioca tutto sulla mancanza di femminilità della figlia e i desideri che la madre nutre per lei. Con autentiche chicche attoriali da parte di due splendide interpreti.

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2. Quel pazzo venerdì (Freaky Friday, Mark Waters, 2003)

L'inizio del nuovo millennio segnò diversi remake dei propri classici da parte della Disney, che aveva preso il nome di Buena Vista. Così per il remake del film precedente fu assoldata la Disney-Golden-Girl dell'epoca, Lindsay Lohan. Accanto a lei una Jamie Lee Curtis sempre in splendida forma, sia fisica che attoriale. L'accento in questo remake fu posto molto più sul distacco generazionale: la giovane Lindsay/Anna non aveva certo problemi di femminilità in questo caso. Qui come nel film originale, lo scambio è causato dalle forti emozioni dopo l'ennesimo litigio.

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3. Tale padre tale figlio (Like Father Like Son, Rod Daniel, 1987)

Impossibile non pensare che anche questo film non sia ispirato da Tutto accadde un venerdì. Qui lo switch è virato al maschile: il rigidissimo e impacciato Dottor Jack Hammond beve una sorta di pozione che lo fa scambiare con suo figlio Chris, adolescente nullafacente e facilone. Uno straordinario Dudley Moore prende il posto di Kirk Cameron, ai tempi idolo delle teenager per via della serie TV Genitori in blue jeans. Nel cast altre apparizioni perle: Sean Astin, Patrick O'Neal e le bellezze Margaret Colin e Catherine Hicks.

4. Viceversa, due vite scambiate (Vice Versa, Brian Gilbert, 1988)

Solo un anno dopo dal film precedente, esce un film il cui racconto è praticamente identico. Padre, sempre divorziato, e suo figlio si scambiano i corpi per colpa degli influssi magici di un teschio tibetano che Marshall, il padre, ha riportato dopo un viaggio in Thailandia. Anche qui lo scambio scaturisce da un litigio, seguito dal desiderio casuale di voler essere l'un l'altro. Protagonisti Fred Savage e Judge Reinhold, reduce da successi come l'intramontabile Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills e il semi-dimenticato Palle in canna.

5. Hot chick - una bionda esplosiva (The Hot Chick, Tom Brady, 2002)

Contrariamente a quanto ci hanno abituato le switch comedy, in questo caso tra le due persone che si scambiano i corpi non c'è alcun legame parentale o affettivo. Jessica e Clive nemmeno si conoscono. Lei è una cheerleader bulla e viziata, lui è un criminale da strapazzo che rapina i distributori di benzina. Mezzo dello scambio sono un paio di orecchini provenienti da un regno abissino del 50 aC e lo scambio avviene per un rito di Santeria. Il film segna l'esordio statunitense di Rachel McAdams, dopo il vero esordio cinematografico in My name is Tanino, ed è stato scritto, prodotto e interpretato dall'umorale Rob Schneider, grande amico e spalla preferita di Adam Sandler, che infatti appare in un cameo. Il critico americano Richard Roeper fu lapidario: "È troppo volgare per chiunque al di sotto dei 13 anni, ma è troppo stupido per chiunque sopra i 13". Non possiamo essere in disaccordo, ma è anche vero che è esilarante, specie vedere Rachel McAdams compiere certi gesti, immediatamente prima dei ruoli che la resero famosa.

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6. Nei panni di una bionda (Switch, Blake Edwards, 1991)

E a proposito di belle bionde che compiono gesti molto volgari perché in realtà ospitano un uomo, nessuno batte il ricordo che il pubblico ha di Ellen Barkin nel film di Blake Edwards. Il regista di Hollywood Party e La pantera rosa scrive e dirige una pellicola del tutto diversa, in cui un maschilista odioso viene ucciso da una delle donne che ha usato e gettato via. In Paradiso non c'è posto per un tipo come lui, quindi come contrappasso, viene rispedito sulla Terra... nei panni di una bionda, per l'appunto. Deve trovare una donna che lo abbia amato veramente per poter tornare in Paradiso, ma una donna così... deve ancora nascere!

7. Cambio vita (The Change-Up, David Dobkin, 2011)

Cambio Vita: Ryan Reynolds insieme a Jason Bateman in un'immagine del film

Il motivo dello switch è qui più che pretestuoso: Dave e Mitch sono amici sin dall'infanzia, ma sono l'uno l'opposto dell'altro. Donnaiolo Mitch, avvocato serissimo e sposato Dave.
I due si scambiano perché, banalmente, vengono colpiti da un fulmine. Commedia più che dimenticabile che ha staccato qualche biglietto per via del cast: Jason Bateman e Ryan Reynolds protagonisti, con Olivia Wilde, Leslie Mann e persino Alan Arkin nei panni del padre di Mitch.

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8. Papà diventa mamma (Aldo Fabrizi, 1952)

Se pensate che la switch comedy sia appannaggio esclusivo di Hollywood, vi sbagliate di grosso. La commedia all'italiana dei tempi d'oro aveva già fatto tutto, sin dagli anni Cinquanta. Ecco che allora il nostro immenso Aldo Fabrizi produsse, diresse e interpretò questo godibilissimo racconto. Beppe e Margherita sono una coppia con tre figli ed entrambi si rinfacciano di continuo che l'uno non fatica quanto l'altro. Proprio come avviene oggi in Moglie e Marito. Una sera vanno a vedere lo spettacolo teatrale del mago Bhorman, che chiama Beppe sul palco, lo ipnotizza e lo convince di essere una madre di famiglia. Bhorman ha un malore sul più bello, viene ricoverato d'urgenza e i "volontari" restano tutti ipnotizzati. Dopo tutta una serie di gag esilaranti (su tutte quella dell'autobus), il mago ipnotizzerà anche Margherita, una fantastica Ave Ninchi che nella seconda parte diventerà un uomo autoritario e arrogante. Tutto fino alla risoluzione, e alla reciproca comprensione, finale.

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9. Maxie (id., Paul Aaron, 1985)

Poco conosciuto il film con una splendida Glenn Close tratto dal romanzo di Jack Finney. Jan è una casalinga disperata, scialba e annoiata dalla sua vita monotona. Trasferirsi a San Francisco con suo marito Nick non lascia intendere che le cose cambieranno. Quando i due si trasferiscono nella nuova casa, rimuovendo la vecchia carta da parati, trovano un messaggio: "Maxie Malone ha vissuto qui. Leggete e piangete!". Maxie era una flapper girl che negli anni Venti morì a causa di un incidente, proprio il giorno precedente l'audizione per un grosso ruolo a Hollywood. L'unica testimonianza della sua carriera d'attrice è il breve minutaggio in una parte minuscola all'interno di un film. Nick e Jan lo ritrovano, e proprio la riproduzione di quel filmato sarà l'espediente con cui Maxie tornerà, ovviamente impossessandosi del corpo di Jan. Un doppio ruolo che fece nominare ai Golden Globe la strepitosa Glenn Close.

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10. Ho sposato un fantasma (All Of Me, Carl Reiner, 1984)

Fra tutti gli switch, forse il più macchinoso è quello di All Of Me, dove Steve Martin interpreta un avvocato insoddisfatto che non riesce ad arrivare al successo desiderato. Dovendosi occupare del testamento di una miliardaria, Edwina Cutwater, si imbatte suo malgrado nel rituale di un santone di nome Lasa Prahka, che sta trasferendo l'anima della morente Edwina nel corpo della giovane Peggy. Il bacile dove bolle la pozione cade accidentalmente sull'avvocato Cobb, che si ritrova ad essere due persone in una. Nel frattempo Edwina pare liberata dalla sua malattia. Tornata in forze, finirà per sposare proprio Cobb, mentre l'arrivista Peggy avrà una fine... poco vantaggiosa.

11. 18 again! (id., Paul Flaherty, 1988)

Regista televisivo, protagonisti due star della TV. L'ultimo "switch puro" è un film inedito in Italia, in cui Jack Watson, spegnendo le candeline per il suo ottantunesimo compleanno, desidera di potere avere nuovamente diciotto anni. Caduto in coma, riesce in qualche modo ad entrare nel corpo di suo nipote David, per sistemare ciò che non va nella vita del ragazzo e nel frattempo potersela spassare un po'.

12. 17 Again - Ritorno al Liceo (17 again, Burr Steers, 2009)

Zac Efron interpreta il giovane Mike O'Donnell nel film 17 Again - Ritorno al Liceo

Ammicca al film precedente, ma solo nel titolo. Nella pellicola che dimostrò per la prima volta quanto Zac Efron non fosse solo un bel faccino, non c'è uno scambio di corpi, ma un ritorno alla giovinezza. Matthew Perry è Mike O'Donnell, adulto insoddisfatto della sua vita a cui viene data la possibilità di riscriverla. Finendo in un vortice temporale, Mike si risveglia adolescente. Al liceo era stato una stella del basket, ma rinunciò a tutto per sposare la sua ragazza che aspettava un bambino. Rinfacciandole di aver rovinato la sua vita, l'ha persa e non se ne è mai costruita un'altra. Efron, il ringiovanito Mike, capirà che cambiando il corso della sua vita potrebbe perdere ciò che di più bello gli sia mai capitato.

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13. Da grande (Franco Amurri, 1987)

Il nostro immenso Renato Pozzetto è il protagonista di questa commedia ormai diventata un cult. Marco Marinelli ha otto anni, e come molti bambini della sua età si sente trascurato dai genitori e non sopporta la sorellina. Non vede l'ora di diventare grande per non dover sottostare al volere di tutti, e lo desidera talmente forte da farlo accadere. Impaurito, scappa di casa e va a rifugiarsi dalla sua maestra Francesca, di cui è innamorato poiché è l'unica ad essere gentile con lui. E lei si innamorerà a sua volta di quest'uomo impacciato con il cuore di un bambino. Nel cast anche Ilary Blasi bambina e nientemeno che Alessandro Haber e Ottavia Piccolo nei panni dei genitori di Marco.

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14. Big (id, Penny Marshall, 1988)

Chi non conosce la storia di Josh, il bambino che, grazie alla macchina con lo stregone in Coney Island, diventa un adulto con il volto di Tom Hanks? Chi non ha sognato di suonare ballando il pianoforte gigante? Chi non ha cantato Shimmy Shimmy Cocoa Pop insieme a un amico? Big è stato molte volte indicato come il remake a stelle e strisce di Da grande, ma non c'è nulla di più errato. Il film uscì nelle sale solo sei mesi dopo l'uscita del film con Pozzetto, e la sua realizzazione iniziò molto tempo prima. In realtà Big è ispirato a un film a episodi del 1953 diretto da Gottfried Reinhardt e Vincente Minnelli dal titolo Storia di tre amori. L'episodio diretto da Minnelli, Mademoiselle, il giovane Tommy in vacanza a Roma viene trasformato in un baldanzoso e prestante ragazzo da una strega. In ogni caso, Big è un classico e rivelava già le incommensurabili doti attoriali di Tom Hanks.

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15. 30 anni in un secondo (13 Going on 30, Gary Winick, 2004)

C'è anche una versione al femminile di una ragazzina che sogna di diventare grande. Perché se c'è una cosa che i film anni '80 ci hanno insegnato è che essere un'adolescente in quegli anni era difficile. Così Jenna Rink desidera fortissimo di avere "30 anni, vincenti e seducenti", come ha letto sulla sua rivista di moda preferita. Di colpo si risveglia nel suo futuro, in cui lavora proprio per quella rivista ed è una bellissima donna con pochi scrupoli e le sembianze di Jennifer Garner, divenuta la migliore amica della ex bulla della scuola (una sempre esilarante Judy Greer). Jenna non capisce come ha potuto diventare ciò che è, ma proprio il suo ritrovato candore la porterà a migliorare molte cose e a ritrovare il suo amico del liceo, divenuto Mark Ruffalo, e a capire che forse ciò che aveva non era poi così male...

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