CSI - Stagione 9, episodio 7: Woulda, Coulda, Shoulda

Un settimo episodio sottotono per la nuova stagione di CSI, che vede la squadra della scientifica di Las Vegas confrontarsi con una vecchia conoscenza: Nathalie Davis, il killer 'modellista'.

Il settimo episodio della nona serie di CSI: Crime Scene Investigation appare leggermente sottotono per quanto riguarda la costruzione del meccanismo thriller che è alla base di ogni puntata del telefilm, ma fornisce alcuni momenti di grande tensione quando ci mette faccia a faccia con un vecchio nemico della Csi: Nathalie Davis, il killer "modellista".
L'inizio ha un pò il sapore di minestra riscaldata, specialmente per un fan scafato di C.S.I. La telecamera ci mostra una bambina stesa per terra in una pozza di sangue all'interno di un appartamento, mentre un paramedico le misura il battito. E' ancora viva ma in condizioni gravi. Poco distante c'è una donna la cui totale immobilità ci suggerisce invece che è morta.
Mentre i paramedici trasportano d'urgenza la bimba all'ospedale, Grissom e Greg piombano sulla scena del delitto e cominciano i primi rilievi. Poco dopo ecco che fa la sua comparsa il marito della donna uccisa, nonché padre della bambina in fin di vita. L'uomo, sconvolto e infuriato, cerca di farsi strada a suon di pugni per avvicinarsi al corpo della moglie e si guadagna immediatamente un'imputazione per aggressione ai danni un poliziotto. In centrale, Brass lo interroga chiedendogli spiegazioni sul revolver calibro 38 di cui è in possesso. L'uomo spiega di avere un regolare permesso, e Brass gli domanda se ha un alibi per quella sera. L'uomo rivela di essere andato nel deserto e di aver sparato qualche colpo a vuoto, ma si tratta di una giustificazione meno che soddisfacente.
Intanto, Nick sta indagando su un altro caso: un auto con a bordo due studenti delle superiori si è scontrata contro un albero lungo una strada di provincia poco fuori Las Vegas. I corpi dei due giovani giacciono tra le lamiere in pose scomposte. Uno dei due ha addirittura attraversato il parabrezza con metà del busto. Nick è convinto che qualcuno debba aver sentito per forza il tremendo schianto.
Contemporaneamente, Riley e Greg cercano indizi nella casa dove è avvenuta la sparatoria. Il giovane detective recupera il proiettile che ha ucciso la donna: era conficcato nell'elenco telefonico sistemato su una mensola. Riley invece rileva tracce di effrazione sulla porta d'ingresso ed esce a controllare il perimetro dell'abitazione. Dopo pochi passi troverà, tra le sterpaglie, un cellulare che probabilmente appartiene alla bambina ricoverata in ospedale.

Paul Guilfoyle in una scena dell'episodio Woulda, Coulda, Shoulda di CSI.
In centrale Rowe, il marito della donna uccisa, continua il suo tentativo di discolparsi con Brass, ma tutti gli indizi sembrano puntare verso di lui. Come se non bastasse, Brass ha in mano un dossier dal quale risulta che lui è stato il primo indiziato per un omicidio risalente a 12 anni prima. La vittima si chiamava Trevor Murphy, ed era un investigatore privato assunto dalla prima moglie di Rowe (che all'epoca si chiamava Mark Reading) per smascherare i tradimenti del marito. Rowe dice a Brass di sapere chi potrebbe aver ucciso sua moglie, e gli mostra delle email minatorie ricevute sul suo cellulare.
In obitorio Nick e Robbins esaminano i cadaveri dei due studenti morti nello schianto della loro auto. Robbins illustra al detective le orribili ferite causate dall'impatto della vettura contro l'albero, e alla fine si sofferma su una strana frattura che sembra non collimare con gli altri indizi. La spalla di uno dei due giovani sembra infatti essersi piegata bruscamente all'indietro, forse per l'impatto con qualcosa.
Brass ha convocato in centrale la figlia di Trevor Murphy, l'uomo del cui omicidio fu sospettato Rowe 12 anni prima. Il capitano rivela alla giovane che le mail ricevute da Rowe risultano essere state inviate dalla sua abitazione. La ragazza nega tutto e si infuria, alzandosi e facendo per andare via. Brass l'avverte che ha un mandato per esaminare il suo laptop. La donna glielo lascia in custodia e se ne va.
Greg e un tecnico del laboratorio esaminano la memoria del cellulare della figlia di Rowe. Tra le foto, ce ne sono alcune scattate la notte della tragedia. Greg ipotizza che il killer sia entrato in casa e, vedendo il flash del cellulare della bimba, abbia pensato di essere stato fotografato.
In laboratorio, Catherine sta dando a una mano a Nick e Hodges per identificare una scheggia di legno ritrovata sul corpo del guidatore. Salta fuori che il frammento non proviene da un albero, ma da una mazza da baseball. Nick avanza una teoria: i due ragazzi stavano praticando uno "sport" molto in voga tra i giovani americani di ogni generazione, quello cioè di colpire le cassette della posta che si trovano ai margini della strada con una mazza da baseball. Seguono alcuni momenti di pura goliardia in cui Nick e Hodges si divertono a rievocare vecchi scherzi della loro gioventù, mentre Catherine scuote la testa ed esclama "E poi mi domando perché sono ancora single!".

William Petersen e Joshua Malina nell'episodio 'Woulda, Coulda, Shoulda' della serie tv CSI Las Vegas
Grissom nel frattempo è stato convocato a un udienza per discutere la situazione di Nathalie Davis, l'assassina "modellista". In un'aula dell'istituto psichiatrico nel quale la Davis è reclusa, gli avvocati si stanno confrontando col giudice. L'accusa sostiene che la Davis sia ormai guarita dall'attacco psicotico che l'ha colta in seguito all'arresto, e che debba quindi essere trasferita in un carcere vero. L'avvocato difensore afferma invece che la sua cliene è gravemente malata. Nel frattempo, la Davis rimane seduta in silenzio, cercando di intercettare lo sguardo di Grissom.
Va detto che Jessica Collins, l'attrice che interpreta la Davis, ha tutti i requisiti per un ruolo così inquietante: tratti del viso quasi fanciulleschi, carnagione talmente pallida da sembrare diafana e uno sguardo trasognato nel quale pare quasi di cogliere una vena di follia. La sua interpretazione mette davvero i brividi.
Dopo l'udienza, l'avvocato dell'accusa chiede a Grissom di testimoniare rievocando il suo interrogatorio con la Davis dopo l'arresto. Grissom accetta, ma chiede anche di poter parlare con Nathalie. Intanto, Riley informa Greg che alcune analisi hanno rivelato la vera provenienza delle mail minatorie a Rowe: si tratta dell'abitazione del figlio maschio di Trevor Murphy, Nathan. Una volta convocato in centrale, Nathan spiega di aver voluto solamente spaventare Rowe, e che il pensiero dell'assassino di suo padre a piede libero lo tormenta da anni. In ogni caso, Nathan non ha un alibi per la sera prima, perciò entra nella lista degli indiziati.
Nel garage dell'edificio che ospita i laboratori della Csi, Nick e Hodges stanno unendo l'utile al dilettevole compiendo vari esperimenti su una cassetta della posta che colpiscono in corsa dall'auto. E' chiaro tuttavia che una cassetta di alluminio vuota non avrebbe potuto causare un rinculo tale da fratturare i tendini del braccio del giovane, perciò i due investigatori decidono di tornare sul luogo del delitto e indagare ancora.

George Eads in una scena dell'episodio Woulda, Coulda, Shoulda di CSI.
Una volta sul posto, Nick comincia a esaminare pali della luce e cartelli stradali. A un tratto si imbatte in una cassetta della posta, davanti all'abitazione di un uomo, che sembra "removibile" dal palo che la sostiene. Chiedendo spiegazioni al padrone di casa, salta fuori che l'uomo, dopo aver visto la sua cassetta della posta sfasciata notte dopo notte da un branco di teppistelli, ha deciso di acquistarne una removibile. Nick però non è convinto, e comincia a ispezionare i dintorni dell'abitazione. Sul retro, l'agente Stokes nota una fila di lastre di cemento sul terreno che formano come un camminamento verso il bosco. Una di queste però, sembra essere stata messa lì da poco. Nick la solleva e...Bingo! Sepolta nel terreno c'è una cassetta della posta piena di cemento a presa rapida, ammaccata su un lato. Il padrone della cassetta a quel punto vuota il sacco. Infuriato per i continui scherzi, voleva dare una lezione ai due giovani, ma non immaginava che la lezione sarebbe stata "mortale: l'impatto della mazza contro la cassetta "rinforzata" ha però causato la rottura della prima e disorientato il guidatore dell'auto, causando lo schianto. L'uomo viene arrestato. Caso risolto.
Jessica Collins insieme a William Petersen nell'episodio 'Woulda, Coulda, Shoulda' della serie tv CSI Las Vegas
Grissom fa visita a Nathalie. La Davis sembra cambiata dai tempi dell'arresto e appare più lucida. Chiede scusa all'investigatore per le sofferenza causata a lui e alla Sidle, che aveva tenuto prigioniera per molte ore prima che intervenisse lo stesso Grissom a liberarla, e si dice pronta a essere punita.
Contemporaneamente, proseguono le indagini sull'omicidio della moglie di Rowe. Greg apprende che l'arma che ha ucciso Janelle Rowe era la stessa usata in passato da Trevor Murphy, l'investigatore ucciso da Rowe. Mentre cercano di capirci qualcosa, i Csi vengono informati che un video di sorveglianza ha ripreso Peter Rowe all'esterno dell'ospedale dove la figlioletta era ricoverata. Rowe aveva fatto visita alla bambina e poi era uscito a fumarsi una sigaretta. A un tratto è però arrivata la figlia di Trevor Murphy, Kelsey. Il video mostra Kelsey minacciare Rowe con una pistola e convincerlo a salire in macchina per poi sgommare via.
A questo punto, i detective rintracciano il segnale Gps dell'auto di Kelsey Rowe e giungono a uno spiazzo nel deserto nel quale vedono Kelsey mentre costringe Rowe a scavare sotto la minaccia della pistola. Brass e i detective intimano alla donna di stare calma e di abbassare l'arma, ma Kelsey indica il punto in cui Rowe sta scavando. Dal terriccio emergono alcune ossa umane. Si tratta di Trevor Murphy, il cui cadavere non era mai stato trovato. Rowe ammette davanti i poliziotti di aver ucciso l'uomo 12 anni prima, e li implora di salvarlo.

Kelsey confessa di aver fatto visita a casa di Rowe la sera prima. L'uomo non c'era, ma la sua famiglia sì. Quando la bambina aveva scattato la foto col flash, racconta Kelsey, lei aveva perso la testa e aveva mandato la piccola a sbattere contro un mobile. A quel punto era scattata una colluttazione con Janelle Rowe. Era partito un colpo e la donna era morta. Kelsey spiega di non aver ucciso la donna intenzionalmente. Brass la rassicura sul fatto che la bambina è viva e non è più un pericolo, e Kelsey sembra sollevata. Per un momento, la donna sembra considerare l'ipotesi di abbassare l'arma, ma poi dice soltanto "Ho cercato di dimenticare" e apre il fuoco su Rowe. Immediatamente i poliziotti abbattono Kelsey. Alla fine due casi, uno vecchio e uno recentissimo, si sono risolti, ma nel modo più sanguinoso possibile.

William Petersen nell'episodio 'Woulda, Coulda, Shoulda' della serie tv CSI Las Vegas
L'ultima sequenza dell'episodio è riservata a Nathalie Davis, la spietata serial killer soprannominata "modellista" per la sua abitudine di plasmare piccole creazioni in scala che descrivevano minuziosamente gli omicidi che si apprestava a compiere. Mentre viene condotta fuori dalla stanza dell'ospedale, la Davis si rivolge a Grissom ripetendogli che alla fine si è pentita per ciò che ha fatto, e che ora è davvero convinta che chi fa del male debba essere punito. Dopo che la Davis se n'è andata, Grissom osserva la sua stanza e qualcosa attira la sua attenzione: sul comodino accanto al letto c'è un grosso pezzo di sapone dal quale sembra essere stato prelevato del materiale. Sul pavimento, il detective nota una mattonella che sembra scalzata dalla base. Sollevandola, scopre l'ultima creazione della modellista: un minuscolo pupazzo fabbricato col sapone che raffigura la Davis stessa, in uniforme da detenuta, impiccata a una corda. Un finale davvero ad effetto che risolleva un episodio sostanzialmente anonimo e davvero sotto la media per un telefilm brillante e spiazzante come C.S.I.

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