CSI - Stagione 9, episodio 3: Art Imitates Life

Cadaveri ritrovati in posizioni plastiche ed un nuovo arrivo nel cast della serie nel terzo episodio della nuova stagione di CSI.

In una città bizzarra ed eccentrica come Las Vegas può succedere di tutto: persino che i cadaveri, invece di rispettare la canonica posizione orizzontale che accomuna tutti i defunti, vengano ritrovati in pose plastiche e verticali che ricordano quelle delle statue in certe mostre contemporanee. E proprio l'arte, riletta in chiave macabra e perversa, è il filo conduttore di questo terzo episodio della nona stagione di Csi, il cui titolo è già di per sé emblematico: Art Imitates Life (in italiano L'arte imita il passato), vale a dire "l'arte imita la vita".
L'episodio si apre con il ritrovamento del cadavere di una donna in un parco. La peculiarità di questa scoperta è però che la donna non è in posizione orizzontale come ogni "normale" cadavere, bensì in piedi, appoggiata contro un lampione e con il telefonino ancora pigiato contro l'orecchio come nel bel mezzo di una conversazione. Catherine ipotizza che la donna sia stata uccisa da un fulmine mentre era ferma contro il lampione, ma alcuni elementi sembrano smentire questo scenario: il corpo non presenta infatti segni di bruciature, inoltre il lampione non sembra essere stato danneggiato da una scarica elettrica. La vittima ha ancora appesa al braccio una borsetta dalla quale manca però il portafoglio. Più tardi, gli investigatori riescono a identificarla: si chiamava Carla Paretti ed era un infermiera, ma aveva anche molti altri lavori tra cui la modella e l'attrice.
Una volta tornato in laboratorio, Grissom viene convocato a un'assemblea generale nella quale viene presentata Patricia Rowley (interpretata da Alex Kingston, brava attrice già apprezzata in E.R. - Medici in prima linea e nella mini-serie inglese Lost in Austen) , una psicologa che ha il compito di aiutare i membri del team a elaborare il lutto per la morte di Warrick Brown.

Lauren Lee Smith in una scena dell'episodio 'Art Imitates Life' della serie C.S.I. Las Vegas
Ma il terzo episodio della nona stagione segna anche un'altra, grande novità: l'arrivo cioè del nuovo componente della squadra, la "matricola" Riley Adams, una bionda giovane e attraente che ha il difficile compito di rimpiazzare l'agente Brown senza far credere di volerne usurpare il ruolo nel cuore dei Csi. Dalle prime sequenze che vedono protagonista la Adams, riusciamo a inquadrarla come una tipa "tosta" e che sa il fatto suo, oltre ad essere dotata di una buona dose di senso dell'umorismo (d'altronde con due genitori strizzacervelli, come poteva essere diversamente?). E poco dopo, Riley ha la possibilità di affrontare il proprio battesimo del fuoco nella Csi: un altro cadavere è stato infatti rinvenuto in una posizione davvero insolita, vale a dire sdraiato sulla panchina di una fermata dell'autobus in tenuta da corridore e con evidenti segni di rigor mortis su tutto il corpo. Grissom e la Adams apprendono che l'autista dell'ultimo autobus è passato di lì un'ora prima e afferma di non aver visto nulla: perciò il cadavere dev'essere lì da minor tempo, troppo poco per sviluppare il rigor mortis. In laboratorio, il team cerca di far luce su questo nuovo caso. Nella sala autopsie, Riley incontra l'anatomo-patologo Al e i due fanno subito amicizia. Il cadavere del "corridore" presenta tracce di svariate droghe tra cui metanfetamina ed eroina (si rivelerà poi essere uno spacciatore), e il responso definitivo parla di arresto cardiaco, proprio come nel caso di Carla. I due cadaveri presentano inoltre analogie nell'aspetto del fegato, che ha un colore tra il rosso e il rosa.

Grissom, ritratto da William Petersen esamina la scena di un crimine nell'episodio 'Art Imitates Life' della nona stagione di CSI
Grissom intanto sta eseguendo in laboratorio un test su alcune sostanze, ma lo sbaglia, essendosi distratto in un momento cruciale. Rendendosi conto che la morte di Warrick è ancora un grosso fattore di stress e un trauma irrisolto, il capo della Csi decide di confidarsi con la psicologa.
Nel frattempo però, un altro cadavere viene ritrovato in città: si tratta di un uomo nero con indosso un completo elegante, il cui corpo è immobilizzato in posizione verticale, con una valigetta in una mano e un giornale nell'altra. Dopo aver portato il cadavere in laboratorio, Greg e Grissom rilevano alcuni particolari che non quadrano: l'uomo non ha documenti, e nonostante i suoi vestiti costosi presenta tracce di sporcizia evidente nelle unghie e nelle orecchie. Come se non bastasse, tra i suoi capelli ci sono diversi pidocchi morti. I due detective capiscono che l'uomo è un barbone.

Nell'appartamento di Carla, Riley e Catherine stanno cercando indizi utili a risalire alle circostanze della morte: il nuovo acquisto della Csi trova un sacchetto di marijuana in un cassetto, e questo le offre lo spunto per un'altra prova di grande umorismo. Nell'appartamento, le due investigatrici notano anche un macabro dipinto che porta la firma di un noto artista locale, Jersey Skaggs (interpretato dal grande caratterista Jeffrey Tambor, che qui riesce a restituire in modo davvero convincente l'immagine del tipico artista snob e omosessuale che osserva il mondo dall'alto in basso e tratta tutti con sarcasmo e disprezzo).

Paul Guilfoyle in una scena dell'episodio 'Art Imitates Life' della serie tv CSI
Il Capitano Jim Brass si reca nell'atelier di Skaggs per porgli alcune domande: tra i due si sviluppa immediatamente un dialogo vivace e pungente, pieno di doppi sensi e battute ad effetto, un impagabile botta e risposta dal quale emerge che Carla posava per Skaggs, ma che l'uomo non conosce le altre due vittime.
Di nuovo in laboratorio, il team fa un'importante scoperta: le vittime sono morte a causa di una massiccia esposizione al monossido di carbonio. L'ipotesi più plausibile a questo punto è che qualcuno le abbia sedate, immobilizzate in pose studiate ad hoc e intossicate col monossido di carbonio fino a causare la morte e far sopraggiungere la rigidità del corpo, così da creare statue umane.

Presto, altre due vittime si aggiungono a quel macabro conteggio: sono due anziani malati di Alzheimer, i cui cadaveri vengono ritrovati in piedi su un sentiero frequentato da appassionati ornitologi. I corpi presentano inoltre tracce di fibre di juta, cosa che induce gli investigatori a pensare che i cadaveri siano stati trasportati in dei sacchi di quel materiale.
Jim chiama Grissom e gli rivela che alcune prove indicano che lo spacciatore aveva presenziato a un party di Skaggs anni prima. A quel punto, l'artista viene prelevato e sottoposto a un duro interrogatorio. Skaggs si difende affermando che non può ricordare tutte le persone che negli anni hanno frequentato i suoi party, poi rivela a Brass che le foto dei cadaveri gli hanno fatto venire in mente dei ritratti che un uomo impegnato nella ristrutturazione del suo atelier gli aveva sottoposto qualche mese prima.

La squadra Csi scopre così che poco tempo prima era stata indetta una competizione d'arte aperta ai cittadini per creare alcune statue di bronzo da esporre in parchi e altri luoghi pubblici della città. Le statue dovevano essere rappresentative della varietà etnica, sociale e culturale di una città come Las Vegas. I detective capiscono a questo punto che qualcuno sta disseminando cadaveri con la stessa logica. Andando a verificare le adesioni al concorso, il team scopre che un uomo aveva inviato dei ritratti che riproducono esattamente le pose dei cadaveri ritrovati in giro per la città. Dev'essere l'uomo di cui parlava Skaggs, un folle artista frustrato nel proprio ego che cerca così di prendersi una macabra rivincita e farsi finalmente notare. Non solo: l'ultimo ritratto raffigura un ragazzino in sella a una bicicletta. E' la prova che il serial killer intende colpire ancora per completare la sua opera delirante.

Lauren Lee Smith durante una sequenza dell'episodio 'Art Imitates Life' della serie C.S.I. Las Vegas
Nel frattempo Riley scopre, su un blog di arte in cui si parla degli omicidi, una foto scattata al primo cadavere in un orario antecedente all'arrivo della polizia. A questo punto, il detective Vartann fa visita al proprietario del blog e lo convince a instaurare una conversazione con l'utente che ha inserito la foto incriminata, tenendolo occupato finchè la polizia non rintraccia il computer dal quale è connesso.

Finalmente, gli investigatori riescono a risalire alla postazione internet da cui l'uomo invia i suoi messaggi e lo catturano. Nel frattempo però, è arrivata in centrale la notizia che un bambino è scomparso qualche ora prima.
Grissom si incarica personalmente di interrogare Arthur, l'artista deviato, in una stanza con tanto di telecamera. Il leader della Csi cerca di convincerlo a confessare dove si trova il bambino, ma Arthur spiega che non ha intenzione di dire nulla, perché il suo desiderio è che l'opera sia completa e il suo nome possa così essere ricordato in eterno.
Ma per fortuna, Catherine e gli altri componenti della Csi sono al lavoro per scoprire il luogo dove il ragazzino è rinchiuso: le tracce di juta presenti sui cadaveri nonché addosso all'artista li convincono a cercare un magazzino nei dintorni della biblioteca dalla quale l'uomo inseriva i suoi messaggi su Internet.
Finalmente, Catherine riesce a individuare un magazzino in disuso che veniva utilizzato per realizzare borse e oggetti in fibra. Nick e Riley accorrono sul posto e trovano, nei meandri del magazzino, una camera nella quale il bambino è legato ed esposto ai fumi mortali del monossido di carbonio. Immediatamente, i detective lo liberano e Riley gli pratica una respirazione bocca a bocca. Dopo alcuni attimi disperati in cui sembra che non ci sia nulla da fare, il ragazzino riprende finalmente conoscenza. Il caso è finalmente risolto.

Robert David Hall insieme a William Petersen nell'episodio 'Art Imitates Life' della serie C.S.I.
Si chiude così una puntata di altissimo livello che, oltre a presentare una serie di casi davvero bizzarri e misteriosi, riesce a confezionare una sottile e ironica riflessione sui paradossi dell'arte, la quale spesso si trova a stretto contatto con la morte nel tentativo di esorcizzare una delle nostre pià grandi paure. Ma l'episodio è anche occasione per presentare il nuovo elemento della squadra Csi e per aprire un'ulteriore finestra sul trauma che la morte di Warrick ha creato all'interno del team. In particolare Grissom sembra esserne oltremodo provato, come dimostra un toccante dialogo che il leader della Csi intrattiene con la psicologa. Utilizzando come pretesto le sue preoccupazioni per l'atteggiamento apatico del suo cane, Grissom si chiede infatti se l'animale non stia semplicemente replicando le emozioni del padrone. E probabilmente, proprio la ferita aperta della morte di Brown sarà la molla che spingerà Grissom a lasciare la squadra a metà della serie.

CSI - Stagione 9, episodio 3: Art Imitates Life
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