CSI - Stagione 9, episodio 15: Kill Me If You Can

Un episodio davvero eccellente dal punto di vista dell'intrattenimento, la piacevole conferma di una stagione che sta viaggiando ad altissimi livelli.

Signore e signori, allacciatevi le cinture: il quindicesimo episodio della nona serie di CSI: Crime Scene Investigation, Kill Me If You Can, è uno spericolato giro sull'ottovolante dei misteri e dei colpi di scena nonché la prova che gli sceneggiatori della serie sono ancora furbi come i personaggi da loro creati. E per l'occasione, hanno dato vita a una puntata dalla struttura molto particolare, suddivisa in tre parti e poi "risolta" da una quarta parte conclusiva.
Nella prima sequenza, un efficace montaggio incrociato ci mostra il ritrovamento di tre cadaveri in luoghi diversi di Las Vegas. Il primo è un uomo rinvenuto all'interno della sua auto nel parcheggio di un casinò. Il secondo cadavere è quello di una donna che giace morta nella stanza di un motel. Il terzo è quello di un uomo riverso a faccia in giù nella piscina di una lussuosa villa.
Langston e i suoi cominciano a indagare sull'uomo della piscina. Si chiamava Karsten Pennington ed era un commerciante d'arte che viveva nella villa assieme alla sua fidanzata Darcy. La sera dell'omicidio, Pennington aveva dato un party. A fine serata, aveva deciso di fare una nuotata, dopodichè è stato ritrovato cadavere.

Nell'ufficio dell'uomo, i detective rilevano segni di lotta e un vaso antico in frantumi. Poi, grazie ai video delle telecamere di sorveglianza poste nella villa, identificano un sospetto tra gli invitati alla festa: un tale di nome Jeffrey Luvan.

Paul Guilfoyle in un momento dell'episodio 'Kill me if you can' della serie tv CSI - Las Vegas
Faccia a faccia con Brass, Luvan spiega di essere un acquirente di opere d'arte per conto di un uomo molto potente. Pennington si riforniva di preziosi manufatti presso il mercato nero e gli aveva proposto un affare, ma lui aveva rifiutato sentendo odore di bidone.
La conferma delle sue parole arriva dal laboratorio: il vaso è un falso. Non solo: dagli estratti conto di Pennington risulta che l'uomo ha prelevato 100.000 dollari il giorno prima di morire. I detective tornano nella villa per saperne di più e incastrano Darcy: Langston trova infatti un vestito sporco di sangue e un flacone di smacchiatore, due indizi che inchiodano la giovane. Caso (apparentemente) risolto.
Si passa al caso successivo: la donna nel motel
Catherine esamina la stanza. La donna è stata uccisa con due colpi d'arma da fuoco. Nel soffitto sono conficcati due proiettili, sul pavimento c'è un lago di sangue. Ma le tracce di liquido seguono un percorso irregolare, come se un oggetto ne avesse ostacolato il deflusso. Guardando sotto il letto, Catherine scopre cos'è: una grossa tartaruga con il dorso sporco di sangue.
Portato l'animale in laboratorio, I Csi riescono a ricavare un'impronta digitale leggibile dal dorso: corrisponde a Mickey Ross, attore di cinema nonché ex-marito della donna. Fermato da Brass, inizialmente l'uomo finge di non aver nulla a che fare con la morte dell' ex-moglie ma poi, messo alle strette, vuota il sacco.
Ross rivela che la moglie si era invaghita del suo produttore cinematografico, Tripp Linson, e l'aveva lasciato per andare a vivere con lui. Ma dopo un po' di tempo Linson era sparito, e quando la moglie di Ross l'aveva visto in tv accanto ad un'altra donna, era caduta in depressione. Ross era andato nel motel per convincerla a tornare insieme, ma lei si è sparata mentre lui era in bagno.
Una scena dell'episodio 'Kill me if you can' della serie tv CSI: Crime Scene Investigation
Sconvolto e in preda al panico, l'uomo ha poi ripulito la scena del crimine ed è fuggito. La sua versione sembra convincente, e il caso può dirsi chiuso. Ma poi emerge un elemento nuovo: analizzando un filmato nel quale compare Tripp Linson, Catherine nota la sua somiglianza con Karsten Pennington, il commerciante d'arte trovato morto nella sua piscina. E' possibile che i due siano la stessa persona?

Questo ci porta al terzo caso.
I detective interrogano il dottor Anton, un chirurgo coinvolto nella morte dell'uomo ritrovato nel parcheggio del casinò. Anton rivela di aver assunto l'uomo, di nome Hagan, per ritrovare un suo socio d'affari fuggito dopo avergli sottratto 175.000 dollari. Cosa sorprendente, Morton è identico a Tripp Linson e a Karsten Pennington, gli uomini coinvolti negli altri due casi. Quando i detective rivelano al dottore che Hagan è stato ucciso con una pistola registrata a suo nome, Anton si discolpa spiegando di aver dato in regalo la propria pistola a Morton poiché vedeva in lui il figlio che non ha mai avuto.
Intanto, i Csi scoprono che Ryan Morton ha un fratello di nome Gareth. Dalle indagini, risulta anche che sia Ryan che Gareth sono intestatari della casa che la madre ha lasciato loro prima di morire. Fortunatamente, la polizia rintraccia l'uomo mentre sta fuggendo e lo cattura.
Durante l'interrogatorio, Gareth ammette di essere andato dal fratello per chiedergli di rinunciare alla propria metà della casa dato il suo menefreghismo per la salute della madre, ma ottiene soltanto un rifiuto e l'accusa di essere sempre stato un vigliacco. A questo punto, Gareth rivela di essersene andato a testa bassa.

David Berman e Robert David Hall nell'episodio 'Kill me if you can' della serie tv CSI - Las Vegas
Qualcosa però non quadra nella sua dichiarazione. I Csi hanno infatti trovato nel portabagagli dell'auto di Gareth 100.000 dollari in contanti. Se il fratello era così crudele da non cedergli la propria metà della casa, perché avrebbe dovuto dargli quei soldi?
I detective della Scientifica cercano a questo punto di ricostruire gli eventi nel loro complesso.
Ryan Morton si è messo in affari con Anton, per poi truffarlo e sottrargli 175.000 dollari prima di fuggire a Los Angeles. A questo punto, ha assunto l'identità di Tripp Linson, produttore cinematografico, e ha sedotto la moglie dell'attore Mickey Ross. Successivamente però, si è trasferito a Las Vegas cambiando nuovamente identità e assumendo quella di Karsten Pennington, commerciante d'arte.

L'ex-moglie di Mickey Ross, dopo averlo riconosciuto in tv al fianco di un'altra donna, si è sparata. Intanto Gareth si è messo sulle tracce del fratello. Fermato dall'investigatore privato Hagan, ha avuto una colluttazione e gli ha sparato accidentalmente. La sera stessa è andato dal fratello per chiedergli l'altra metà della casa di famiglia. A questo punto, i detective pensano che Gareth, in preda alla furia, abbia ucciso Ryan. Ma proprio qui emerge l'ultimo colpo di scena. Langston capisce che quello che stanno interrogando non è Gareth, ma Ryan Morton.

Laurence Fishburne nell'episodio 'Kill me if you can' della serie televisiva CSI: Crime Scene Investigation
Evidentemente, Gareth è rimasto ucciso durante la lite tra i due, e Morton ha capito che l'unico modo per scamparla era assumere l'identità del fratello. Per confermare questa tesi, serve però una testimonianza decisiva: quella di Darcy. Dopo aver sentito Ryan/Gareth accusarla in sede d'interrogatorio, la giovane si decide a vuotare il sacco. In un finale che sembra quasi citare le ultime sequenze del film Psycho, Ryan Morton ammette di aver inscenato tutto quanto, ma qualcosa nel suo sorriso sinistro ci dice che ancora molti misteri si celano nella sua multiforme personalità. Si chiude un episodio davvero eccellente dal punto di vista dell'intrattenimento, la piacevole conferma di una stagione che sta viaggiando ad altissimi livelli.

CSI - Stagione 9, episodio 15: Kill Me If You Can
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