CSI: Scena del crimine

2000 - 2015

Addio CSI: l’ultimo saluto a Grissom & Co. in Immortality

Dopo la chiusura della scorsa stagione, la storica serie CBS sulla scientifica di Las Vegas torna per un ultimo appuntamento. In onda in Italia a Natale su Fox Crime.

CSI: Scena del crimine

2000 - 2015 – Crime
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Al termine di una corsa durata 355 episodi, un semplice finale di serie lascia un po' d'amaro in bocca per una serie come CSI. Una serie, tanto per capire l'entità della sua importanza, che alla sua quindicesima stagione ancora raggiungeva gli undici milioni di spettatori, che ha generato tre spin-off sopravvivendo a due di essi, che ha lasciato una impronta indelebile nella televisione contemporanea, sia dal punto di vista stilistico con le sue ricostruzioni grafiche, che attraverso i personaggi che, a partire dall'indimenticabile Grissom, si sono avvicendati tra i membri della squadra della scientifica più popolare della TV.

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CSI: Scena del crimine - Una foto promozionale della puntata intitolata Immortality

Per questo la scorsa primavera, al termine della quindicesima ed ultima stagione, era stato annunciato un ultimo omaggio, un epilogo nella forma di un doppio episodio (o film di due ore, se vogliamo) andato in onda lo scorso 27 settembre in patria e trasmesso in Italia il giorno di Natale su Fox Crime. Un evento che rappresenta l'occasione per un ultimo saluto al cast di CSI, quello che ha condotto la serie creata da Anthony E. Zuicker al suo traguardo finale lo scorso febbraio, con Ted Danson a capo della squadra, ed alcuni storici ritorni per rendere completo questo omaggio finale concesso dalla CBS. Un trattamento speciale che tutte le serie che hanno saputo accompagnare gli spettatori così a lungo meritano di ricevere.

Lo spettro dell'attualità

CSI: Scena del crimine - Paul Guilfoyle e Marg Helgenberger in una foto di Immortality

Fa un certo effetto guardare oggi lo speciale Immortality: Part 1 di CSI, dopo gli attentati di Parigi dello scorso novembre, perché il doppio episodio apre con un uomo che si fa esplodere in un casinò. È un incipit secco, brutale, improvviso che non può non riportare alla memoria i fatti di Parigi ancora troppo vividi nella nostra memoria, anche in virtù del terrore che vediamo serpeggiare per le strade di Las Vegas man mano che l'episodio prosegue e l'evento tragico non resta un caso isolato. È ovviamente la squadra della scientifica che conosciamo ed amiamo ad analizzare la scena del crimine alla ricerca di tracce che possano portare alla soluzione del caso ed alle figure che si celano dietro gli attentatori suicidi, ma il team dell'attuale capo D.B. Russel (Ted Danson) può avvalersi dell'aiuto di un paio di volti noti: Catherine Willows, ora agente speciale ma accorsa a Las Vegas perché il casinò del primo attentato è di sua proprietà, e Gil Grissom, arrestato dalla polizia per aver varcato i confini del porto di San Diego nel corso della sua nuova attività in mare. Un revival che non si ferma a loro, perché gli indizi scoperti nel corso delle indagini portano ad un'altra figura che ha fatto più di una comparsa nel corso della serie, ovvero la Lady Heather dipinta con grande carisma da Melinda Clarke sin dalla seconda stagione di CSI.

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Gli ingredienti di un successo

CSI: Scena del crimine - William Petersen, Marg Helgenberger e Jorja Fox in Immortality

Nel corso degli anni CSI si è contraddistinto per alcune caratteristiche fondamentali che le hanno permesso di differenziarsi dagli altri procedurali che hanno affollato i palinsesti prima e durante la sua messa in onda. Prima di tutti per i suoi personaggi, non più figure cristallizzate nel tempo immutabile di uno show che non cambia, ma tridimensionali e soggetti ad una evoluzione che li ha potuti portare anche a salutare la serie in cui sono nati ed il suo pubblico; in secondo luogo la cura della messa in scena, il ritmo serrato, le ricostruzioni in CGI che ci portavano, letteralmente, nei corpi mutilati delle vittime; le soluzioni e spiegazioni a volte ai limiti della verosimiglianza, che ha spinto talvolta alcuni a definirla una serie sci-fi; infine l'ironia, capace di mitigare le situazioni più cupe e crude legate alle storyline della settimana (e che ha fatto sentire la sua mancanza nelle stagioni con Lawrence Fishburne al comando, fin troppo dark per la massa di spettatori della CBS). Caratteristiche che si ritrovano in Immortality, rendendolo prima di tutto un episodio tipico della serie, senza considerare il valore aggiunto nostalgico ed affettivo nel rivedere dei volti noti salutati da tempo.

Il sapore della reunion

CSI: Scena del crimine - i protagonisti dell'ultimo episodio della serie, intitolato Immortality

Ma quest'ultimo aspetto c'è eccome e fa la differenza, visto che è impagabile reincontrare Grissom ed il suo modo inimitabile di recitare le fulminanti battute più ironiche e ad effetto (pochi secondi in scena e già scherza sul salto dello squalo), la sua presenza che negli ultimi anni è mancata inevitabilmente. Così come funziona rivederlo a contatto con gli altri membri della squadra, soprattutto con la ex moglie Sara Sidle, una Jorja Fox con la quale l'alchimia si rivela intatta, ma anche con la Catherine di Marg Helgenberger, collega e complice di tante avventure, sempre diretta e concreta nei modi e nelle parole. È un sapore piacevole quello della reunion del cast per i fan e spettatori storici, che potranno essere insoddisfatti solo perché questa conclusione è forse troppo esigua per concludere un percorso così lungo e importante e tanti avrebbe auspicato un'ultima stagione, anche ridotta. È comunque l'occasione per ripensare al passato gettando un leggero sguardo ad un futuro a cui non assisteremo, conoscendo la figlia di Catherine Willows al suo primo giorno di lavoro, in modo non dissimile da quanto fatto alcuni anni fa da un altro pezzo di televisione giunto al termine: E.R. - Medici in prima linea, che accoglieva nel pronto soccorso la figlia dell'amato e compianto dottor Green.

La fine di un'era

CSI: Scena del crimine - Jorja Fox, William Petersen e Jon Wellner in una foto di Immortality

Per questo Immortality si può considerare un efficace epilogo per una serie che ha contribuito, con i suoi pregi ed anche con i suoi noti eccessi, a segnare la strada della televisione che oggi conosciamo, fungendo da modello per un genere che ristagnava nei suoi schemi ripetuti, da spartiacque tra i procedurali più tradizionali e quelli di moderna concezione. La ricetta di CSI, però, non è di facile applicazione e i suoi stessi spin-off l'hanno saputa riprodurre solo in parte, perdendo di interesse prima della loro serie madre e risultando meno dirompenti di altri show dello stesso genere che hanno saputo trovare una loro voce per raggiungere la medesima nicchia di pubblico. Ora che il team di Grissom ha dato il suo definitivo, e doveroso, saluto ai suoi spettatori, toccherà alla sua controparte informatica, quel CSI: Cyber giunto alla seconda stagione, cercare di camminare sulle proprie gambe ancora incerte e poco solide. A noi restano questi ultimi momenti vissuti con la squadra che ci ha tenuto compagnia per tanti giovedì sera, quegli ultimi sguardi, quegli ultimi silenzi fino ad una conclusione che accogliamo con il sorriso che si regala al lieto fine, con la consapevolezza che un'altra pagina importante della televisione contemporanea è stata voltata per sempre.

Addio CSI: l’ultimo saluto a Grissom & Co. in...
Antonio Cuomo
Redattore
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