Courmayeur 2012: giorno 2 - Aspettando Gabriele Salvatores

Con Educazione siberiana, l'on the road Turisti, i 38 Temoins e le perversioni della web generation di Cose Cattive il festival combatte il gelo di una ventiduesima edizione sotto zero

Mentre la colonnina di mercurio si abbassa annunciando a Courmayeur l'arrivo del freddo glaciale, il Noir in Festival continua a riscaldarsi proponendo una seconda giornata sempre più fitta d'impegni. Così, dopo aver archiviato anche l'Hitchcock di Gervasi e L'innocenza di Clara del giovane Toni D'Angelo, a tingere di noir le nevi del Monte Bianco ci pensa l'arrivo di Gabriele Salvatores che, insieme ai giovani protagonisti Arnas Fedaravicius e Vilius Tumalavicius, presenta le prime immagini della sua Educazione Siberiana. Tratto dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin, trasformatosi velocemente in un best seller tradotto in ben 18 lingue, il film osserva la comunità siberiana e le leggi che la regolano attraverso il passaggio dall'infanzia all'adolescenza di Kolima e Gagarin, due amici che di fronte al consumismo e alla globalizzazione si troveranno a prendere strade diverse. A iniziare ufficialmente la giornata, però, sarà il documentario Il secondo tempo di Pierfrancesco Li Donni, presentato nella sezione Docnoir. Rifacendosi all'approfondimento che il festival ha deciso di dedicare al cinema e alle mafie, il film concentra la sua narrazione sui cinquantasette drammatici giorni che intercorrono tra l'attentato a Giovanni Falcone e quello a Paolo Borsellino.

Sightseers: Alice Lowe e Steve Oram in una scena del film
Così, a vent'anni di distanza, gli eventi di quell'estate fatta di violenza e rivolta cittadina, vengono raccontati e vissuti nuovamente attraverso la memoria di persone comuni che, come Marta, parteciparono al movimento dei Lenzuoli, dando così voce a una Palermo stanca di veder cadere i suoi uomini migliori. Banditi da questa narrazione sentimentale e sociale sono i politici, i notabili e i figuranti dell'antimafia perché, come ha perfettamente chiarito Li Donni, "di loro si sa già tutto, forse troppo". Atmosfere completamente diverse, invece, caratterizzano il film in Concorso Turisti diretto dal britannico Ben Wheatley e interpretato da Alice Lowe e Steve Oram. In questo caso ci troviamo di fronte ad un viaggio on the road attraverso il quale Chris vuole mostrare a Tina il mondo in cui vive. Per questo motivo progetta di strappare, anche solo per una breve avventura, la ragazza a una realtà iperprotettiva e di portarla attraverso l'arcipelago britannico sul suo amato caravan Abbey Oxford. I luoghi da visitare sono Il Museo del tram di Crich, il Viadotto di Ribblehead, il Museo della matita di Keswick e il paesaggio soave che circonda le piccole meraviglie della sua vita. Un progetto, però, destinato a scontrarsi con adolescenti chiassosi, campeggi prenotati e una madre impicciona, mettendo a dura prova la tranquillità di Chris e di chi lo circonda.

38 témoins: Yvan Attal in una scena
Sempre dalla Selezione Ufficiale proviene 38 Temoins, che apre il programma serale del festival. Scritto e diretto dal belga Lucas Belvaux, già conosciuto dal festival per aver presentato Après la vie nell'edizione del 2004, il film gira intorno al personaggio di Louise (Sophie Quinton) e a un misterioso omicidio consumato a pochi passi dal suo appartamento. Di ritorno a casa dopo un viaggio di lavoro in Cina, la donna si trova nel pieno delle indagini che, a quanto pare, non riescono a scovare nessun testimone. Con il passare dei giorni, però, Louise scopre che ben trentotto persone hanno visto o sentito qualche cosa e una di queste è il suo compagno Pierre (Yvan Attal) che, differentemente da quanto dichiarato, quella notte si trovava a casa. "Quello che m'interessava in questa storia - dichiara il regista - è la componente umana, universale e senza tempo. Questa storia si sarebbe potuta svolgere ovunque, anche se, ovviamente, il luogo dove è stata ambientata ha la sua importanza. Da sempre, infatti, i miei film sono legati a un territorio, a una geografia che struttura il film".

Awake: Jason Isaacs, Dylan Minnette e Laura Allen nell'episodio Say Hello to My Little Friend
Con Cose Cattive, invece, si chiude la notte in black di Courmayeur. Il film, presentato Fuori Concorso non solo segna l'esordio dell'attore Simone Gandolfo (Texas, La tigre e la neve) alla regia, ma presenta Luca Argentero nella veste di produttore. Così, nell'era digitale in cui la realtà online si sovrappone a quella concreta, quattro ragazzi sono i vincitori di un gioco discutibile lanciato da un blog che non conosce limiti alla crudeltà psicologica e non. Per questo motivo Christian, Nina, Julia e Nick si ritrovano in un paese sperduto tra le montagne per ritirare un misterioso premio. Quello che non sanno, però, è che tra freaks e disadattati qualcuno ha iniziato a spiarli molto da vicino. Ma la terza giornata del Noir in Festival non parla solamente di cinema. A diversificare atmosfere e narrazione ci pensa l'arrivo del canale FoxCrime con la presentazione delle prime due puntate di Awake che, dopo non essere stata rinnovata dalla NBC per un'altra stagione, arriva in Italia in cerca di miglior fortuna. Creata da Kyle Killen e interpretata da Jason Isaacs, la serie è costruita intorno al personaggio del detective della polizia Michael Britten che, dopo un incidente stradale, si trova a vivere due realtà separate senza sapere quale sia quella vera. Questo sdoppiamento permette al protagonista di risolvere sempre più brillantemente i casi della polizia incrociando i dettagli delle due realtà tra lo stupore dei colleghi completamente all'oscuro delle sue nuove e inaspettate abilità.

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