Claudio Moneta al Como Fun: "Il doppiaggio è un'arte, non dimentichiamoci di essere artisti"

La nostra intervista a Claudio Moneta, voce di alcuni dei personaggi più celebri e amati dai fan. Una chiacchierata limpida, e senza filtri, sullo stato attuale del doppiaggio in Italia e sui recenti scioperi.

Claudio Moneta al Como Fun: 'Il doppiaggio è un'arte, non dimentichiamoci di essere artisti'

Classe 1967, milanese doc, attore, doppiatore, direttore del doppiaggio e molto altro. Nel corso della sua illustre carriera Claudio Moneta ha prestato la voce a una miriade di personaggi nelle più disparate forme di intrattenimento mediale: videogiochi, serie TV, film, anime, audiolibri. Da Spongebob a Kakashi Hatake, dal comandante Sheppard in Mass Effect a Barney Stinson in How I Met Your Mother, fino ad arrivare a Goku in Dragon Ball Super. Abbiamo avuto modo di intervistarlo in esclusiva per Movieplayer.it, grazie a Voci Animate, alla manifestazione Como Fun, svoltasi il 22 e 23 aprile a Erba. Ecco cosa ci ha raccontato.

Gli inizi di Claudio Moneta

Ci potresti fare un breve excursus sulla tua carriera per chi non dovesse conoscerti?

Partecipo poco agli eventi perchè non sono molto social, ma proprio per questo cerco di andare dal vivo in contesti come il Como Fun. Faccio l'attore e il doppiatore, in realtà ho sempre cercato di fare tutto e non specializzarmi in una singola cosa altrimenti mi sarei annoiato. Chi mi conosce solo per il doppiaggio non sa che faccio anche teatro e viceversa. Sono ormai 35 anni che vado avanti così.

Come sono stati i tuoi primi passi nel mondo del doppiaggio?

Claudio Moneta Sul Palco Del Como Fun

Ho cominciato doppiando piccole cose e facendo turni di apprendistato, come si faceva una volta, per imparare il mestiere in sala. Era un qualcosa per racimolare dei soldi extra, ma poi è diventata un'attività continuativa. Tutto è iniziato quando doppiai me stesso in una fiction della Rai. Il mio personaggio? Un tossico, ero sempre impegnato in parti molto belle (ride). All'epoca ero magro e capellone, quindi interpretavo sempre tossici i brigatisti. Poi Daniele Farina, direttore del doppiaggio, mi incoraggiò a continuare in quest'attività ed è diventata man mano sempre più duratura.

Hai doppiato qualsiasi forma mediale: videogiochi, anime, film. C'è un personaggio a cui tieni particolarmente più di tutti?

In realtà cerco sempre di non affezionarmi a niente, altrimenti mi scoppia il cuore. E non lo dico per scherzo, a molti miei colleghi capita di andare in crisi e in depressione perché si affezionano a uno spettacolo o a un determinato personaggio. Si tratta di un distacco, quasi una sorta di lutto. E proprio per non avere lutti decido di procedere in questa maniera, ma mi spiego meglio. Quando doppio o interpreto un determinato personaggio lo tratto con la massima professionalità, mi ci metto al 100%. Una volta concluso decido però di archiviare il tutto, ecco perché a casa non conservo locandine, foto o cimeli di cose che mi hanno visto protagonista. Ciò non toglie che ci sono serie in cui io mi sia divertito tantissimo a doppiare e che mi sono rimaste impresse. Quando doppiavamo How I Met Your Mother, per esempio, ci divertivamo da pazzi perchè c'era un cast affiatatissimo e molte volte ci veniva da ridere quando leggevamo le battute al leggio. Poi avevamo una grande guida nonchè grande amico, Luca Sandri, direttore del doppiaggio.

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Dragon Ball, la grande eredità di Maurizio Torresan (Paolo Torrisi)

Claudio Moneta Doppia Goku In Dragon Ball Super

Parlando di anime, non possiamo non citare Dragon Ball Super. Cosa ha rappresentato per te raccogliere la grandissima eredità di Maurizio e come ti sei approcciato al personaggio di Goku. Che tipo di registro linguistico hai utilizzato per diversificarti da lui?

Ricordo benissimo il momento in cui me lo comunicarono perchè c'erano colleghi, molto esperti, che piangevano all'idea di fare il provino. Io lo feci ed ero alla televisione svizzera, dove spesso lavoro, quando la responsabile dell'edizione italiana mi chiamò per comunicarmi di essere stato scelto. Ma per me si trattava di un lavoro come un altro e non lo dico, come dissi allora, con aria di superiorità. Maurizio ci ha insegnato tantissimo con la sua passione e la sua grinta, ma l'arte non muore con la scomparsa di un artista, va avanti. Lui è stato un grande amico ed è rimasto nei nostri cuori. Quindi ho fatto quello che avrebbe fatto lui, ovvero azzerare quello che veniva prima, ma al tempo stesso non perdere la sua eredità. Ho messo in atto il suo modo di dirigere e poi ho ascoltato l'originale per dare credibilità alla faccia del personaggio, perché il doppiaggio si fa sulle facce, non sulla voce. Un fonico a cui sono molto affezionato, Adriano Scarpante, mi scrisse che Maurizio sarebbe stato molto contento del lavoro che avevo fatto. E questo mi ha sempre fatto stare molto sereno e in pace con la mia coscienza.

Il lento declino del doppiaggio?

In tutti questi anni come pensi sia cambiato il mondo del doppiaggio? Sìì senza filtri

Non è migliorato, ma questo non significa che quando avevo iniziato negli anni '80 era tutto perfetto. Da allora io e tanti altri colleghi abbiamo cercato di ridare credibilità artistica al doppiaggio, soprattutto a Milano, ma negli ultimi 3 anni c'è stato un decadimento un po' su tutta la linea. Purtroppo le multinazionali che gestiscono la baracca impongono tempistiche e modalità di lavoro non consone con quello che abbiamo inventato noi, perché il doppiaggio è stato inventato in Italia, ricordiamolo. Ci sono stati anche degli scioperi di recente che spero possano portare a ristabilire determinate regole. C'è anche lo spauracchio dell'intelligenza artificiale ed è un settore, lo dico sinceramente, che non so quanto possa durare. Ma il doppiaggio è un arte, non dimentichiamoci di essere artisti e diffidiamo da quelli che sono solo dicitori di parole. In quanto artisti dovremmo morire, va bene, ma facciamolo con dignità.

Moneta

Cosa stai facendo attualmente, progetti futuri che puoi anticiparci?

L'unica cosa che posso dire è che stiamo ancora doppiando One Piece. Ho riprese di spettacoli in teatro, lavoro tanto con Corrado Tedeschi, personaggio che forse i più giovani non ricordano, e nel doppiaggio c'è tanta carne al fuoco, ma non posso spoilerare nulla. Io vi assicuro che in Italia facciamo di tutto per poter lavorare nel modo più giusto possibile. Sono consapevole del fatto che ogni cosa possa essere migliorata, ma non prendetevela con i doppiatori, bensì con il sistema.

Sai benissimo che le critiche ci sono sempre su qualsiasi cosa

Ma meno male che ci sono le critiche! Però le proteste degli utenti dovrebbero essere rivolte alla casa di distribuzione e non alla casa di doppiaggio, loro non c'entrano nulla. Dobbiamo essere messi nella giusta condizione di lavorare bene e in maniera seria. E in Italia sappiamo come farlo, ma tutto è cambiato con la distribuzione globale. Purtroppo si sono stabilite delle regole, non da parte nostra, che devono andar bene anche in Paesi in cui il doppiaggio non esiste. E quindi capite che le modalità con cui lavoriamo in Italia, più giuste e valide dal punto di vista artistico, molto spesso non vengono validate. Gli addetti ai lavori lo sanno.