Mancia competente

1932, Commedia

Cine-cartoline dal mondo: amore (e morte) a Venezia

Dopo il Brasile, proseguiamo il nostro "giro del mondo" cinematografico con un viaggio virtuale in una delle città più romantiche e suggestive di tutto il mondo: Venezia, sede della celebre Mostra del Cinema, nonché la cornice di innumerevoli classici della settima arte.

Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola, nella cui atmosfera corrotta l'arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi. (Thomas Mann, Morte a Venezia)

Le parole dello scrittore tedesco Thomas Mann, autore del romanzo Morte a Venezia, esemplificano alla perfezione la natura di una delle città più affascinanti del mondo, la cui bellezza a tratti sublime è legata in un connubio inestricabile all'atmosfera di languore e di decadenza che sembra pervadere le sue stradine labirintiche e la sua fitta rete di canali. La magia di Venezia, le cui straordinarie suggestioni sono alla fonte di un intramontabile senso di romanticismo, si intreccia infatti agli aspetti più oscuri e misteriosi della città lagunare: una dicotomia sintetizzata dai due poli estremi di Eros e Thanatos, che proprio sullo sfondo di Venezia hanno trovato alcune delle loro rappresentazioni cinematografiche più memorabili.

Dopo avervi illustrato i colori del Brasile, abbiamo pensato di proseguire il nostro ideale "viaggio intorno al mondo" a tema cinematografico con Venezia: non dimentichiamo, del resto, che questa meravigliosa città ospita fin dal lontano 1932 il Festival del cinema più antico della storia, la cui 71° edizione avrà inizio il prossimo 27 agosto. E non c'è da stupirsi che un infinito numero di scrittori e registi siano rimasti conquistati dall'eleganza di Venezia, scenario di film entrati a far parte del nostro immaginario...

Tutti dicono I love you

Tutti dicono I Love You: una scena veneziana con Julia Roberts e Woody Allen

"Venezia è il posto più romantico del mondo... ma è ancora meglio quando non c'è nessuno". Al di là della sua consueta ironia, neppure Woody Allen è rimasto immune al fascino della laguna veneziana: da Piazza San Marco al Ponte dei Sospiri, dal Canal Grande al Palazzo Ducale, oltre ovviamente ai fasti e alle maschere del Carnevale, ogni angolo di Venezia è in grado di evocare un romanticismo senza pari. E non è un caso, dunque, se questa intrigante città-sirena ha costituito lo sfondo di moltissimi film d'amore. Il nostro viaggio inizia nel lontano 1932, e per l'esattezza con il brioso incipit di Mancia competente, una strepitosa commedia firmata dal maestro della comicità Ernst Lubitsch: le prime sequenze del film, ambientate appunto a Venezia, ci raccontano l'incontro - e il colpo di fulmine - fra Gaston e Lily, una coppia di formidabili ladri interpretati da Herbert Marshall e Miriam Hopkins. Due anni più tardi è Robert Wiene, uno dei maestri dell'espressionismo tedesco, a girare nella laguna Una notte a Venezia, trasposizione per il grande schermo dell'omonima operetta composta da Johan Strauss.

Katharine Hepburn in una scena di Tempo d'estate

"Quella è Burano. Una volta la chiamavano l'isola dove finisce l'arcobaleno, perché ha tutti i colori dell'iride". Romanticismo e malinconia sono i principali ingredienti di Tempo d'estate, un classico del cinema sentimentale diretto dal regista inglese David Lean nel 1955: la cronaca della vacanza di Jane Hudson, una signora americana di mezza età, che nella magia di un'assolata Venezia avverte con maggior forza il peso della propria solitudine, ma al tempo stesso finisce per innamorarsi dell'italiano Renato, in un breve ma intensissimo idillio. Un film che si fa ricordare soprattutto per la coinvolgente interpretazione di una Katharine Hepburn come sempre magnifica, affiancata da Rossano Brazzi. Tornando a Woody Allen, in una delle commedie più graziose e sottovalutate del regista newyorkese, Tutti dicono I love you del 1996, il protagonista Joe, impersonato dallo stesso Allen, si concede una vacanza a Venezia, dove incontra un'incantevole Julia Roberts, della quale non tarderà ad innamorarsi. Venezia, infine, è anche la città in cui si consuma la passione fra la giovane inglese Kate e il giornalista Merton ne Le ali dell'amore, raffinata trasposizione, da parte del regista Ian Softley, di un romanzo di Henry James ambientato agli inizi del Novecento, con protagonista Helena Bonham Carter.

Rosso shocking: brividi a Venezia

A Venezia... un dicembre rosa shocking: Donald Sutherland in una tesa sequenza

Se Venezia appare per tanti motivi la "città dell'amore" per antonomasia, in più occasioni il cinema ha saputo mostrare anche il suo lato più tenebroso e inquietante, facendo di Venezia il teatro di intrighi e addirittura di delitti. Fra gli esempi in tal senso, vale la pena ricordare Masquerade, superba sfida di inganni e di doppiezze architettata nel 1967 dal regista Joseph L. Mankiewicz ispirandosi al Volpone di Ben Jonson: un formidabile meccanismo a base di omicidi e doppi giochi, servito alla perfezione da un cast che include Rex Harrison, Susan Hayward, Cliff Robertson e una giovane Maggie Smith. Autentici brividi di terrore attraverseranno invece gli spettatori di A Venezia... un dicembre rosso shocking, thriller di culto diretto nel 1971 da Nicolas Roeg rielaborando un racconto di Daphne du Maurier, con Julie Christie e Donald Sutherland nel ruolo di una coppia di coniugi, traumatizzati dal lutto per la morte della loro figlia, in viaggio in una Venezia dalle tinte gotiche. Fra sinistre premonizioni e sanguinari omicidi, il film di Roeg non è solo uno dei thriller più innovativi ed angosciosi dell'epoca, ma è passato alla storia anche per una famigerata scena di sesso esplicito fra i due protagonisti.

Il talento di Mr. Ripley

Nel 1990, Venezia è stata lo scenario degli ambigui giochi psicologici intrapresi dai protagonisti di Cortesie per gli ospiti di Paul Schrader, adattamento firmato da Harold Pinter dell'omonimo romanzo di Ian McEwan, con Rupert Everett e Natasha Richardson nei ruoli di una giovane coppia coinvolta nella rete di seduzione e raggiri messa in atto da due maturi coniugi, impersonati da Christopher Walken ed Helen Mirren. Sempre a Venezia si svolge anche l'ultimo atto de Il talento di Mr. Ripley, trasposizione del 1999, per la regia di Anthony Minghella, del capolavoro letterario di Patricia Highsmith, con Matt Damon nella parte del subdolo Tom Ripley, trasformista e assassino impegnato in un pericoloso gioco del gatto con il topo.

La Venezia di William Shakespeare

Al Pacino in una scena de Il mercante di Venezia

Venezia ha offerto l'ambientazione di due tra le opere più famose scritte da William Shakespeare: Il mercante di Venezia e il primo atto di Otello. Fra le numerosissime trasposizioni di Othello per il cinema, non si può non ricordare quantomeno quella, magistrale pur nell'apparente povertà di mezzi, realizzata e interpretata da Orson Welles nel 1952, in un suggestivo bianco e nero. Più di recente, nel 1995, è stato invece Oliver Parker a portare sullo schermo Othello, con Laurence Fishburne nel ruolo del Moro di Venezia e Kenneth Branagh in quello del perfido Iago. Per quanto riguarda Il mercante di Venezia, invece, risale al 2004 la sontuosa versione di Michael Radford, la cui raffinatezza estetica, anche nella descrizione della Venezia del Cinquecento, si accompagna alle intense performance dei due mattatori del film, l'Antonio di Jeremy Irons e il rabbioso Shylock di Al Pacino.

Amore e morte: Venezia nel cinema italiano

Senso: una splendida scena del film di Luchino Visconti

Naturalmente, una rappresentazione cinematografica di Venezia non poteva mancare nella produzione di vari registi italiani di differenti epoche. In particolare, Venezia è entrata negli annali della settima arte anche e soprattutto per merito di Luchino Visconti: il grande regista milanese, infatti, l'ha utilizzata come cornice nel 1954 per Senso, il fastoso melodramma ispirato ad un racconto di Camillo Boito, sulla travolgente storia d'amore fra il tenente dell'esercito austriaco Franz Mahler (Farley Granger) e la Contessa Livia Serpieri (Alida Valli) durante la Terza Guerra di Indipendenza, con il celebre incipit ambientato nel teatro La Fenice. Nel 1971, inoltre, Visconti è tornato a mostrare l'eleganza barocca e decadente della città lagunare in Morte a Venezia, tratto dal capolavoro di Thomas Mann: il racconto, tragico e sfibrante, della passione del maturo compositore Gustav von Aschenbach (Dirk Bogarde) per Tadzio, adolescente dalla bellezza efebica, simbolo di una perfezione sublime quanto irraggiungibile.

Pane e tulipani: una scena con Licia Maglietta

Nel 1958 un altro maestro del cinema italiano, Dino Risi, ha scelto la laguna come teatro della commedia Venezia, la luna e tu, con un istrionico Alberto Sordi nei panni di un simpatico gondoliere, dal marcato accento veneto, il quale non disdegna di corteggiare le fascinose turiste straniere che accompagna fra i canali. Si torna ai languori sentimentali, invece, nel 1970 con Anonimo veneziano, straziante melò diretto da Enrico Maria Salerno e interpretato da Florinda Bolkan e Tony Musante, ma ricordato soprattutto per il famoso Concerto in Re minore composto da Alessandro Marcello. In conclusione, vale la pena citare uno dei titoli nostrani più apprezzati e premiati dello scorso decennio: Pane e tulipani, diretto nel 2000 da Silvio Soldini: la storia della "fuga romantica" della dimessa casalinga Rosalba (Licia Maglietta) a Venezia, dove si innamora del cameriere Fernando (Bruno Ganz).

Il mito di Casanova

Omid Djalili e Heath Ledger in Casanova

Alla città di Venezia appartiene anche una figura che è assurta allo status di vero e proprio archetipo, protagonista di una "mitologia" più volte sfruttata dal cinema: Giacomo Casanova, scrittore, avventuriero ma in primo luogo donnaiolo nella Venezia del Cinquecento, le cui imprese erotiche sono al centro della sua nota autobiografia. La Venezia aristocratica ed opulenta del XVIII secolo costituisce infatti la cornice privilegiata delle conquiste amorose di Casanova, raccontate in un ampio numero di pellicole per il cinema. Alcune fra le più fortunate sono state Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano, diretta nel 1969 da Luigi Comencini, con il giovane Leonard Whiting nei panni dell'incallito seduttore; e il Casanova di Lasse Hallström del 2005, con protagonista un vivace e smaliziato Heath Ledger. Di registro totalmente opposto, invece, è Il Casanova di Federico Fellini del 1976, opera nella quale il geniale regista riminense smonta dall'interno il mito di Casanova, impersonato da un semi-irriconoscibile Donald Sutherland, attraverso una narrazione esasperatamente ironica e grottesca, percorsa da sommessi echi mortiferi, per un ritratto di Casanova atipico e straordinariamente moderno.

Da James Bond a Indiana Jones: Venezia nel cinema d'azione

Casino Royale: James Bond/ Daniel Craig in scena a Venezia

Abbiamo parlato di amori, abbiamo parlato di intrighi, abbiamo parlato perfino di omicidi... ma Venezia, nel suo vasto curriculum cinematografico, può vantare anche molti film d'azione, alcuni dei quali legati a degli "eroi" senza tempo del grande schermo. A partire da James Bond: l'agente 007, infatti, non ha mancato di concedersi più di una trasferta veneziana, nel corso della sua carriera lunga ormai più di mezzo secolo. Ad esempio nel suo secondo film, Agente 007, dalla Russia con amore, del 1963, in cui l'epilogo nella sfida fra il James Bond di Sean Connery e la terribile organizzazione criminale denominata Spectre si svolgeva proprio fra i calli e i canali veneziani. Nel 1979 è invece il James Bond di Roger Moore ad essere il protagonista di un avvincente inseguimento con annessa sparatoria fra i canali veneziani nel film Agente 007, Moonraker: operazione spazio. L'agente 007, questa volta con il volto più duro e squadrato di Daniel Craig, ha fatto ritorno a Venezia nel 2006 per il film Casino Royale, il cui drammatico epilogo, con il definitivo confronto fra Bond e l'amata Vesper (Eva Green), ha come cornice la laguna veneziana, tanto splendida quanto - all'occorrenza - pericolosa.

Johnny Depp e Angelina Jolie a Venezia per il film The Tourist

Nei suoi infaticabili giri per il mondo a caccia di tesori ed opere d'arte, non poteva non fare una puntata a Venezia il mitico Indiana Jones: il prode archeologo impersonato da Harrison Ford nel corso del film Indiana Jones e l'ultima crociata, diretto da Steven Spielberg nel 1989, passa infatti pure per Venezia, mentre sta seguendo le tracce che lo condurranno a trovare il Santo Graal (per le relative riprese fu usata come location la chiesa di San Babila). Assai meno fortuna, rispetto a James Bond e Indiana Jones, hanno riscosso invece Johnny Depp e Angelina Jolie, per i quali Venezia, almeno professionalmente, è legata a uno dei film più bistrattati delle rispettive carriere: il thriller The Tourist di Florian Henckel von Donnersmarck, che nel 2010 ha visto i due divi impegnati in una rocambolesca sarabanda di furti, inseguimenti e vendette sullo sfondo di una Venezia sempre elegantissima.

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