Kill Bill: Volume 2

2004, Azione

Carradine, Madsen e Hannah su Kill Bill: Volume 2

I tre protagonisti dell'ultima fatica di Quentin Tarantino ci raccontano la loro esperienza sul set del film.

La stampa romana accoglie in massa i membri del cast di Kill Bill: Volume 2 che sono presenti alla conferenza dell'ES Hotel: eleganti e distesi, appaiono l'affascinante David Carradine, il tenebroso Michael Madsen e la statuaria Daryl Hannah.

Come avete accolto la notizia che il film sarebbe apparso nelle sale in due episodi? Carradine: Quando venni a sapere della cosa fui subito fiducioso. La cosa ha permesso di utilizzare molto girato che altrimenti sarebbe andato perso: però dovete pensare a Kill Bill, in realtà, come ad un unico film. Spero che anche l'Academy of Motion Picture Arts and Science capisca che va considerato un'opera unica, un fantastico epos che va dall'azione ai sentimenti più toccanti, come non ti aspetteresti da un regista come Quentin Tarantino.

Madsen: Quando mi hanno messo a parte della cosa all'inizio ero perplesso. Poi ho pensato che per fare stare il film al di sotto di certi tempi avrebbero dovuto tagliare molte scene, tra cui sicuramente le mie... e quindi ho iniziato a guardare alla divisione in due capitoli più favorevolmente! Ero felice che Quentin non dovesse sacrificare tante scene bellissime, ma allo stesso tempo mi preoccupavano i tempi: temevo che, al momento dell'uscita di Kill Bill: Volume 2, il pubblico avesse dimenticato Kill Bill: Volume 1. Ma mi sembra che alla fine sia andato tutto per il meglio.

Hannah: Quella di dividere il film in due episodi è stata un'idea mia. Ora Quentin l'avrà dimenticato, ma tutto è partito da me, grazie a me ha potuto fare tre serie di titoli di coda!

Conosciamo i variegati gusti cinematografici di Tarantino: quali sono le vostre preferenze personali, in fatto di cinema? Carradine: Io amo lo stesso cinema che ama Tarantino - e questo è uno dei motivi per cui ho avuto la parte: Quentin voleva che capissimo quello che stava facendo. Mi piacciono naturalmente i film di kung-fu, Akira Kurosawa, e Sergio Leone... credo che C'era una volta il west sia il miglior western mai girato. Io dovevo esserci, ma Charles Bronson mi rubò la parte. Più tardi Leone mi contattò per una serie di tre film, ma non se ne fece nulla, e tuttora rimpiango di non aver lavorato con lui.

Madsen: Quentin ne sa più di chiunque di cinema, è una vero piacere parlarne con lui.
Io sono particolarmente appassionato dei vecchi film con Humphrey Bogart, Burt Lancaster, John Carradine...
Anche a me piace moltissimo Leone e avrei voluto lavorare con lui. Una volta l'ho incontrato: mi incoraggiò a perseguire nella carriera cinematografica.

Hannah: Sono cresciuta guardando film anni '30-'40, ma in reltà guardo di tutto.

Il film di Tarantino hanno la caratteristica di divenire istantaneamente pop-culture. Mentre lavoravate a Kill Bill, vi rendevate conto di essere in procinto di entrare nell'immaginario popolare? Mr. Madsen, aveva idea di questo mentre lavorava con Tarantino in Le iene? Madsen: No, non certo mentre lavoravo a Le iene. Sapevo che era un grande script, e sostanzialmente volevo lavorare con Harvey Keitel... desideravo la parte di Mr. Pink, perché aveva più scene con Harvey!
Del resto Le iene è diventato cult tempo dopo la sua uscita, trainato da Pulp Fiction. Quando lo giravamo pensavamo solo a fare un bel gangster movie di uno script esplosivo.

Carradine: Sì, sapevo che il film sarebbe stato un cult sin dall'inizio della lavorazione. Quentin non smise mai di scrivere. Avevo studiato per mesi il monologo di Bill: sapevo quanto lo aveva curato e volevo farlo perfetto. Pochi giorni prima di girare, Quentin butta via lo script precedente e mi dà otto pagine di monologo nuove fiammanti! Ma lavorare con lui è una gioia. Alla fine delle giornate, quando si smontavano i seti, si accendeva la musica e si ballava tutti insieme... e poi, anche quando ti fa ripetere una scena lo fa in maniera amabile. Ti dice: "La rifacciamo un'altra volta? Ma sì, rifacciamola, sapete perché? Because we love making movies!"

Miss Hannah, nelle donne l'istinto omicida è meno forte che negli uomini. Com'è stato interpretare un personaggio che invece è feroce come Elle Driver? Hannah: Io credo che sia davvero grande come Quentin sia riuscito a creare personaggi femminili cattivi e carismatici come i maschi!
Elle è davvero odiosa, e questo all'inizio mi ha creato dei problemi, non riuscivo a entrare nel personaggio. La odiavo! Ma alla fine ho imparato ad amarla odiandola, sono diventata Elle, ed è stato fantastico.

Ci sarà stato qualche problema, su questo set, o era la perfezione assoluta? Madsen: I serpenti... decisamente avrei preferito non dover lavorare con dei serpenti! In ogni caso, fare film non è una cosa semplice. Lavori tante ore faticose, lontano da casa, e a volte perdi di vista la tua stessa vita privata. Qualche volta mi sarò anche arrabbiato sul set, ma nel complesso, è stata un'esperienza del tutto positiva.

Carradine: Michael ha ragione. Io credo di aver passato una porzione più lunga della mia vita in albergo che non a casa mia. Durante la scena (che non è nel final cut) del combattimento che doveva presentare Bill mi ferii seriamente il braccio. E durante la scena del "colpo di grazia", quando Uma mi colpiva, avevo dei problemi a non mandare giù il sangue finto... ma Quentin non ha utilizzato il girato in cui per poco non soffoco. Il che dimostra che è un regista rispettoso.
Questi sono i fatti, le riprese di Kill Bill sono state forse l'esperienza più bella della mia vita. Non vedo poi cosa ci sia di male, nella perfezione.

Carradine, Madsen e Hannah su Kill Bill: Volume 2
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