Cannes 2010, giorno 4: il sabato di Allen, Leigh, Araki

Il primo sabato della 63ma edizione del Festival di Cannes accoglie altri nomi di rilievo: Mike Leigh, Woody Allen e Gregg Araki.

Mentre nella vicina Montecarlo si entra nel vivo del Gran Premio di Formula 1, con quello che comporta dal punto di vista dell'attenzione mediatica, il Festival di Cannes non si rivela da meno portando sulla croisette nomi di alto livello per il primo sabato dell'edizione 2010.
Ricco di star è infatti il nuovo film di Woody Allen, You Will Meet a Tall Dark Stranger, presentato fuori concorso ed impreziosito dalla presenza di nomi del calibro di Antonio Banderas, Anthony Hopkins, Josh Brolin e Naomi Watts. Il film racconta di due coppie in crisi alle prese con nuovi amori e la speranza di nuove vite davanti a loro, e lo fa con l'usuale cinismo del regista newyorkese che in questo caso torna, almeno in parte, a funzionare come i vecchi tempi: Allen sottolinea con humour quanto facilmente le illusioni possano renderci stupidi e la capacità di articolare in commedia questo concetto di fondo permette al film di fare un passo avanti rispetto a quelli dell'ultimo periodo dell'autore (Leggi la recensione di You Will Meet a Tall Dark Stanger).

Una sequenza del film Another Year, di Mike Leigh (2010)
Viene invece dall'Inghilterra l'unico film in concorso della giornata: Another Year di Mike Leigh, un piccolo gioiello che descrive un anno della vita dei protagonisti. Scandito dal passare delle stagioni, il film di Leigh ci mostra uno spaccato delle vite dei personaggi interpretati magistralmente dal suo cast, approfondendo il tema del trascorrere del tempo. Impeccabili gli intepreti, da Jim Broadbent, a Ruth Sheen e Peter Wight, con una Lesley Manville impagabile nel portare sullo schermo la sua Mary.
Tra le altre proiezioni speciali della giornata troviamo Kaboom di Gregg Araki, follia visionaria interpretata da Thomas Dekker,Haley Bennett, Juno Temple e Kelly Lynch, incentrata su un gruppo di studenti del college alle prese con le prime pulsioni sessuali sullo sfondo di un misterioso intrigo da risolvere, condito di sogni, allucinazioni, bizzarri uomini mascherati e poteri sovrannaturali, diretto con (auto)ironia e vivacità. (Leggi la nostra recensione del film)
Sophie Fiennes, invece, descrive le opere, il mondo ed i processi creativi dell'artista tedesco Anselm Kiefer nel documentario di produzione olandese Over Your Cities Grass Will Grow, portandoci nello studio costruito in una tenuta nel sud della Francia.

Una scena di Kaboom, di Gregg Araki
Altra proiezione speciale ed altro documentario scritto, diretto e prodotto da Charles Ferguson: Inside Job, che torna sul tema della crisi economica dopo il film di Oliver Stone di ieri, analizzando le cause della sua esistenza, partendo dal particolare della situazione islandese per poi allargarsi a livello globale. Il film, seppur trattando tematiche complesse e facendolo con attenzione e dettaglio, risulta comprensibile ed interessante anche per un pubblico non esperto del settore ed è girato e montato con buon ritmo, avvalendosi della voce narrante di Matt Damon.
Due i film presentati nell'ambito della sezione Un Certain Regard: il franco-tedesco Unter Dir Die Stadt, scritto e diretto da Christoph Hochhäusler, racconta la relazione clandestina tra un banchiere e la moglie di un collega e le conseguenze della stessa, che portano l'uomo a spingere per il trasferimento del suo dipendente in Indonesia per portarlo lontano dalla donna; il canadese Les amours imaginaires di Xavier Dolan-Tadros mette in scena la competizione di due amiche, Francis e Marie, per conquistare l'amore di Nicolas, che a sua volta non dimostra di essere interessato a nessuna delle due.

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