Breaking Bad: i momenti chiave della saga di Walter White - parte 2

Questa settimana è stato trasmesso in USA l'episodio conclusivo dello show di Vince Gilligan. Ci saranno altre serie, nuovi eroi, ma non smetteremo mai di rimpiangere Walter White. Per salutarlo degnamente, ripercorriamo insieme le tappe dell'esaltante quinta stagione.

Breaking Bad: i momenti chiave della saga di...

Uno show televisivo chiude i battenti; succede ogni anno, succede per prodotti di nicchia che hanno un seguito entusiasta ma che non soddisfa le attese dei network e succede per serial popolarissimi e longevi. Succede per tutti, chi prima chi dopo, e ogni volta il pubblico si divide in due fazioni, i nostalgici che si struggono (almeno per un paio di giorni) per il vuoto incolmabile che si è aperto nelle loro vite e i cinici che pensano già alle novità in programmazione. C'è qualche caso, però, in cui voltare pagina è difficile per tutti. E sono i casi che restano nella storia della televisione, in cui il sipario si chiude su show che hanno mantenuto standard elevati dall'inizio alla fine, conquistando, stagione dopo stagione, un pubblico sempre più vasto e fedele, da I soprano a The Wire, da Six Feet Under a West Wing; e potremmo continuare, ma non molto a lungo. Questa settimana, il pubblico americano ha salutato Breaking Bad, e nessuno ha il minimo dubbio che si tratti di un'opera meritevole di rientrare in questo ristrettissimo novero. Ci saranno altre serie, nuovi eroi, ma non smetteremo mai di rimpiangere Walter White.

Abbiamo dedicato a Walt, al suo partner in crime Jesse Pinkman, e alla loro entusiasmante, drammatica epopea su AMC un articolo la scorsa settimana, nel quale abbiamo ripercorso gli eventi più significativi e le sequenze memorabili delle prime quattro stagioni. Ci resta da rivivere insieme la quinta, i cui 16 episodi sono stati trasmessi in due tranche, tra l'estate del 2012 e quella del 2013 - la più lunga e, secondo molti, anche la migliore: lunedì è andato in onda su AMC l'episodio conclusivo Felina, non un finale sorprendente, ma emozionante e soddisfacente. Della grandezza dello show di Vince Gilligan è stato detto tutto; ambiziosa visivamente, solida narrativamente, e assolutamente unica nella creazione e nello sviluppo di un personaggio centrale che, nella sua inesorabile discesa nell'oscurità, nella sua incapacità di riconoscere i segni propria perdizione, non ha smesso un istante di tenerci avvinti alle sue fortune. L'addio di Walt al suo regno, alla sua ossessione, alla sua creatura è anche l'addio di Gilligan al suo pubblico: "The special love I had for you, my baby blue" (la canzone, per chi non lo sapesse, è Baby Blue dei Badfinger). .

Breaking Bad: Anna Gunn e Bryan Cranston nell'episodio Gliding Over All

Un'ironica, gustosa dichiarazione d'amore dopo tanta desolazione e rovina, per un finale talmente appagante che non c'è nemmeno da chiedersi se quella di Walter White è vera redenzione. E' lui stesso a distruggere l'ultimo simulacro del suo regno, a chiudere per sempre l'era di Heisenberg e della sua metanfetamina blu, dopo aver finalmente abbandonato le ultime giustificazioni e ammesso, con Skyler, la natura egomaniaca della sua impresa.

E' questo l'arco formidabile della quinta stagione di Breaking Bad: dopo la morte di Gus Fring, e quello che gli è costata, Walt ha il dominio incontrastato di un mercato senza precedenti; ma la fortuna che accumula non è l'assicurazione di un futuro per il suoi figli, ma solo la rappresentazione concreta, ingombrante e insensata di un ego che si è ripiegato su sé stesso. Tornare indietro non è più possibile, proteggere le persone care non è più possibile, fermare le conseguenze delle azioni passate non è più possibile. Che dovesse salvare Jesse lo immaginavamo un po' tutti: ma è solo all'ultimo momento che lo riconosce come propria vittima Wlat decide di risparmiarlo, di offrirgli un'altra possibilità. Di una cosa siamo certi, la carriera di produttore di metanfetamine di Jesse Pinkman è finita quanto quella di Walter White. E questa è l'unica redenzione possibile, per Walt: morire con il suo impero.

Ma riviviamola dunque, nei suoi momenti critici, questa quinta stagione che non dimentichermo facilmente, questo lungo addio che consegna Walter White alla storia della televisione.
Prima di cominciare ecco il link per chi si fosse perso la prima parte del nostro speciale:

Breaking Bad: i momenti chiave della saga di Walter White - parte 1

I magneti del riscatto

Breaking Bad: Aaron Paul nell'episodio Live Free or Die
Anche da morto, Gus rappresenta ancora una serissima minaccia per Walt, Jesse e anche per Mike Ehrmantraut: di qui l'alleanza tra i tre, che nell'episodio Vivi libero o muori (Live Free or Die) lavorano a un piano per recuperare il suo laptop, danneggiato ma non obliterato nell'esplosione di Casa Tranquila, e custodito in un deposito della DEA in attesa di un'opera di decriptamento che rischia di esporre molti fatti compromettenti. Per una volta, non è il genio di Heisenberg a togliere le castagne dal fuoco, ma un'assurda quanto brillante idea di Jesse Pinkman: Yeah b*tch, magnets!
Mike è uno dei pochi a vedere realmente chi è Walter White; Jesse è a un passo dal farlo. Ma prima della rottura, c'è il tempo per questa parentesi divertente, in cui Pinkman si prende una piccola rivincita sul suo mentore/ padrone e l'estemporaneo trio risolve il suo problema come uno stratagemma da fumetto, e che prelude a una breve ma produttiva - almeno narrativamente - alleanza.

Skyler fa un tuffo

Breaking Bad: Anna Gunn e Bryan Cranston nell'episodio Fifty-One

La "vittoria" di suo marito su Fring, l'ammissione compiaciuta di aver causato un'esplosione in un ospizio per anziani per uccidere il suo nemico, sono finalmente troppo per Skyler White, che aveva già intravisto Heisenberg, ma solo ora inzia a rendersi conto di cosa significa vivergli accanto. Crescere i suoi figli con lui. Terrorizzata e depressa, Skyler lascia intravedere abbastanza del momento che sta vivendo da metter in allarme, ma dovrà andare oltre per convincere sorella e cognato a portare via Walter jr. e Holly. Lo fa in Un ambiente migliore (Fifty-One) con un gesto che dimostra disperazione e premeditazione: un gesto che le permette di raggiungere il suo scopo, e di mostrare a Walt la sua silenziosa ma ferma ribellione. Più tardi, affrontata dal marito, Skyler confessa di volere sapere al sicuro i figli, mentre lei dovrà aspettare. Che il cancro di Walt torni e la liberi per sempre. Così Walt scopre che, tra le vittime del suo ultimo trionfo, c'è anche l'ultimo scampolo dell'amore di sua moglie.

Todd spara al piccolo Drew

Breaking Bad: Aaron Paul e Jesse Plemons nell'episodio Dead Freight

Breaking Bad visita un territorio tra western e heist movie in Rapina al treno (Dead Freight), probabilmente il migliore episodio della prima parte della quinta stagione, in cui Walt, Jesse, Mike e i loro nuovi associati compiono uno spettacolare furto all'aria aperta, per impossessarsi un enorme carico di metilammina, elemento fondamentale per la sintesi della blue meth, da un vagone ferroriario. E' uno dei piani più ambiziosi e azzardati di Walt, che si trova a coordinare un gruppo piuttosto sostanzioso, visto che al sodalizio con Jesse e Mike si sono uniti gli uomini della Vamonos Pest, la falsa azienda di disinfestazioni che ha fatto da copertura alle recenti produzione di Blue Sky. Una sequenza tra le più complesse mai girate per Breaking Bad, un'operazione perfettamente riuscita nonostante rischi e contrattempi, e una sensazione di onnipotenza per il capo della gang e per i suoi efficienti collaboratori: ma tutto va in frantumi quando i nostri vedono un ragazzino in motocicletta che li guarda incuriosito, e fa un gesto di saluto. Senza pensarci due volte, Todd Alquist risponde al saluto, prende la mira e preme il grilletto. Il gruppo è costretto a fare sparire il corpo e la moto del quattordicenne Drew Sharp; ma se tutti (tranne Todd) sono turbati, Jesse è decisamente sconvolto e il dissidio che si crea con l'inquietante nuovo acquisto è alla base della frattura definitiva tra lui e Walt. Nonché della rovina di Heisenberg.

La nascita (e caduta) di un impero

Breaking Bad: Bryan Cranston nell'episodio Buonuscita (Buyout)

Breaking Bad è uno show pianificato nei minimi dettagli e gestito alla perfezione per tutta la sua durata, e per questo scioglie tutti i nodi senza lasciare storyline in sospeso. O quasi, perché ci sono alcuni elementi di backstory che avremmo voluto vedere ampliati, in primis la vicenda della Gray Matter, l'azienda miliardaria fondata da Walt insieme ai compagni di studi Gretchen e Elliott Schwartz e da lui lasciata - per non meglio precisate "ragioni personali" - con una misera buonuscita di cinquemila dollari. Vince Gilligan ha sempre sottolineato l'importanza del risentimento di Walt nei confronti della sua ex fiamma Gretchen e del marito Elliot nella parabola di Walt: quando questi, nella prima stagione, rifiuta l'offerta di Elliott di pagare le sue cure mediche, fa la scelta precisa di preferire il crimine, le bugie e una vita dedicata alla metanfetamina alla possibilità di farsi aiutare da una persona che gli deve molto, perché ha fatto fortuna grazie al suo contributo come ricercatore.
Coerente con quella scelta, in Buonuscita (Buyout) Walt confessa a Jesse che cosa lo induce a continuare a produrre droga. "You asked me if I was in the meth business or the money business. Neither. I'm in the empire business."
Non gli basta più lasciare una bella somma alla famiglia; quello che voleva lo ha ottenuto solo eliminando Fring, ma il suo impero ha già iniziato a implodere.

Il mio nome è Heisenberg

Breaking Bad: Aaron Paul, Jonathan Banks e Bryan Cranston in una scena dell'episodio Say My Name

La sua nuova organizzazione criminale ha già iniziato a perdere i suoi pezzi più importanti, ma non per questo il grande Heisenberg perde la sua bravado. Con Mike che si chiama fuori, Walt è costretto a cedere un terzo del carico di metilammina trafugata dal treno a un distributore di Phoenix, Declan: ma, durante l'incontro in mezzo al deserto, riesce a convincere il nuovo socio che conviene a tutti che sia lui a produrre la droga, per far fruttare al meglio la materia prima visto il valore di mercato della sua Blue Sky. Ma in Di' il mio nome (Say My Name) Walt non manca di fare pesare, durante le negoziazioni, il proprio status di inventore della metanfetamina più pura mai circolata, nonché di assassino dell'ineffabile Gus Fring.
"Now say my name."
"Heisenberg"
"You're goddamn right."

Mike solleva gli occhi al cielo, irritato dalla prosopopea dell'ex socio. Purtroppo per lui, non dovrà sopportarlo ancora a lungo.

La morte di Mike

Breaking Bad: Jonathan Banks nell'episodio Say My Name

Dopo aver mostrato i muscoli con Declan, Walt è atteso da un altro brusco risveglio. Mike Ehrmantraut è in fuga, braccato dalla DEA, e Walt si offre di portargli il necessario per dileguarsi rapidamente. Ma prima di permettergli di sparire, Walt pretende dall'ex socio e braccio destro di Gustavo Fring i nomi delle nove persone che erano legate al defunto boss e che possono mettere i federali sulle tracce della sua attività. Mike, sempre leale, rifiuta di condannare i suoi collaboratori, e anzi dice a Walt tutto quello che pensa di lui. Frustrato, agitato come un ragazzino, il grande Heisenberg si lascia scappare una pallottola che rende inutile la fuga del "collega". In pochi istanti si rende conto dell'assurdità del suo gesto: i nomi sono noti anche all'altra socia di Fring, Linda Rodarte-Quayle, avrebbe potuto ottenerli da lei. Ma è troppo tardi per salvare Mike, e Walt può soltanto restargli accanto in riva al fiume, e guardare morire l'uomo che, da poliziotto bruciato e mercenario del crimine, ha fatto mostra di un'integrità che a lui farà sempre difetto.

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Gli ultimi dettagli

Breaking Bad: una scena dell'episodio Gliding Over All

Morto Mike, liberarsi dei dipendenti di Fring che si trovano in carcere e che fino ad ora sono rimasti in silenzio solo grazie ai proventi della blue meth di Walt diventa una necessità impellente. Ottenere i nomi da Lydia non è un problema, soprattutto dopo aver siglato con lei un accordo per la distribuzione della droga nella Repubblica Ceca che incrementerà i guadagni dell'operazione in maniera astronomica. Per gli omicidi - dieci detenuti, considerato anche l'avvocato che si occupava del loro "silenzio" per conto di Mike - gli viene incontro di nuovo il servizievole Todd, con le sue conoscenze, e precisamente uno zio legato alla Fratellanza Ariana con gang neonazi al seguito, che, pur avanzando qualche dubbio sulle richiesta di Walt, che pretende che tutti i suoi obiettivi siano colpiti nel giro di pochi minuti, alla fine riesce ad accontentarlo. Messo al sicuro il suo impero, Walt ottiene anche un trionfo personale su Hank - che aveva creduto di essere a un passo dal pesce grosso dopo la cattura dell'avvocato Wachsberger, e che ora sembra quasi voler gettare la spugna - e può iniziare a pensare alla pensione.
E il montaggio delle uccisioni, della durata di due minuti esatti, accompagnato dalla voce di Nat 'King' Cole che canta Pick Yourself Up rimane, anche solo dal punto di vista registico, uno dei momenti più affascinanti della serie, dando lustro all'intero episodio Volare alto (Gliding Over All).

W.W.

Breaking Bad: Dean Norris nell'episodio Gliding Over All

Messo di fronte da Skyler all'enormità dei propri guadagni derivata dalla collaborazione con Lydia Rodarte-Quayle, Walt si decide dunque a fermarsi, e a goderseli con estrema discrezione. Ma è proprio quando ha ottenuto la vittoria più schiacciante, è l'orgoglio a perderlo: durante una cena a casa White, Hank trova un libro che Walter ha lasciato incautamente nella stanza da bagno, una copia di Leaves of Grass che reca una dedica compromettente: "To my other favorite W.W. It's an honour working with you. Fondly, G.B."
Per Hank, che conosce a memoria il fascicolo su Gale Boetticher e il legame con il fantomatico Heisenberg, e ha persino scherzato, una volta, con Walt, le iniziali W.W. in comune con Whitman e la possibilità che fosse lui la sua... White Whale, non ci mette molto a fare due più due.

Tread lightly

Breaking Bad: Bryan Cranston e Dean Norris l nell'episodio Blood Money

Il faccia a faccia di Denaro insanguinato (Blood Money) tra Walt e Hank dopo che questi ha scoperto l'identità di Heisenberg è semplicemente una delle scene di maggiore tensione della storia della TV. Un uomo che vede concretizzarsi la sua paura più grande, essere esposto al cognato in forza alla DEA, e un altro che prende atto di un tradimento inaudito da parte di quello che per lui era un fratello. Il mondo crolla addosso a Hank Schrader, che contempla davanti a sé l'inevitabilità di affrontare i colleghi, diventando l'agente che si è fatto beffare dal signore della droga in famiglia. Per Walt essere scoperto è ugualmente devastante, ma non cambia ciò che è diventato: giunge a chiedere a Hank di aspettare che sia il cancro a fare giustizia, e di lì a implorarlo di lasciargli vivere in libertà il poco tempo che gli resta, di salvaguardare i suoi figli. Non per Heisenberg: per lui le minacce sono diventate la costante nel rapportarsi a chi non gli obbedisce. "Se davvero non sai chi sono, fossi in te ci andrei piano".

L'ultimo trionfo

Breaking Bad: Bryan Cranston ed Anna Gunn nell'episodio Confessions

Le minacce di Walt, di fronte allo sdegno e all'ostinazione di Hank a trovare le prove per incastrarlo e fargli scontare i suoi crimini, si fanno più concrete quando, al termine di un poco fruttuoso incontro a tavola tra gli White e gli Schrader in Confessioni (Confessions), Walt consegna un DVD al cognato. Difficile per Hank e Marie credere che Walt abbia lasciato una confessione scritta prima di raccogliere l'invito di quest'ultima ad uccidersi, ma non possono nemmeno immaginare a cosa possa arrivare per salvarsi; più che una confessione, ciò che Walt, con l'assistenza di Skyler, ha filmato è uno spaventoso, e apparentemente inespugnabile, ricatto ai danni di Hank, in cui è l'agente ad essere dipinto come la mente dietro l'operazione Blue Sky, mentre Walt è una vittima costretta a macchiarsi di crimini orrendi dal tirannico cognato. Dopo la visione del DVD, Marie è incredula, Hank annientato; è un altro trionfo per Heisenberg. Un trionfo speciale, perché è l'ultimo.

L'epifania di Jesse

Breaking Bad: Aaron Paul nell'episodio Confessions

La fine dell'impero di Heisenberg, della sua capacità di risolvere ogni situazione a suo vantaggio, finisce con la diserzione del suo sempre riluttante alleato, Jesse Pinkman: in procinto di essere spedito in Alaska da Saul con un bel gruzzolo, Jesse si accorge che l'avvocato ha fatto in modo che il suo corpulento impegato Huell "alleggerisse", per precauzione, di una bustina di marijuana. Tanto basta per giungere alla fine di un percorso già cominciato tempo prima, quando Jesse ha iniziato ad aprire gli occhi sulla capacità che Walt ha sempre avuto di manipolarlo, di convincerlo a fare sempre il suo volere, approfittando del proprio ascendente su un giovane solo e sbandato. Jesse capisce chi è stato a sfilargli la famigerata sigaretta alla ricina per poi fargli credere che Gus Fring avesse avvelenato il piccolo Brock, il figlio della sua Andrea, e soprattutto per ordine di chi. Capisce che aveva visto giusto all'inizio: se non è stato Gus ad avvelenare Brock, può essere stato soltanto Walt. La vendetta diventa più importante della fuga per un uomo già costretto a convivere con il rimorso per tutte le azioni vili e criminose cui l'ha condotto il suo sodalizio con Walter White: e adesso è Hank Schrader ad avere un alleato insostituibile.

Hank arresta Walt

Breaking Bad: Bryan Cranston nell'episodio Riserva indiana (To'hajiilee)

Breaking Bad non ha riservato molte soddisfazioni a uno dei suoi personaggi più energici, positivi e ammirevoli. Hank Schrader è costretto a subire innumerevoli beffe da parte Heisenberg, è ferito gravemente a causa sua, deve affrontare una lunga convalescenza e fisioterapia, e alla fine scopre di aver sempre avuto il suo supercriminale a portata di mano senza mai averne il minimo sentore. L'unica compensazione che Gilligan e gli altri autori di Breaking Bad arriva in Riserva indiana (To'hajiilee): grazie a Pinkman, che riesce a battere in astuzia il suo mentore e a indurlo, in un solo colpo, a cadere in trappola e a rivelare dove ha seppellito i suoi milioni, Hank riesce a mettere le manette a Walter White. Prima di allertare i colleghi dell'arresto, però, il suo pensiero è per Marie. Uno degli aspetti che più ci hanno fatto affezionare a Hank è il suo amore per quella moglie, la sua bizzarra, cleptomane, petulante Marie: con tutti i suoi squilibri, quello degli Schrader è un matrimonio solido, che brilla soprattutto a confronto con l'unione/trappola tra Walt e Skyler. E' perfettamente coerente con la personalità di Hank voler condividere con la moglie quel momento di giubilo, ma è anche un colpo basso nei confronti degli spettatori, che nel momento in cui le sussurra "ti amo" capiscono che ha i minuti contati.
Ma la fine di Hank è piena di dignità. Non si illude, come Walt, di poter negoziare con Jack Welker per avere salva la vita, non si piega ad implorare l'uomo che ha appena ucciso il suo partner Steve Gomez. "My name is ASAC Schrader, and you can go f--- yourself."

L'ultimo tradimento di Walt

Breaking Bad: Aaron Paul nell'episodio Ozymandias

Aaron Paul ha fornito prove d'attore straordinarie durante l'intero corso di Breaking Bad, dimostrando di avere imparato molto dalla co-star Bryan Cranston e di sapere tenere testa al suo incredibile talento. Nella parte finale della stagione di chiusura, con la resa dei conti per Walter White, lo spazio per Jesse Pinkman non è molto; Paul ne ricava il meglio possibile, regalando una performance ad un tempo energica e struggente: dopo aver determinato la caduta di Heisenberg, in 6/8 (Ozymandias), destinato ad essere ricordato forse come il "vero finale" di Braking Bad, gli tocca un ruolo di osservatore, pedina e - di nuovo - vittima. A decretare la sua morte negli episodi precedenti, Walt è stato molto più riluttante di quanto Jesse non creda. Ma nella disperazione che segue all'esecuzione di Hank, quello strappo che trasforma Heisenberg in qualcosa di ancor più spietato, non c'è pietà per Jesse.
Walt, prostrato a terra, lo vede nascondersi sotto la sua Chrysler; quando Jack, Todd e gli altri neonazi stanno per rinunciare sa stanarlo, invece di risparmiarlo, di evitare che sia versato altro sangue dopo quello del suo avversario/amico fraterno, Walt svela il suo nascondiglio e chiede a Jack di saldare il suo debito, finendo il lavoro che gli ha commissionato. A Jesse, attonito, incredulo e senza parola, tocca un ultimo strazio prima di essere consegnato ai suoi aguzzini: "Ho visto Jane morire. Ero lì, e l'ho guardata morire. L'ho vista andare in overdose e soffocare a morte. Avrei potuto salvarla. Ma non l'ho fatto." E al volto di Aaron Paul tocca l'onere di riflettere quanto a fondo penetri quest'ultimo colpo gratuito e feroce.

Uno squillo a casa

Breaking Bad: Bryan Cranston nell'episodio Ozymandias

Con la morte di Hank, Heisenberg muore: l'atteggiamento di Walt - o meglio, il volto di Bryan Cranston cita quasi letteralmente il sonetto di Shelley che lo show usa come correlativo oggettivo in questa fase finale, Ozymandias:

"... Nella sabbia, non lungi di là, Mezzo viso sprofondato e sfranto, e la sua fronte, E le rugose labbra, e il sogghigno di fredda autorità, Tramandano che lo scultore di ben conoscere quelle passioni rivelava, Che ancor sopravvivono, stampate senza vita su queste pietre, Alla mano che le plasmava, e al sentimento che le alimentava."

Qualcosa resta, e non è solo un simulacro: è qualcosa di diverso e ugualmente terribile, se è capace di tale crudeltà nei confronti della propria eterna vittima, di cos'altro può essere capace? Un uomo che sta morendo di cancro, un uomo spezzato, attraversa il deserto facendo rotolare un barile pieno di soldi, ancora animato dalla speranza di farli avere ai suoi figli, quale lascito della sua titanica impresa. Ma dopo il crollo del suo impero, a Walt tocca l'ultimo tormento, scoprire cioè che la sua famiglia non vuole saperne di lui, che Walter jr., ancora ignaro di gran parte delle sue colpe, capisce subito da che parte stare. L'unico membro della famiglia che non gli volta le spalle, perché non è in grado di farlo, è la piccola Holly, e lui la strappa a sua madre perché non può attaccarsi ad altro: da qui lo show di Vince Gilligan poteva svoltare per vie troppo oscure per essere tollerabili. E invece l'unica redenzione per Walt, o ciò che resta di lui, inizia dalla figlia che chiede la mamma. I suoi figli sono l'unico lascito che abbia importanza; separarsi da Holly senza incuterle per sempre paura di suo padre, rispettare il coraggio, l'integrità di un figlio che protegge la madre; fare il possibile per proteggere Skyler dalle conseguenze della sua doppia vita. Questo fa Walt con una telefonata che sa che gli agenti stanno ascoltando, una telefonata che agghiaccia e solleva Skyler, e noi con lei.

Gli Schwartz da Charlie Rose

Breaking Bad: una scena dell'episodio Granite State

Morente, solo, bloccato in un cottage nel rigido inverno del New Hampshire (il Granite State del titolo del penultimo episodio), impossibilitato a consegnare anche un centesimo dell'ultimo scampolo della sua fortuna al fiero Walter jr.: in questo inferno Walt finalmente vede ciò che ha fatto di sé stesso, e capisce che solo consegnandosi alla giustizia potrà, non ottenere il perdono, ma forse mitigare l'ostilità della sua famiglia. E' presto fatto, basta una chiamata che possa essere rintracciata in pochi minuti minuti dagli agenti della DEA. Ma nel bar dove Walt telefona, un televisore è sintonizzato su un noto talk show; gli ospiti sono Elliot e Gretchen Schwartz, caritatevoli magnati dell'industria chimico-farmaceutica che hanno appena elargito una notevole somma in favore delle vittime della droga. Di fronte alle curiosità sul loro rapporto con l'illustre fuggitivo, i due rispondono minimizzando il suo contributo al loro lavoro ("praticamente solo il nome della società"). Tanto basta a far cambiare idea a Walt, che è di nuovo in azione, per l'ultima volta.

Tutto quello che ho fatto

Breaking Bad: Bryan Cranston nella scena finale della serie

L'episodio conclusivo di Breaking Bad, Felina, non lascia quasi nulla in sospeso, è evidente che Gilligan e soci, per il gran finale, si sono sforzati di chiudere il cerchio in maniera appagante, soddisfacente e ragionata, senza cercare di stupire; tuttavia, se gli eventi di questa conclusione sono in parte prevedibili, non è prevedibile il modo in cui vengono narrati. Il racconto è immersivo e vibrante, la teleplay evocativa ed essenziale per lasciare allo spettatore lo spazio per elaborare e interpretare l'ultima impresa di Walter White. Ma su una cosa gli autori non vogliono lasciare alcun dubbio: alla fine, Walt non si fa più illusioni sul proprio percorso e sulla propria natura. Nell'ultimo incontro con la moglie ha modo di accarezzare la sua bambina, di vedere il figlio maggiore, anche se da lontano, e di offrire a Skyler qualcosa che le permetta di ottenere clemenza per il suo ruolo nell'operazione criminale del marito. Ma per la moglie Walt ha anche una confessione più intima e difficile. A Skyler che crede di stare per sentire l'ennesimo proclama sul fatto che Walt avrebbe sempre agito pensando al futuro della sua famiglia, Walt ribatte: "L'ho fatto per me. Mi piaceva, ero bravo. E mi sentivo davvero... vivo."
Sapere che suo marito ha finalmente accettato appieno la propria responsabilità, e sapere che prima della diagnosi, prima dell'incontro con Pinkman e tutto ciò che è seguito, era un uomo insoddisfatto e frustrato, non è una gran consolazione per Skyler White, ma è un buon punto per ricominciare. Per chi ha la possibilità di farlo. Walter la concede a Skyler come a Jesse, prima di morire non redento, ma forse riconciliato con sé stesso e con l'ossessione che l'ha consumato. My baby blue.

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