Bloodline: la scia di sangue si allunga fino alla seconda stagione

Netflix dà il via al secondo round del suo dramma familiare, tornando nella Florida dei Rayburn e disegnando una stagione in reazione, che promette di essere più libera e quindi più interessante della precedente.

"Danny ci ha trasformati nella famiglia che nessuno vorrebbe essere", diceva John durante la prima stagione, e mai come nel finale di Bloodline abbiamo capito che in effetti è proprio così che è andata. Perché i Rayburn in fondo erano solo una famiglia come tante altre, baciate dal sole delle isole Keys, sulla punta più estrema della Florida, ed intenti a trascorrere una vita semplice ma appagante. Robert (Sam Shepard), il capofamiglia, colui che assieme alla moglie Sally (Sissy Spacek) ha iniziato il business di famiglia aprendo un piccolo hotel su Islamorada; Danny, il figlio maggiore, quello che "è scappato", secondo Robert, lasciando tutto in mano al serio e responsabile John, il secondo di tre maschi; a completare il quadro familiare Meg, l'unica femmina, e Kevin, il più piccolo della cucciolata.

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Bloodline: l'attrice Sissy Spacek in una foto della seconda stagione
Bloodline: l'attrice Sissy Spacek in una foto della seconda stagione

Una famiglia come tante altre e che, proprio come tante altre, non è affatto quello che sembra ma nasconde in seno più di una serpe, che lentamente nel corso della prima stagione sono riuscite a strisciare in superficie fino all'atto estremo, quello da cui non si può più tornare indietro. Vite spezzate che cercano di ricongiungersi, mantenendo il precario equilibrio che hanno tenuto per anni e che un semplice evento come l'inaugurazione di un ponte finisce per spezzare, nello spazio di un weekend, rendendo tutto incredibilmente labile.

C'è sempre qualcosa di rotto in questa dannata casa

Bloodline: Kyle Chandler nella serie Netflix
Bloodline: Kyle Chandler nella serie Netflix

Se la precedente stagione di Bloodline, uno dei più particolari prodotti targati Netflix, è stata la stagione dell'azione, in questo secondo round disponibile dal 27 Maggio sulla piattaforma streaming sembriamo assistere invece alla stagione della reazione. Il fatto è stato compiuto, e si va in scena solo poche ore dopo ciò che avevamo lasciato: ora è tempo di trovare l'effetto alla causa, di stare a guardare come dopo aver rilasciato una farfalla il suo battito d'ali può creare un uragano dall'altra parte del mondo. Il Butterfly Effect di Bloodline è nelle mani di John (Kyle Chandler), che dopo aver cercato maldestramente di coprire il suo crimine sembra essere rimasto con la sola volontà di tenere insieme i cocci della sua vita, che però sono ovunque e tagliano come lame.

Bloodline: Sissy Spacek con Kyle Chandler in una scena della serie Netflix
Bloodline: Sissy Spacek con Kyle Chandler in una scena della serie Netflix

Al contrario della prima stagione questa volta si entra nel vivo subito, e lo si fa in maniera completamente antitetica rispetto al primo giro: stavolta il montaggio è più serrato, l'allegria familiare e i caldi colori delle spiagge della Florida sono completamente spariti e al loro posto arrivano claustrofobici interni, insieme a una fotografia molto fredda che ha perso tutto il sole in cielo e nel cuore dei protagonisti. Il percorso alla scoperta di ognuno di loro sembra continuare in maniera armonica rispetto alla prima stagione, e ancora una volta nonostante la sua assenza corporea è proprio Danny il deus ex machina dei suoi fratelli, che nella prima stagione rivive negli occhi del suo problematico quanto ambiguo figlio.

We're not bad people, but we did a bad thing

Bloodline: Kyle Chandler in una foto della seconda stagione
Bloodline: Kyle Chandler in una foto della seconda stagione

Bloodline si conferma soprattutto nella prima parte una serie di grande attenzione all'umanità dei personaggi, che non si preoccupa, né sembra aver paura, di girare intorno ai suoi protagonisti per coglierne ogni piccola sfaccettatura. Se nella prima stagione i flashforward iniziali avevano funzionato da funesti presagi, in questa abbiamo i flashback a ricordarci di ciò che ormai non può essere cambiato. E una volta liberata la tensione dell'evento, lo spettatore è più libero di conoscere i personaggi principali tridimensionalmente, come se fino ad ora li avesse solo sfiorati.

Bloodline: l'attore Norbert Leo Butz in una foto della seconda stagione
Bloodline: l'attore Norbert Leo Butz in una foto della seconda stagione

La linea di sangue lasciata da Danny si espande quindi al figlio e al padre, creando un dramma generazionale che coinvolge più persone e che permette alla serie di spaziare di più, promettendo una stagione meno costretta e quindi anche più interessante della prima. Alla disamina delle dinamiche familiari che aveva preso in carico la prima stagione si aggiunge quindi un'introspezione più profonda, che scava all'interno dei personaggi prendendosi l'occasione di sfruttare l'ottima scrittura in modo più personale, creando il singolo e sfiorando ogni particolare dopo aver dedicato tempo al quadro generale. Netflix matura quindi, proprio come Bloodline, e mette a segno la realizzazione di un ottimo dramma familiare da cui ci si trova facilmente affascinati e avvinti, una volta ancora.

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Movieplayer.it

3.5/5