True Blood: commento alla premiere della serie

Arrivano i vampiri, ma appendete al chiodo i paletti di legno. Niente più morsi sul collo con Tru Blood, sangue sintetico che assicura ai succhiasangue una pacifica convivenza con gli umani. La loro storia, ironica e sensuale, nella nuova serie tv firmata da Alan Ball.

Massimo Borriello

Tre anni dopo la conclusione dell'amatissimo Six Feet Under, Alan Ball torna a produrre un nuovo serial per la HBO. La nuova creatura del premio Oscar per la sceneggiatura di American Beauty si intitola True Blood ed è ispirata alla saga letteraria Southern Vampire Misteries di Charlaine Harris, composta attualmente da 8 volumi e ancora in fase di pubblicazione. Ambientato nel sud degli Stati Uniti ai giorni nostri, True Blood è una serie fantasy-horror che racconta di un mondo dove i vampiri possono finalmente uscire allo scoperto, fuori dalle loro bare, grazie al sangue sintetico perfezionato da scienziati giapponesi che permette loro di non dover più addentare il collo degli esseri umani. Il loro fabbisogno nutrizionale è infatti garantito dal sangue in bottiglia "Tru Blood", comodamente acquistabile nei supermercati. Non essendo più un pericolo per l'uomo, i vampiri lottano ora per vedersi riconosciuti i propri diritti civili e per diventare parte attiva di una società che li ha da sempre temuti e per questo relegati ai margini. Lo sguardo privilegiato su quest'epoca in rapida evoluzione è quello di Sookie Stackhouse, giovane cameriera un po' naive dotata di incredibili poteri psichici. La ragazza riesce, infatti, ad ascoltare i pensieri degli altri, ed è per questo tenuta a debita distanza da chi la circonda e la crede una svitata.

Difficile bissare il successo dell'indimenticabile saga della famiglia Fisher, anche perché la materia scelta da Ball per il suo ritorno ai prodotti seriali è ad alto rischio, già ampiamente elaborata in tutte le salse possibili e che perciò fa sollevare legittimi dubbi sulla sua possibilità di offrire qualcosa di nuovo da dire sull'argomento. Il carattere sperimentale che caratterizza da sempre i prodotti della HBO e il genio indiscusso di Alan Ball rassicurano però su questo nuovo approccio alla figura del vampiro, che da sempre stimola la nostra curiosità, e su un inedito rapporto con gli esseri umani da indagare, per una volta non più limitato dal terrore dell'altro, ma che può finalmente esplorare le possibilità di relazioni basate sulla reciproca fiducia. Alan Ball promette tanto humour nero, passaggi ricchi di sensualità che godano del fascino innegabile di questa figura ormai radicata nel nostro immaginario, venature vagamente horror e affascinante romanticismo in un prodotto che lo stesso creatore definisce "tv da popcorn per spettatori intelligenti". True Blood si propone, infatti, come una serie tv non convenzionale, sia per il modo originale in cui è trattato il rapporto tra vampiri (quindi diversità) e società moderna, sia per una messa in scena che prova ad evitare ogni cliché, a partire da quegli elementi barocchi che hanno caratterizzato fino a oggi le ambientazioni entro cui si muovevano queste figure ambigue e seducenti, conservando però un'atmosfera quasi senza tempo che senza dubbio è destinata ad attrarre gli spettatori.

Un poster promozionale della serie True Blood
Per aumentare la curiosità intorno alla serie, accrescendo quindi l'attesa per il suo debutto, è stata messa a punto una complessa strategia di marketing virale. La campagna pubblicitaria di True Blood ha infatti invaso il web con siti dedicati alla comunità di vampiri per la condivisione delle proprie esperienze, blog deputati alla raccolta di informazioni sull'universo vampiresco, siti d'incontri tra umani e succhiasangue. Inoltre, gli immancabili siti delle associazioni che appoggiano o si oppongono al riconoscimento dei diritti dei vampiri. La prima è denominata American Vampire League, la seconda Fellowship of the Sun, cioè la Compagnia del Sole che vorrebbe incenerire le velleità di parità di diritti da parte dei vampiri. Naturalmente è tutta una finzione che mira a far crescere la True Blood mania in modo da assicurare un grande successo allo show televisivo già dalla sua partenza. La prima stagione, composta da 12 episodi, partirà negli Stati Uniti il prossimo 7 settembre, con un pilot intitolato Strange Love, scritto e diretto dallo stesso Ball, che riesce comunque a rassicurare sulla qualità del prodotto e a intrigare con la sua storia e le sue suggestioni.

Anna Paquin è Sookie Stackhouse in True Blood
Siamo a Bon Temps, una piccola cittadina della Louisiana, dove una coppia di fidanzatini in viaggio frena bruscamente la propria auto in corsa (e il petting in corso) quando l'insegna di un negozio sulla strada cattura improvvisamente la loro attenzione: "Qui si vende Tru Blood" recita il cartello. Ci troviamo infatti in un'epoca in cui i vampiri possono finalmente acquistare sangue sintetico in bottiglia nei negozi, come fosse birra, evitando così di azzannare il malcapitato umano di turno. I due ragazzi, ubriachi, si mostrano spavaldi chiedendo al proprietario della presenza di vampiri in zona, e lui si diverte a terrorizzarli spacciandosi per uno di loro. Lo scherzo è presto rivelato, ma un cliente si intromette nella discussione, svelando la sua identità, stavolta reale, di vampiro dotato di affilati canini. I due fuggono spaventati, mentre il gestore viene avvisato di non spacciarsi più per uno di loro, pena la perdita della propria vita. Comincia così True Blood, che prosegue poi passando alla presentazione dei personaggi che animeranno la serie. Si comincia con quella che sarà la protagonista, Sookie Stackhouse (interpretata da Anna Paquin, la bambina di Lezioni di piano), cameriera bionda che si aggira tra i tavoli del bar dove lavora, il Merlotte, ascoltando i pensieri delle persone che serve. Nello stesso momento, in un negozio poco distante, la sua amica Tara (Rutina Wesley) si licenzia dal suo posto di lavoro dopo aver reagito in maniera scortese a una cliente particolarmente insistente. E' quindi la volta di suo fratello Jason (Ryan Kwanten), impegnato in un rapporto sessuale con Maudette Pickens, una donna che si scopre essere andata a letto, dietro pagamento, con un vampiro che le ha lasciato il segno dei suoi canini sul corpo durante un rapporto brutale che la ragazza ha provveduto a registrare su video, grazie a una telecamera nascosta.

Stephen Moyer è Bill Compton in True Blood
Intanto, al Merlotte, Sookie, Tara e Sam (Sam Trammell), il gestore del locale che non tradisce una cotta per la sua dipendente, stanno conversando quando ecco entrare nel locale un ragazzo che non lascia adito a dubbi. Volto scavato, colorito cadaverico, capello dandy, espressione tenebrosa, apparentemente giovane, ma in realtà centosettantatreenne: è Bill (Stephen Moyer), il primo vampiro a fare il suo ingresso al Merlotte. Il lungo sguardo che si scambiano lui e Sookie fa già presagire che il loro rapporto tra i due evolverà in maniera romantica. Bill prova a ordinare del Tru Blood, ma data l'assenza di suoi simili in zona, il locale ne è sprovvisto e il ragazzo deve perciò accontentarsi di un bicchiere di vino rosso. Nell'attesa di essere servito, viene avvicinato da una coppia, marito e moglie, che finge un approccio amichevole. Leggendo nei pensieri della donna, però, Sookie capisce che i due intendono uccidere il ragazzo per rubargli tutto il sangue e poi rivenderlo. La ragazza cerca quindi la collaborazione dei suoi amici per fermare il piano dei Rattray, ma nessuno sembra appoggiarla, convinti che un vampiro possa cavarsela da solo. Grazie al provvidenziale intervento di Sookie, Bill è tratto in salvo dai due criminali che lo avevano immobilizzato ed erano intenti a raccogliere il suo sangue. Il giorno dopo, durante la colazione a casa Stackhouse, arriva la notizia della morte di Maudette, trovata strangolata nel suo appartamento. Visibilmente agitato, Jason comincia a discutere dell'esistenza di fang-banger, cioè persone che amano farsi mordere dai vampiri, e di prostitute che vanno con loro dietro pagamento, bevendone il sangue per tenersi in forma. Il ragazzo solleva il dubbio che Maudette, probabile fang-banger, sia stata vittima proprio di un vampiro, ma Sookie legge la preoccupazione nello sguardo del fratello e prova a carpire i suoi pensieri, ma il ragazzo infastidito la scaccia via e scappa al lavoro. Qui viene avvicinato da due poliziotti che lo interrogano e lo arrestano per l'omicidio di Maudette. Nell'appartamento della vittima è stata ritrovata una videocassetta su cui è registrato il rapporto sessuale tra lei e Jason della notte prima. Al Merlotte, Bill torna a trovare Sookie, convinto che la ragazza sia in realtà ben più di un essere umano. I due si danno appuntamento per la fine del turno di lavoro di Sookie, all'uscita del bar, provocando una scenata di gelosia da parte di Sam e i rimproveri di Tara. Quando stacca da lavoro, la ragazza attende Bill all'esterno del locale, ma viene aggredita dai Rattray che si vendicano del giorno prima riempendola di botte.

Come al solito, Alan Ball convince soprattutto sul piano della caratterizzazione dei personaggi, riuscendo a pennellare le varie psicologie grazie a pochi dialoghi, alle espressioni dei volti, ai movimenti del corpo. La sua scelta sembra essere infatti quella di evitare il sensazionalismo degli eventi, per puntare sui rapporti tra i personaggi, tutti dotati di un'ambiguità destinata a stimolare o meno le nostre simpatie. E' già evidente la volontà di riflettere sulla condizione umana e sull'accettazione della diversità. Paradigmatica della nostra società è questa situazione in cui l'altro fatica a trovare un proprio posto nella società, ad eccezione della sfera sessuale che può sempre contare su perversioni eccentriche. Interessante l'estetica da b-movie che prevede effetti speciali minimi e spartani e improvvise esplosioni sessuali davvero esplicite e crude, mentre qualche dubbio lo sollevano i tempi morti che addormentano un po' la vicenda nella presentazione dei vari personaggi e nell'illustrazione dei loro rapporti. Riuscito il mix di ironia, sesso e violenza e davvero interessante l'idea di una sotto-cultura relativa agli "appassionati" di vampiri che speriamo venga sviluppata al meglio nel corso degli episodi. Le buone premesse quindi ci sono tutte, ora tocca soltanto aspettare di vedere come proseguirà la storia dalla cameriera "impicciona" e del vampiro gentiluomo.
Che Alan Ball sia pronto a regalarci un nuova serie cult?

True Blood: commento alla premiere della serie
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