Between Us

2016, Commedia

Between Us: l'amore non è abbastanza?

Amore e odio sembrano tanto vicini da confondersi in un'opera in cui la complessità dei rapporti sentimentali viene scandagliata con inedita profondità.

Between Us: Analeigh Tipton e Ben Feldman in una scena del film

Nel 2016 una coppia che convive senza pensare al matrimonio non dovrebbe essere una gran cosa. Ma mentre Henry (Ben Feldman) e Dianne (Olivia Thirlby) sembrano felici e innamorati nella loro casetta in affitto a Los Angeles, i genitori e la sorella di lei instillano nella loro mente il seme del dubbio. Vivere insieme non basta più. A suggellare un'unione servono una casa grande e costosa in un quartiere residenziale, un anello di diamanti, una cerimonia in grande stile. "Un mutuo è un simbolo dell'impegno reciproco più di un certificato di matrimonio" nota amaramente Henry, aspirante regista squattrinato. Respinta l'ipotesi di farsi fare un prestito dai genitori di lei, l'unica cosa da fare è sposarsi da soli, senza anelli, in una cerimonia intima e scanzonata. Ma il matrimonio è davvero necessario all'amore?

L'opera seconda di Rafael Palacio Illingworth è piccola, ma ambiziosa. Lo scopo del regista, che si dichiara fieramente indipendente, è indagare sulla natura dei rapporti sentimentali raccontando l'intimità di una coppia, i pensieri, i sentimenti, i dubbi, l'amore, il sesso, ma anche la stanchezza e la voglia di qualcosa di nuovo. Quando l'amore vacilla, il primo impulso è quello di rivolgersi altrove, ma Henry e Dianne bruciano le tappe sposandosi all'improvviso senza troppa convinzione e mettendo in discussione altrettanto all'improvviso il loro legame dopo una banale lite che cela dissidi mai sopiti.

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Umani, troppo innamorati

Between Us: Olivia Thirlby e Adam Goldberg in una scena del film

La concentrazione, temporale e tematica, è uno dei principali pregi di Between Us, titolo che contiene in nuce la natura del film. Le ingerenze esterne e gli incontri che mettono a rischio la stabilità della relazione tra Henry e Dianne rappresentano un'alterità che mai avrebbe peso se loro non covassero un rancore nascosto nei confronti del partner. Ed è ciò che accade a molte coppie. I corteggiatori di Dianne possono avere facce diverse, gli occhioni sgranati di Veronica (Analeigh Tipton), avvenente musicista che corteggia spudoratamente Henry, non hanno peso quando specchiandovisi dentro l'uomo rivede lo sguardo di sua moglie. Amore e odio sembrano tanto vicini da confondersi in un'opera in cui la complessità dei rapporti sentimentali viene scandagliata con inedita profondità. Il regista, anche autore dello script, parla d'amore in maniera mai banale, ma sincera come la vita e questo è l'aspetto più appagante della pellicola.

Between Us: il regista Rafael Palacio Illingworth in un'immagine promozionale

D'altro canto, l'ambizione autoriale porta Rafael Palacio Illingworth a lasciarsi andare a qualche vezzo di troppo senza avere ancora la maturità per concedersi divagazioni simboliche che distolgono l'attenzione dai suoi due protagonisti. La nuvola che apre e chiude il film, accompagnata da una solenne voice over, risulta un tantino inquietante e mal si integra con il corpo centrale del film. La pretesa intellettualità dell'incipit stona a confronto con la naturalezza della messa in scena dei rapporti umani tra i vari personaggi. Ben Feldman e Olivia Thirlby fanno un ottimo lavoro di introspezione, cucendosi addosso due creature complesse e mutevoli. Nel ruolo di Dianne, la Thirlby mette in scena una giovane donna sottilmente consapevole di essere 'di più' rispetto al compagno, più bella, più ricca, più affermata sul piano professionale, più corteggiata. Pronta a giocare col fuoco mettendo a rischio la solidità del suo rapporto per un capriccio che nasconde una scarsa considerazione del neo sposo. D'altro canto, Ben Feldman infonde al suo Henry una fragilità e una spontaneità che sottendono un notevole lavoro attoriale.

Vincitori e vinti nella guerra tra i sessi

Between Us: Olivia Thirlby e Ben Feldman in una scena del film

Tanto sono umani i personaggi di Rafael Palacio Illingworth che a tratti non puoi non detestarli. Il regista ha sufficiente talento da riuscire a mettere in scena l'imperfezione. Purtroppo anche in questo caso l'autore non risparmia sbavature, insistendo nella messa in scena di alcuni atteggiamenti un tantino grotteschi ed eccedendo nella deriva melodrammatica. Deriva da cui, ancora una volta, il film viene salvato grazie alla leggerezza donata ai protagonisti dai due interpreti. Il risultato è un'opera imperfetta, affascinante nella costruzione dei personaggi, ma non priva di pregiudizi nella "guerra tra i sessi" messa in scena dal regista in cui emerge un punto di vista maschile un po' troppo vittimistico. L'uomo fragile e la donna dominante (e un tantino arpia) è qualcosa di già visto, ma la freschezza con cui il regista torna a riproporre il tema ci fa ben sperare per il futuro.

Between Us: l'amore non è abbastanza?
Valentina D'Amico
Redattore
3.0 3.0
Torino 2016
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