Better Call Saul: la nuova serie AMC tra prequel, sequel e spin-off di Breaking Bad

In America ha preso il via lo spin-off di Breaking Bad con protagonista l'avvocato Saul Goodman, interpretato da Bob Odernkirk, ritratto sette anni prima di incontrare Walter White e Jesse Pinkman.

Better Call Saul: Bob Odenkirk in una immagine promozionale della serie
Better Call Saul: Bob Odenkirk in una immagine promozionale della serie

Bianco e nero: una caffetteria del Nebraska specializzata in dolci alla cannella. Dietro al bancone, un uomo con baffi e calvizie incipiente mescola senza troppo entusiasmo l'impasto dei pasticcini: è Saul Goodman, una volta eccentrico avvocato di Albuquerque, ormai lontano dal clima torrido e dagli affari di Walter White (Bryan Cranston), ex professore di chimica diventato una leggenda del traffico di droga.

Comincia così il primo episodio di Better Call Saul, spin-off di Breaking Bad scritto da Vince Gilligan e Peter Gould, rispettivamente creatore della serie originale e autore del personaggio di Saul Goodman, avvocato introdotto nella seconda stagione della serie madre pensato inizialmente per un arco di tre-quattro episodi, che ha conquistato talmente il pubblico da meritarsi non solo di arrivare fino alla fine di Breaking Bad, ma ora anche uno show tutto per sé. Già rinnovato a scatola chiusa per una seconda stagione, che aggiungerà altri tredici episodi a quelli della prima, Better Call Saul ha esordito in America lo scorso otto e nove febbraio, con un doppio appuntamento, aggiudicandosi il titolo di miglior esordio di sempre per una premiere della TV via cavo.

Prima di Saul Goodman era Jimmy McGill

Better Call Saul: in una scena della serie
Better Call Saul: in una scena della serie

In Better Call Saul, spin-off e allo stesso tempo sequel, il protagonista è ritratto sette anni prima di incontrare Walter White e scopriamo così che è molto lontano dalla figura di Saul Goodman, che non è nemmeno il suo vero nome: Jimmy McGill, avvocato squattrinato di Albuquerque, al contrario di Saul non è famoso, non ha tappezzato la città con i suoi poster pubblicitari e, al posto del suo studio kitsch arredato con finte colonne greche, è ospitato nel retro di un negozio di estetica. Jimmy si barcamena tra la poco remunerativa difesa d'ufficio e le spese pressanti per occuparsi di suo fratello, Chuck (Michael McKean), un avvocato di grido, proprietario di un terzo dello studio legale più potente della città, ormai recluso in casa da un anno a causa della sua fobia per le onde elettromagnetiche. Mostrato per la prima volta come una persona vulnerabile e attenta ai bisogni dei suoi cari, Jimmy è il lato fragile e umano di Saul Goodman, un perdente che però è guidato dal bisogno di fare la cosa giusta e si impegna al suo meglio, anche se tutto sembra andargli per il verso sbagliato.

Facce nuove e vecchie conoscenze

Oltre al fratello di Jimmy, Chuck, in Better Call Saul facciamo conoscenza con nuovi personaggi: Kim Wexler (Rhea Seehorn) e Howard Hamlin (Patrick Fabian), soci dello studio di Chuck che sembrano avere dei conti in sospeso con Jimmy, due squali dall'abbigliamento impeccabile e il sorriso sbiancato. Troviamo poi anche Nacho (Michael Mando), criminale locale che vuole entrare in affari con Jimmy.

Better Call Saul: Jonathan Banks in una foto promozionale della serie
Better Call Saul: Jonathan Banks in una foto promozionale della serie

Per gli amanti della serie originale ci sono poi diversi ritorni graditi: oltre al già annunciato Mike (Jonathan Banks) visto nel trailer, nelle prime due puntate tornano diverse facce conosciute, che faranno la felicità degli appassionati di Breaking Bad. E non è finita qui: alla presentazione internazionale di Better Call Saul al festival di Berlino, interrogato a tal proposito, l'attore Bob Odenkirk ha confermato che ci saranno diversi graditi ritorni. Per quanto riguarda i pezzi da novanta, ovvero Jesse (Aaron Paul) e Walter, la risposta è stata sibillina: "Non vedrete Jesse e Walter: almeno nella prima stagione".

Un successo annunciato

Better Call Saul: Michael McKean e Bob Odenkirk in una scena della serie
Better Call Saul: Michael McKean e Bob Odenkirk in una scena della serie

Sarà per l'enorme vuoto lasciato da Breaking Bad nei suoi fan, sarà per la sicurezza quasi sfrontata con cui AMC ha deciso di rinnovare la serie per una seconda stagione a scatola chiusa, ma l'esordio di Better Call Saul è stato impressionante, aggiudicandosi non solo il record di migliore esordio nella tv via cavo, ma anche una valanga di recensioni positive, riuscendo nella difficile impresa di accontentare pubblico e critica. Oltre all'effetto nostalgia, la forza di Better Call Saul sta nel suo protagonista, in grado di regalare diverse facce a un personaggio che, per quanto irresistibile, sembrava una macchietta poco malleabile, di cui scopriamo invece un aspetto più intimo e umano. Interessante anche la scelta del tono, a metà tra il dramma cupo di Breaking Bad e l'umorismo grottesco di Saul Goodman, che con la sua parlantina dinamitica alleggerisce anche la più cruenta delle situazioni. Ne risulta un prodotto ibrido tra dramma e commedia, impreziosito anche da salti temporali, come il flashforward in bianco e nero del primo episodio, che rendono Better Call Saul un prodotto singolare e indipendente rispetto alla serie madre e allo stesso livello di scrittura brillante.

Movieplayer.it

4.5/5