Nip/Tuck

2003 - 2010

Bellezza è verità. Verità è bellezza

Nip/Tuck è probabilmente la serie televisiva più vicina alla realtà odierna, invasa dai media, dal narcisismo, dalle griffe, dai modelli.

Mattia Nicoletti

Mi dica cosa le piace di se stessa?
Una domanda, mille risposte.
Il mondo odierno è soggetto e schiavo di un'unica cosa. L'immagine.
Immagine come bellezza, come stile, come piacere. Come piacersi.
I chirurghi plastici Christian Troy e Sean Mc Namara lo sanno benissimo e volano, ognuno a modo proprio, sulle onde dell'aspirazione e della perfezione, donando la gioia di guardarsi nello specchio a uomini e donne di qualunque età. Per questa ragione Nip/Tuck è probabilmente la serie televisiva più vicina alla realtà odierna, invasa dai media, dal narcisismo, dalle griffe, dai modelli.

La premiata ditta, legata dal collagene, e da una grande amicizia, è rappresentata da due uomini profondamente diversi fra loro, entrambi indissolubilmente amanti del bisturi e del potere di conferire lo splendore ai corpi che hanno sotto le mani.

Sean Mc Namara, è un chirurgo talentuoso, scrupoloso, con mille dubbi e una moglie con la quale condivide la vita ma non i sentimenti, logorati dal tempo e dal tran tran coniugale. I loro due figli subiscono la loro relazione, fatta di problemi, di contrasti, tradimenti.
Christian Troy, il cui nome racchiude sacro e pagano, è bello, affascinante, impeccabilmente vestito di nero, discreto chirurgo, che trascorre il suo tempo ad ammaliare e sedurre migliaia di donne solo con lo scopo di portarle a letto. Sorride, illumina, e soffre di una solitudine interiore nascosta, che solo chi lo conosce riesce a leggergli negli occhi.

Il dolore celato si contrappone così allo splendore della loro pelle, che li elegge, per chi li guarda, a re dell'apparenza. Ma come tutti sanno l'apparenza inganna. Soprattutto noi stessi.

Con loro, in questo teatrino della perfezione si muovono Julia, moglie di Sean, inespressa nella vita per fare la donna di casa e accudire i figli, dotata di una bellezza fatta di rughe e segni del tempo che donano al suo viso vera grazia; Kimber, bambolona tutta rifatta e tutta da rifare, plastilina da plasmare per Christian, per il quale è croce e delizia; Matt, figlio di Sean e Julia, che nel corso della serie diviene sempre più un simulacro di Michael Jackson, simbolo dell'incertezza prodotta da una vita immerso nell'idea che nulla è più importante dell'apparire.
Questi personaggi sono le icone figlie di Nip/Tuck, perchè il mondo di Christian e Sean, bellezza a parte, è fatto di incertezze continue.
E allora si scopre che accade spesso nelle persone di rinchiudersi nel guscio di ciò che si fa, quelle cose in cui si è bravi, senza comprendere che nel quotidiano, spesso, si risulta incapaci di affrontare l'ignoto. "Costruire" una donna a regola d'arte significa conoscere le proporzioni, i canoni della bellezza, ma non i sentimenti più intimi e il complesso modo di fronteggiarli.

La messa in scena e lo stile narrativo sono di conseguenza costruiti sulle antitesi.
Il sangue delle operazioni sbattuto in faccia allo spettatore e la musica suonata in un lettore cd Bang & Olufsen che li accompagna in sala operatoria, è un prolungamento del loro modo di essere, in cui l'aspetto estetico fagocita le note che invecchiano nel momento in cui concludono il loro breve compito. E ancora, l'ineccepibile sterilità del design del loro studio e la durezza delle situazioni, la castità delle donne nel sesso (non si vede mai un seno nudo, coperto sempre da meravigliosa lingerie) e il linguaggio oltraggioso e talvolta fastidioso.

Nip/Tuck è una serie fondata sui contrasti, su ciò che immaginiamo e ciò che siamo, e quando Christian Troy dice a una paziente "La bellezza è simmetria, e qui non ne vedo alcuna", semplicemente esprime la divergenza fra sostanza ed essenza, corpo e anima.
Per qualcuno "la bellezza è una sventura per il mondo". Ma è anche la sua fortuna.

Bellezza è verità. Verità è bellezza
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