Battlestar Galactica - Stagione 4, episodio 15: No Exit

Gli autori iniziano a rivelare il piano dei Cylon in un episodio che segna l'inizio della strada che porterà al finale di Battlestar Galactica.

Dopo il rush di adrenalina degli ultimi due episodi (The Oath e Blood on the Scales) è giunto il tempo di fare il punto della situazione, riprendersi dallo shock dell'ammutinamento, curare i feriti e decidere il da farsi. Questo è quello che accade in No Exit, dove oltre a tutto questo gli sceneggiatori cominciano a rivelare il segretissimo piano dei Cylons, dandoci una poltrona in prima fila sulle motivazioni che hanno scatenato l'olocausto nucleare sulle Dodici Colonie. Il solito riassunto che precede il teaser dell'episodio ci comunica che "tutto questo è già successo e succederà di nuovo" (così come disse D'Anna in Revelations) e ci illustra i punti salienti della guerra tra Cylons e umani, dalla loro creazione, alla prima guerra, alla scomparsa per un periodo di quarant'anni per poi riapparire con i nuovi modelli umanoidi e spazzare via in un sol colpo i loro creatori, lasciando in vita un manipolo di sopravvissuti. Ormai tutti i modelli sono stati resi noti al pubblico ma di Ellen, l'ultimo rivelato, si sapeva pochissimo, almeno fino ad ora.
L'episodio si divide in due storyline, la prima parte diciotto mesi prima dalla morte di Ellen per mano di suo marito: la donna si risveglia in un nuovo corpo a bordo della Baseship di Calvin e Boomer e dopo un atttimo di smarrimento riprende il controllo di sé, mostrando consapevolezza e padronanza della situazione e di se stessa. Dai suoi colloqui con Calvin (che in realtà si chiamare John) scopriamo che Ellen è di fatto colei che ha programmato e costruito gli otto modelli di Cylon umanoidi e che John/Calvin non è per niente grato alla sua creatrice di avergli imposto dei limiti umani, che ciò che Ellen e gli altri quattro vedono come un dono, per lui è una costrizione, un flagello, una fantasia da schizofrenici che gli ha rovinato l'esistenza. Boomer assiste alle schermaglie verbali dei due e non riesce a farsi un'opinione propria: da un lato sostiene il ragionamento di John/Calvin, secondo il quale i limiti imposti dal corpo umano impedirebbero ai Cylons di sperimentare la vita e l'universo sotto ben più ampie prospettive, dall'altro la sua indole emotiva e passionale rifugge al concetto riduttivo di ' macchina ' tanto caldeggiato da John/Calvin. Le discussioni prendono una piega sempre più filosofica e ognuno dei due cerca di provare la validità del suo punto di vista, con svariate argomentazioni, ma mentre la logica di Ellen è intrisa di buon senso e volta a una linea di pensiero costruttiva, quella della sua creatura denota un'inquietante propensione alla follia e al sadismo, nascondendo la sua sete di vendetta dietro un paravento di giustizia in nome dei suoi antenati schiavizzati dagli umani.

Kate Vernon in una scena dell'episodio No Exit di Battlestar Galactica
Tra una stoccata e l'altra veniamo a sapere che il concetto di monoteismo professato dai Cylons viene in realtà dai Centurions e ci sovviene alla memoria il tentativo di evangelizzazione di Baltar a beneficio di un Centurion sulla Baseship nell'episodio The Hub, e quello che sembrava una gag esilarante è in realtà un indizio di qualcosa di più profondo e stratificato (ma resta comunque uno dei momenti più comici dell'intera serie). John/Calvin continua a inveire sulle colpe di Ellen, destando compassione in Boomer che chiede alla sua creatrice se non sente neanche il minimo rimorso per ciò che gli ha fatto, per il dolore causato. Ellen, serafica, risponde che non c'è motivo di sentirsi in colpa perchè non è stato commesso nessuno sbaglio: la natura umana tanto sbeffeggiata da John non è un veleno bensì un dono, il dono del libero arbitrio, del pensiero creativo, della compassione, della capacità di amare. Su questa nota Boomer reagisce indignata "amare? amare chi? gli umani? _ e con uno stacco su Galen capiamo che la numero otto soffre ancora per il suo amore perduto.
Con la distruzione della Resurrection Hub, John ha la scusa per mettere in atto la sua vendetta contro Ellen e decide di torturarla sezionandole il cervello per impadronirsi delle informazioni per ricostruire l'Hub, convinto che lei sia reticente e che l'ammissione di ignoranza (
"c'è bisogno di tutti e cinque per ricostruirlo") sia solo una scusa, ma Ellen lo rimbecca accusandolo di sadismo, di averli (i 5) torturati fin dall'inizio quando li ha mandati sulle colonie, cancellando le loro memorie e garantendogli la sopravvivenza all'olocausto per assistere allo scempio dell'inseguimento e di New Caprica.
Dean Stockwell e Grace Park in una scena dell'episodio No Exit di Battlestar Galactica
La conclusione del suo discorso è perfetta, e mette in luce le sue debolezze e le sue menzogne: il suo orgoglio di appartenenza, la sua superiorità come macchina, sono in realtà solo bugie perchè le sue azioni sono dettate da gelosia e rabbia, due emozioni molto sgradevoli e molto umane. Le stesse emozioni che lo hanno portato a contaminare la formula genetica del Cylon numero 7, Daniel, un artista, un'anima sensibile molto amata da Ellen e che suscitava la gelosia e l'irritazione di John. Ed ecco svelato il mistero della numerazione _saltata
degli otto modelli.
Boomer annuncia che la sala operatoria è pronta e conduce Ellen verso il suo destino, che però si rivela essere un Raptor pronto al decollo: la numero otto ha scelto di perdonare la sua creatrice e di salvarla ed entrambe scompaiono dagli schermi radar e dai nostri televisori dopo aver effettuato il salto FTL.

La seconda storyline dell'episodio riguarda gli avvenimenti immediatamente successivi all'ammutinamento: Tyrol porta l'Ammiraglio in sala motori per mostrargli le crepe nello scafo e Adama gli affida il compito di effettuare una valutazione strutturale dell'intera nave, restituendogli il ruolo ufficiale di Chief della Galactica. Galen non si perde in chiacchiere e assembla una squadra (di soli umani) per stimare i danni che in realtà sono molto più estesi e gravi di quanto sembri: dopo aver iniettato nelle paratie un gel fluorescente, vengono alla luce una serie di microfratture che corrono per tutta struttura della Battlestar, una nave già vecchia di 50 anni e che negli ultimi quattro ha affrontato battaglie e peripezie che avrebbero sfiancato vascelli più moderni e tecnologici.

Edward James Olmos e Aaron Douglas in una scena dell'episodio No Exit di Battlestar Galactica
Adama è a dir poco sconvolto e ordina al Chief di fare il possibile per rimettere in sesto la nave, ma il suggerimento di Galen piace poco all'Ammiraglio perchè consiste in una resina organica presente sulla Baseship che una volta inserita nelle paratie, crescerebbe fino ad essere in grado di sostenere la struttura portante dell'astronave. Adama ha quasi un colpo apoplettico all'idea di inquinare la sua preziosa Battlestar con materiale organico Cylon, ma non può negare l'evidenza dei fatti e mentre si lava i denti osserva basito una crepa enorme proprio nei suoi alloggi.
A quel punto si mette in contatto con il Chief e mezzo ubriaco gli dice di fare tutto quello che è in suo potere per salvare la loro ragazza. Il Chief si trova fuori la sala operatoria in attesa di avere notizie di Sam, che sta subendo un'operazione per rimuovere la pallottola che ha nel cervello, ricordo delle ultime disavventure della Galactica. Prima di sottoporsi all'intervento, Sam prega Starbuck (che sembra aver ritrovato il suo spirito e il suo amore per lui) di chiamare gli altri tre Cylon perchè ha importanti notizie da comunicare loro. Il colpo ricevuto ha rimosso il blocco mnemonico operato da John/Calvin e Sam è in grado di raccontare come sono andati i fatti: i 5 lavoravano insieme nella stesso laboratorio di ricerche, Ellen e Saul erano sposati e Tory e Galen innamorati persi l'uno dell'altra.
Michael Hogan, Rekha Sharma e Aaron Douglas in una scena dell'episodio No Exit di Battlestar Galactica
Quando l'olocausto nucleare ha colpito la Terra, loro cinque hanno effettuato il download in un'astronave in orbita che conteneva la tecnologia per la resurrezione. I Cylons terrestri non avevano bisogno dell'Hub in quanto in grado di riprodursi biologicamente, ma i cinque hanno rispolverato le antiche usanze della 13esima Colonia di Kobol in previsione della catastrofe che stava per verificarsi. Dopo che la Terra è andata distrutta, i cinque si sono avviati verso le Dodici restanti colonie per avvisarli del pericolo, sapendo che la storia si sarebbe ripetuta e che i Cylons si sarebbero ribellati ai loro creatori.
Purtroppo arrivarono tardi (a causa della relatività spazio-tempo) e la prima guerra era già cominciata. I Centurions stavano già sperimentando con gli hybrids, ma non avevano le conoscenze specifiche per creare un modello umanoide; a quel punto i cinque offrirono assistenza ai Centurions in cambio della cessazione di ogni ostilità nei confronti degli umani.

Alla rivelazione di otto modelli originali creati in origine, Starbuck è convinta a questo punto, di essere l'ottavo Cylon mancante, ma Sam la rassicura (o forse no, dipende dai punti di vista) che il settimo modello era un maschio di nome Daniel. Il primo ad essere creato fu John e insieme a lui svilluparono gli altri sette; Galen fa notare che non è stata un'idea brillante creare Cylon umanoidi, considerato che già in precedenza questo passo aveva portato all'annientamento di intere civiltà, ma la speranza risiedeva nell'unico Dio dei Centurions, un Dio che predicava l'amore e la compassione, un fatto che avrebbe cambiato lo svolgersi degli eventi. Purtroppo le cose precipitarono per via di John che abiurava gli ideali dei Centurions e decise di intrappolare i cinque, impiantandogli nuove memorie e integrandoli nelle Dodici Colonie per dargli una lezione .
A questo punto il cervello di Sam comincia a cedere e il Dottor Cottle decide di operarlo di urgenza, nonostante le sue proteste. L'operazione ha un buon esito, la pallottola viene rimossa e il danno riparato, ma l'encefalogramma di Sam rimane piatto e Starbuck si chiede se non lo abbia perso per sempre...

Mary McDonnell e Jamie Bamber in una scena dell'episodio No Exit di Battlestar Galactica
Una breve scena tra Laura Roslin e Lee Adama presagisce un passaggio di testimone delle redini del Governo: Laura rimarrà Presidente, ma soltanto come figura rappresentativa, affidando invece la guida dei superstiti al giovane Adama che ritiene essere degno del compito e in grado di affrontare le difficoltà che troveranno sul loro cammino. Lee è onorato della fiducia dimostratagli e ispirato dalla tristezza che aleggia nella sala riunioni della Colonial One ( dove il Quorum è stato massacrato da Zarek ) propone a Laura di lasciare nel passato i vecchi titoli, i nomi delle colonie che ormai non sono più: "noi siamo una flotta adesso e le nostre vite sono definite dalla nave sulla quale viviamo, non siamo più di Caprica , siamo della Galactica, di Colonial One, forse è arrivato il momento di prendere atto della nostra realtà".
E la realtà è che la Galactica ha bisogno della tecnologia Cylon se vuole sopravvivere, la realtà è che Ellen e Boomer sono due fuggitive e non si sa se e come verranno accolte dalla flotta, la realtà è che Sam potrebbe non svegliarsi dal suo coma. Abbiamo avuto molte risposte, molte informazioni, ma la realtà è che questo è solo l'inizio, una premessa al finale della serie che ha usato questo episodio come overture alle ultime, decisive avventure dei personaggi che abbiamo imparato ad amare e odiare con crescente intensità anno dopo anno. C'è una domanda che ci perseguita da qualche tempo: cosa sono le pillole che Adama ingoia come caramelle? C'è qualcos'altro in serbo per i nostri cuori già provati da mille emozioni?
La risposta, come sempre, è nei prossimi episodi.

Battlestar Galactica - Stagione 4, episodio 15:...
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