Balagueró al Lido per Para entrar a vivir

Dopo Fragile, Jaume Balagueró presenta a Venezia il suo ultimo lavoro. Con lui la protagonista Macarena Gomez.

Jaume Balagueró torna alla Mostra di Venezia, dove l'anno scorso aveva presentato Fragile, con un nuovo horror, Para entrar a vivir, nato per la TV spagnola (e nello specifico partedi una serie di sei lungometraggi intitolata Peliculas para no dormir) che narra di una coppia alla ricerca di un appartamento ma che saraà catturata da un pericolosissimo gioco di morte.
A presentare il film alla stampa il regista insieme alla protagonista Macarena Gomez.

Balagueró, continuerà a volerci spaventare?

Jaume Balagueró: Il mio prossimo progetto è effettivamente un altro film di questo tipo, anzi spero che possa far ancora più paura rispetto ai miei precedenti lavori. In realtà però non sono sicuro di voler continuare su questa strada, perché ci sono tante altre cose che vorrei fare che non hanno nulla a che vedere con l'horror. Il progetto più immediato è comunque un film (La signora numero 13) che stiamo finendo di scrivere adesso e che cominceremo a girare all'inizio del prossimo anno, e si tratterà di un horror un pò particolare.

Com'è nata l'idea di questo film? E' vero che parte da un sua vicenda personale?

Jaume Balagueró: Tre o quattro anni fa stavo cercando un appartamento - sicuramente tutti conoscono questo tipo di esperienza - e ci ho messo otto-nove mesi, esperienza terribile o comunque inquietante, soprattutto per i posti che mi hanno mostrato perchè mi portavano a vedere appartamenti che sulla carta dovevano essere bellissimi ma in realtà si mostravano luoghi quasi ifnernali
Ci sono state anche alcune situazioni particolari, come quando ho visitato una signora anziana ed il suo appartmento e la signora conosceva i miei film ed era molto contenta all'idea che io avrei comprato il suo appartamento, chiamava le amiche e lo diceva in giro... mi telefonava per insistere!
Altre situazioni che mi hanno ispirato, come quando visiti un appartamento e vedi dentro la gente che ancora ci vive ma che fa finta di non vederti, magari continua a guardare la TV.
Sono situazioni strane e volevo fare un film che avesse tutte queste situazioni.

Si tratta di un film per la televisione, però è stato comunque presentato qui a Venezia, volevo sapere qual era il settore commerciale di questo film.

Jaume Balagueró: Il fatto che in Spagna il film sarà il pilota di una serie televisiva horror è puramente accidentale e non ha influito in nessun modo sul mio lavoro e non per questo ritengo questa pellicola un film di minore importanza. Quando scrivo e realizzo un film lo faccio pensando ad un pubblico di spettatore generico, non importa come e dove vedranno il film.

Secondo le il futuro del cinema sarà sempre più legato alla televisione?

Jaume Balagueró: Penso che al momento in televisione vi siano grandi prodotti di fiction, molto ambiziosi ed effettivamente c'è un avvicinamento tra cinema e TV. Penso anzi che tra qualche anno i grandi blockbuster americani non si vedranno più in sala, ma direttamente in televisione. Non è una cosa che auspico, però penso che il futuro del cinema sia sempre più legato a quello del piccolo schermo.

Macarena Gomez, com'è stato lavorare con un maestro dell'horror?

Macarena Gomez: Pensavo che lavorare in una pellicola horror fosse molto duro, ma in realtà ho scoperto che non è stato poi differente da lavorare per una commedia. Penso che Jaume sia un regista di grande talento e una persona molto piacevole e sempre gentile e disponibile con la troupe.

Balagueró, ll suo cinema è influenzato dall'horror orientale, ci sono titoli in particolare?

Jaume Balagueró: Penso che la cultura orientale sempre più stia avendo influenza sulla cultura occidentale, e i film d'orrore orientali hanno avuto grande importanza, basti pensare al gran numero di remake degli ultimi anni, però personalmente non vi sono troppo legato, non mi piacciono particolarmente, mi sembrano tutti troppo simili l'uno con l'altro. Per esempio se dovessi scegliere tra il Ringu giapponese e il remake americano, devo ammettere che preferisco sicuramente The Ring. Sono comunque pellicole interessanti e di grande importanza per il genere, ma non mi sento particolarmente influenzato da esse.

In questo film, come già nel precedente Fragile, i personaggi più forti sono donne, si tratta di una scelta voluta?

Jaume Balagueró: Trovo più interessante l'universo femminile, perché l'universo maschile lo conosco meglio, lo vivo quotidianamente, non esercita su di me altrettanto fascino. Quello femminile è invece un mondo che non conosco e per questo mi affascina.

Come si costruisce la paura, ci sono dei meccanismi precisi?

Jaume Balagueró: Non mi interessano molto i meccanismo standard per far scattare la paura nello spettatore, penso che ogni film debba necessariamente avere dei meccanismi diversi. Cerco di essere spontaneo nelle scene di paura, mi lascio trasportare dalla mia emotività e dal mio istinto. Secondo me è molto importante giocare con l'aspettativa del pubblico, evitare quello che ci si aspetta lo spettatore, ma magari fare l'esatto contrario. Credo sia molto importante sorprendere, inventare nuove forme e nuovi meccanismi.

Chi sono i suoi maestri e i suoi modelli?

Jaume Balagueró: Per me tutti i registi sono maestri, tutti i film che vedo mi insegnano qualcosa, anche quelli pessimi. Per quanto riguarda i registi, colo che mi hanno forse influenzato di più non sono registi necessariamente horror: Wenders, Lynch, Cronenberg, Spielberg, James Cameron , Tavenier, Kieslowski.

Balagueró al Lido per Para entrar a vivir
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