Arrow: commento all' episodio 5 della stagione 2, La lega degli assassini

Una scelta coraggiosa da parte degli autori su The Canary caratterizza l'ennesimo episodio riuscito e appassionante della serie CW.

Arrow: commento all' episodio 5 della stagione 2,...

Arrivati ormai al quinto episodio, possiamo dirlo con certezza, con questa seconda stagione Arrow sembra aver trovato la sua reale dimensione facendo suoi la forte serialità e il gigantesco pantheon di nemici (e alleati) tipici dei fumetti di supereroi.
Questo La lega degli assassini (League of Assassins), che sembra quasi chiudere un mini arco narrativo dedicato al "nuovo" personaggio di The Canary, è comunque l'ennesimo episodio di buonissimo livello di una serie che cresce episodio dopo episodio oltre ogni aspettativa.

Il plot

Dopo aver scoperto che dietro la maschera di The Canary si cela Sara Lance, Oliver è costretto a fronteggiare la Lega degli Assassini che vuole saldare il conto con la ragazza e vendicarsi del suo tradimento. Ad essere in pericolo però non è solo Sara ma l'intera famiglia Lance, ed è così che mentre Oliver tiene d'occhio Laurel, la sorella si vede costretta a mostrarsi al padre e raccontargli la verità. Nel frattempo il procuratore distrettuale ha una proposta per Moira Queen: può evitare il processo e sfuggire al rischio della pena di morte se accetta di patteggiare e rimanere in carcere a vita.

Cosa ci è piaciuto di questo episodio

Arrow: Navid Negahban e Caity Lotz in una scena dell'episodio della stagione 2, League of Assassins
Per favore non ditemi che è una lega composta da assassini. Eravamo entusiasti negli episodi scorsi del coninvolgimento della Lega degli Assassini e possiamo dire di esserlo anche dopo averli visti all'opera, perché se è vero che l'Al-Owal interpretato da Navid Negahban (volto molto noto per i fan di Lost, Fringe, Alias e più recentemente di Homeland) ha poco spazio - ma non è detto che non possa ritornare, soprattutto se si deciderà di inserire il Lazarus Pit - lo stile di combattimento, il carisma e anche semplicemente l'accennare a Ra's al Ghul e alla figlia Talia bastano a rendere memorabile questo episodio.

Combattimenti. Abbiamo già detto di aver apprezzato lo stile ninja degli assassini, ma in realtà è già da tempo che notiamo il perfezionarsi delle sequenze di combattimento, grazie ad un grande lavoro degli stunt e delle coreografie. In questo episodio vi sono ben tre combattimenti diversi, uno più spettacolare dell'altro, ma abbiamo apprezzato particolarmente quello nella fabbrica su due livelli: breve, intenso e ambizioso, siamo ancora lontani (ovviamente) dall'eccellenza di alcuni blockbuster o comic movie, ma i miglioramenti sono certamente apprezzabili.

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Arrow: Paul Blackthorne in una scena dell'episodio della stagione 2,  League of Assassins
Padre e figlia. In questo episodio Oliver sembra quasi mettersi da parte per lasciare spazio a due membri della famiglia Lance: il Quentin di Paul Blackthorne ruba la scena in un paio di occasioni con una performance emozionante, ma altrettanto brava è Caity Lotz che riesce a gestire bene il doppio ruolo della Sara fragile e spaurita e della Canary badass: "Dig, you may be a three-tour Special Forces specialist, but the people who trained me make Special Forces look like a kindergarten class, so step aside, or get put down."

Micro-flashback. Tanti flashback in questo episodio, tutti molto brevi e ben montati/alternati con la storyline principale: non aggiungono moltissimo dal punto di vista narrativo, non ci regalano grandi risposte, ma servono a donare spessore al personaggio di Sara, a "legarla" sempre di più al passato (e presente) di Oliver e a tranquillizzare tutti noi spettatori che nessuno si è dimenticato di Slade o di Shado.

Digg e Felicity, again. Saremo ripetitivi, ma come per la settimana scorsa non possiamo notare che pur con poco spazio, questi due personaggi sono ormai così ben caratterizzati e ben inseriti nella serie che bastano un paio di battute ben riuscite per farli brillare: e come sempre, quelle di Felicity sono più surreali e divertenti (oltre a quella già citata sulla Lega, ricordiamo anche "Gee, I didn't get you a bag of dirt." e "We all join clubs we wish we hadn't. It took me a year to get out of that gym membership"), mentre Diggle con un semplice sorriso ("We have our moments") o quel brindisi finale con Oliver si conferma la spalla perfetta.

Arrow: Susanna Thompson e Stephen Amell  in una scena dell'episodio League of Assassins
I segreti ed il perdono. Due temi importanti per questa settimana, ed entrambi legati alla famiglia: che sia quella dei Queen o quella dei Lance, prima o poi tutti i segreti verranno a galla e verrà messo alla prova quel perdono che adesso, per un padre o per dei figli, sembra la cosa più naturale del mondo. Se nella stagione precedente il tema principale sembrava essere quello della vendetta, il perdono è al centro di questa seconda stagione, e noi ancora non sappiamo cosa Oliver ha fatto (o ha dovuto fare) nei cinque anni precedenti.

Cosa non ci è piaciuto di questo episodio

Canarino non andare via. In realtà apprezziamo la scelta, se vogliamo anche coraggiosa, degli autori, e di sicuro il personaggio di Sara sarà importantissimo per i flashback e il passato di Ollie, ma dobbiamo ammettere che l'idea di non avere più (almeno in tempi brevi) The Canary a Starling City ci dispiace e nemmeno poco. In più non possiamo che chiederci cosa succederà al personaggio di Sin, visto che finora l'avevamo vista (poco) solo come sidekick della bionda guerriera mascherata.

Arrow: Katie Cassidy e Stephen Amell  in una scena dell'episodio League of Assassins
Una Lance di troppo. Ci sentiamo quasi in colpa ad affrontare il discorso Laurel ogni settimana, ma è indubbio che l'unico vero anello debole di questa seconda stagione è finora proprio il personaggio interpretato da Katie Cassidy. Non è in realtà colpa dell'attrice (che non sarà forse un mostro di bravura, ma per esempio in Supernatural aveva i suoi momenti), ma è proprio il personaggio a non funzionare: con il ritorno di Sara speravamo in un miglioramento, ma visto come si sono messe le cose in questo caso facciamo davvero fatica a capire le intenzioni degli sceneggiatori.

Note a margine

Ritorno alla normalità per quanto i ratings, dopo la discesa dell'episodio precedente, con questa settimana Arrow ritorna ai suoi usuali 2,8 milioni di spettatori USA.
Sul fronte DC Comics, questa settimana ci sono stati meno rimandi del solito, anche se a molti non sarà sfuggito il riferimento a Nanda Parbat, la città immaginaria nascosta in Tibet tra le montagne, o il fatto che il misterioso scienziato che "aiuta" Sara sia Anthony Ivo, ovvero il creatore del temibile androide Amazo, che da il nome alla nave carcere.

What's Next

Per il prossimo episodio, Faccia a faccia col nemico, dobbiamo prepararci ad una vera e propria gita fuori porta, perché Oliver, Felicity e ovviamente Diggle andranno tutti in Russia a dare la caccia al temibile Deadshot. E quanto pare si aggregerà anche Isabel Rochev, speriamo che possa essere l'occasione giusta per dare maggiore profondità al personaggio interpretato da Summer Glau.

Luca Liguori
Redattore
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