Arrow, stagione 4: finalmente Freccia Verde

L'arciere della DC Comics torna per un quarto ciclo di episodi che promette di sottolineare sempre di più l'elemento puramente supereroistico.

Arrow, stagione 4: finalmente Freccia Verde
Arrow: Willa Holland tra Stephen Amell e David Ramsey

Oliver Queen ha lasciato Starling City - nota ora come Star City - e vive felice e contento insieme a Felicity. In sua assenza, la città viene difesa da Thea, Laurel e Diggle. Ma quando un nuovo gruppo criminale, capitanato dal temibile Damien Dahrk, dichiara di voler radere al suolo Star City, Oliver accetta di tornare a casa, con un nuovo nome...

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Arrow è morto, viva Green Arrow!

Per quasi tre anni, Arrow si è presentato come la versione televisiva del Batman griffato Christopher Nolan: cupo, serio, immerso in un mondo verosimile. La terza annata aveva già iniziato a segnare un passo in avanti, grazie alla presenza di Ra's al Ghul - e la conseguente introduzione della Fossa di Lazzaro, in grado di resuscitare i morti - e alla coesistenza con The Flash, programma più colorato e apertamente "fumettistico". Abbiamo lasciato Oliver Queen mentre questi partiva verso altri lidi con l'amata Felicity, e la promessa di una quarta stagione dai toni più leggeri, in sintonia con la fonte cartacea. Promessa mantenuta? Sì e no. Da un lato, vedere tutta la squadra di Oliver - anche Diggle - in costume segna un distacco notevole dal periodo in cui il protagonista, allora noto semplicemente come il Vigilante, non indossava nemmeno una maschera. E la sequenza in cui Oliver decide - finalmente - di chiamarsi Green Arrow (con tanto di logo modificato nei titoli di testa) è una grandissima dichiarazione d'intenti, così come la presenza di Damien Dahrk (vedi sotto).

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Il cliffhanger della tomba misterioso

Arrow: un momento della premiere della stagione 4

Poi però c'è quel finale, un flashforward inatteso che, nonostante il cameo di Grant Gustin nei panni di Barry Allen, colpisce dritto al cuore e dà subito alla stagione un'aria malinconica di sottofondo. Ci viene detto, infatti, che fra sei mesi Oliver perderà una persona cara nel tentativo di difendere la sua città. Viene facile pensare che si tratti di Felicity, o Thea, o Laurel, ma sarebbe forse troppo crudele nei confronti di Oliver visto tutto ciò che gli è successo negli ultimi anni (e un eventuale decesso di Felicity avrebbe effetti più devastanti su Barry, che nel flashforward non si smuove più di tanto). A questo punto si potrebbe supporre che si tratti di Quentin Lance, la cui nuova evoluzione caratteriale - a fine episodio scopriamo che lavora per Dahrk - potrebbe collocarlo su un sentiero di redenzione. O anche di Walter Steele, il patrigno di Oliver. O forse... Diggle?

Anno nuovo, antagonista nuovo

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Lo avevamo già sentito nominare al termine della terza stagione, quando Ra's al Ghul parlò di un ex-membro della Lega degli Assassini che abbandonò la setta dopo che gli fu negato il comando della stessa. Parliamo di Damien Dahrk, interpretato con allegria gigioneggiante da Neal McDonough, il cui approccio caricato ricorda quello di John Barrowman nei panni di Malcolm Merlyn (ora il nuovo Ra's al Ghul). Possiamo aspettarci uno scontro tra i due, visti i trascorsi di Dahrk con la Lega e la presenza rinnovata di Barrowman nel cast fisso? Probabilmente sì. Intanto ritroveremo Dahrk anche in The Flash e Legends of Tomorrow, poiché - chi ha letto i fumetti lo sa - è legato anche a Vandal Savage, il villain principale del secondo spin-off.

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Dahrk sarà, molto probabilmente, l'antagonista principale della stagione, salvo sorprese dovute alle altre serie. È anche l'introduzione ufficiale - escluso Barry - a veri e propri poteri paranormali nel mondo di Arrow (ma resta da vedere se, come nei fumetti, quelli di Dahrk sono artificiali). Un'ottima preparazione per l'ospitata di John Constantine, che avrà le fattezze di Matt Ryan e un ruolo fondamentale nel ritorno di un personaggio molto amato dai fan...

Max Borg
Redattore
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