Anna Torv ci racconta la grande sfida di Fringe

Il nostro 'a tu per tu' con l'eroina della serie fantascientifica più amata del momento, sbarcata in Italia dalla lontana Australia come ospite d'onore della seconda edizione del Fantasy Horror Award di Orvieto.

Sorridente, solare e bellissima. In una versione acqua e sapone, semplice e molto primaverile, la biondissima attrice protagonista di Fringe ha incontrato giornalisti e fan della serie in quel di Orvieto raccontando la sua esperienza sul set dello show che lei stessa ha definito come 'sospeso a metà tra due dimensioni spazio-temporali parallele'. Frutto dell'estro geniale di J.J. Abrams, Roberto Orci e Alex Kurtzman (autori che hanno dato vita a serie come Lost e Alias, oltre a Mission: Impossible III ed il reboot cinematografico di Star Trek), Fringe vede protagonista la bella Anna nei panni severi dell'agente speciale dell'FBI Olivia Dunham, una donna tutta d'un pezzo inserita in una sezione speciale cui vengono assegnati i casi più intricati, quelli che hanno a che fare con la sottile linea che separa la realtà dal mondo dell'ignoto.
La terza stagione si è appena conclusa negli Usa, mentre da noi verrà trasmessa a partire da lunedì 4 luglio su SyFy Universal, il canale della piattaforma Mediaset Premium (che sarà inaugurato il 1° luglio prossimo) che raccoglierà l'eredità dell'attuale Steel rafforzandone l'offerta con nuovi e sempre più appassionanti serial fantascientifici. Questo è quello che ci ha raccontato della sua visita in Italia e dell'esperienza sul set di Fringe al fianco di grandi personaggi come J.J. Abrams e il grande Leonard Nimoy (il 'vulcanico' dottor Spock di Star Trek).

Cosa si prova ad essere l'ospite d'onore di questa seconda edizione del Fantasy Horror Award di Orvieto?
Sono veramente onorata, quando mi dissero che sarei stata ospite di questa manifestazione in Italia non credevo alle mie orecchie, sapere poi che avrei incontrato tanti fan appassionati di Fringe mi ha reso ancora più entusiasta.

Una foto di Anna Torv
Dall'accoglienza che il pubblico di Orvieto ti ha riservato hai avuto una vaga idea di quanto successo abbia Fringe in giro per il mondo e in Italia?
E' proprio grazie a questi straordinari eventi che riesco ad uscire fuori dal mondo in cui vivo quotidianamente e cioè il set di Fringe, e rendermi veramente conto di quanto il pubblico mi sia affezionato. E' meraviglioso vedere come in giro per il mondo ci siano tante persone che ti guardano come un mito, che si appassionano a quello che noi facciamo per vivere, è molto gratificante.

Secondo te Fringe raccoglie l'eredità di genere e di pubblico di X-Files?
Mi fa sempre molto piacere quando si paragona Fringe a una serie mitica come X-Files, una serie che ha fatto epoca e che è stata amata e seguita da milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Lo considero un grandissimo complimento.

Perché secondo te la gente ama tanto questi tv show così misteriosi?
Penso che le persone abbiano bisogno di uscire fuori dalla realtà quotidiana sognando talvolta l'esistenza di una dimensione 'fantastica' nonostante i personaggi abbiano anche un lato realistico molto sviluppato, così come le dinamiche che si instaurano tra loro, dall'affetto fraterno alla stima professionale passando anche per l'amore.

Dopo tanti eroi maschi in questi anni vediamo finalmente molte più eroine femminili in tv, vedi Fringe e V ad esempio, qualcosa sta finalmente cambiando in queste dinamiche?
La differenza sta più che altro nella psicologia delle persone che guardano i serial televisivi, anche se effettivamente il ruolo delle donne in queste storie si è molto evoluto negli anni, di pari passo con l'evoluzione della donna nelle dinamiche sociali. Ora il ruolo femminile non è più solo quello di amata o amante dell'eroe maschile principale, le donne ora sono forti, indipendenti e non hanno bisogno di essere guidate ma spesso solo loro stesse a guidare importanti missioni segrete per il bene del mondo.

Fringe: Anna Torv in un momento dell'episodio Jacksonville
Questa dimensione paranormale e fantascientifica contenuta in Fringe ti appartiene un po' o nella vita sei un tipo molto razionale?
E' una domanda che mi fanno spesso, la realtà è che quando torno a casa dopo aver trascorso ore e ore sul set di Fringe cerco sempre di tenermi saldamente attaccata alla realtà, altrimenti si rischia di non riuscire più a distinguere la vita reale da quella di fantasia creata dagli sceneggiatori. Sicuramente Olivia non ha scelta, lei ha le prove tangibili del fatto che quel che vede non è frutto della sua immaginazione, non so se avrebbe mai creduto a certe cose senza poter toccare con mano la verità. Io invece fortunatamente una scelta ce l'ho (ride) e ritengo di essere una donna abbastanza concreta e razionale nella vita.

Quanto è stato difficile interpretare più ruoli diversi nella stessa serie? Dev'essere stata una grande sfida come attrice...
Fossero state due donne completamente diverse sarebbe stato molto più semplice per me interpretarle, ma le due Olivia si somigliano molto, e non solo fisicamente. Non so dire quale preferisco delle due, sono due donne che hanno lo stesso obiettivo ma tentano di raggiungerlo in maniera totalmente diversa: una porta sulle spalle il peso di dover salvare il mondo mentre l'altra è un personaggio negativo. Mi sono dovuta spesso fermare a pensare a come recitare una precisa scena nei panni di due diverse Olivia. Ammetto di amarle molto entrambe, non saprei scegliere...

Quanto c'è di Anna Torv in Olivia Dunham?
Recitare è un talento del tutto soggettivo a mio avviso, si tenta di non portare mai troppo di sé nel personaggio che si interpreta, diciamo che tra Olivia e la Anna attrice c'è la donna che sono nella vita.

Leonard Nimoy nell'episodio Momentum Deferred di Fringe
Cosa si prova ad aver lavorato con Leonard Nimoy in una serie di fantascienza? Che tipo di uomo è?
E' un uomo veramente magnifico, gentile, elegante, affascinante, sono onorata di averlo conosciuto e di aver vissuto al suo fianco la sua ultima avventura da attore prima del suo definitivo ritiro dalla carriera di attore. So benissimo l'importanza che ha rivestito nel panorama mondiale la serie di Star Trek e ancor più quanto il suo personaggio sia divenuto un'icona assoluta del genere.

Quali sono le tue serie tv preferite?
Nel poco tempo libero che ho cerco di guardare un po' di televisione, al momento seguo solo True Blood, una serie affascinante di cui sono una fan sfegatata. Poi mi piace moltissimo la serie della HBO Oz, quella ambientata in un carcere di massima sicurezza.

A che punto siete con la quarta stagione di Fringe? Qualche anticipazione?
Da poco abbiamo finito la terza e tra quattro settimane si inizia a girare la quarta serie a Vancouver. A dire il vero non so molto, anche perchè gli sceneggiatori ci svelano ben poco sui retroscena del prosieguo della storia, tendono sempre a lasciare gli attori fuori dalle dinamiche di scrittura, giustamente a mio avviso.

Un wallpaper dell'Agente Olivia Dunham interpretata da Anna Torv per la serie Fringe
Che rapporto hai con J.J. Abrams? E' stato lui a sceglierti per Fringe?
Lui è senz'altro il più grande di tutti in questo momento, ricordo che andai a Los Angeles per sostenere un provino per un'altra serie. Solo che quel provino è finito nelle mani di J.J. grazie ad una persona che conosco molto bene e dopo 24 ore sono stata contattata e convocata per un colloquio in cui lui direttamente mi ha dato la notizia che ero stata scelta per fare Fringe. Ricordo che in quel momento ci trovavamo a bordo della sala di controllo dell'astronave di Star Trek (ride).

Parte degli autori di Fringe sono gli stessi Lost, visti gli sviluppi deludenti e l'altrettanto deludente finale di quest'ultima, pensi che stavolta sappiano realmente dove andare a parare e regalare ai tanti fan di Fringe una conclusione dignitosa?
So che i fan di Lost non sono rimasti soddisfatti della fine della serie e capisco pertanto la preoccupazione di tutti quelli che seguono Fringe. Posso solo dirvi che io non so nulla, ma che i tre sceneggiatori sanno perfettamente come tutto si concluderà e hanno le idee chiare a questo proposito. So soltanto che la serie finirà lasciandosi dietro un lancinante quesito.

Anna Torv ci racconta la grande sfida di Fringe
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