Le tre rose di Eva

2012 - ....

Amori, tradimenti e scomparse: tornano Le tre rose di Eva

Prodotta da Endemol Italia, la seconda stagione della popolare fiction aprirà a settembre il nuovo palinsesto di Canale 5. Alla regia nuovamente il duo Raffaele Mertes e Vincenzo Verdecchi, mentre il cast, oltre alla conferma di Roberto Farnesi e Anna Safroncik, si arricchisce dell'arrivo di alcune new entry.

Chi credeva che gli intrighi e i misteri di Villalba, paesino nel cuore della Toscana all'ombra delle vigne, fossero definitivamente conclusi si sbagliava di grosso. A chiedere a gran voce un secondo capitolo è stato l'incredibile successo ottenuto dalla prima stagione de Le tre rose di Eva che, riproponendo lo stile tradizionale dello sceneggiato italiano, è riuscito a conquistare il favore del pubblico ottenendo ben cinque milioni di spettatori.
Per questo motivo, dal prossimo settembre, Mediaset aprirà ufficialmente la stagione di Canale 5 con quattordici puntate da ottanta minuti con le quali continuare la saga dei Taviani e dei Monforte attraverso la regia a quattro mani di Raffaele Mertes e Vincenzo Verdecchi.
" La seconda stagione de Le tre rose di Eva nasce da un progetto sperimentale, trasformato poi in un vero e proprio modello produttivo, quasi una linea editoriale - dichiara il Direttore Fiction Mediaset Antonino Antonucci Ferrara - Gli elementi fondamentali sono tre. In prima battuta una scrittura precisa e accurata cui si abbina una qualità alta con un piano di produzione audace. E, per finire, riuscire a trovare una squadra di tecnici capaci di realizzare dei veri e propri miracoli. In questo modo la qualità e il costo sono un'equazione che riesce perfettamente dando vita ad un thriller/melo."

Le tre rose di Eva 2: Anna Safroncik e Roberto Farnesi in una foto promozionale
Ma nella pratica, su cosa si basa questo nuovo modello volto a superare i problemi economici e a rilanciare la fiction italiana? A rispondere è Massimo Del Frate, Direttore Drama Department Endemol Italia, che nei tempi stretti e nella divisione del set rintraccia l'elemento vincente di questa sperimentazione. "Tutto si basa sull'utilizzo di troupe parallele che hanno il compito di girare ben due film nella metà del tempo, ossia venti settimane. Da qui si comprende come il modulo può essere applicato esclusivamente ad una vicenda corale, visto che l'equilibrio si basa su un calcolo scientifico tra scrittura e produzione. Il che vuol dire spalmare il cast su set diversi, in modo che ci siano poche scene in comune e sia possibile l'utilizzo di unità diverse."
Un impegno notevole, questo, volto a riportare i fedeli spettatori nuovamente a Villalba per celebrare la tanto sofferta unione tra i due protagonisti, Aurora e Alessandro, finalmente riuniti dal loro amore, dopo aver individuato nella malvagia Viola la vera assassina di Luca Monforte. Anzi, per allontanarsi definitivamente dai rancori che hanno minato per lungo tempo il rapporti tra le loro famiglie, i due hanno deciso di vivere serenamente nel podere di Primaluce, insieme ad Ottavia e Marzia, nonna e sorella di Aurora. Qui, quasi come segno di una ritrovata armonia, nasce Eva, la loro prima figlia. Ma se non c'è pace tra gli ulivi, figurarsi tra i vigneti. Così, durante una notte la piccola Monforte scompare misteriosamente, dando il via ad un nuova stagione di mistero e melodramma con alcune sfumature gotico/horror.

Le tre rose di Eva 2: Luca Capuano e Luca Ward in una scena della fiction
A dare vita a questa nuova stagione sono volti ormai cari al pubblico televisivo come quello di Roberto Farnesi, Anna Safroncik, Luca Capuano, Victoria Larchenko, Fiorenza Marchegiani, Giorgia Wurth, Karin Proia e Francesco Arca cui si aggiungono alcune new entry come Euridice Axen, nei panni della bella e perfida Veronica, Simon Grechi, che nasconde un segreto inconfessabile dietro l'abito talare di Don Lorenzo, Mario Cordova, chiamato ad interpretare il nuovo proprietario di Pietrarossa legato in modo particolare alle sorelle Taviani e Fabrizio Bucci, pronto a tornare in sella ad una Harley nella vita di Aurora dopo dieci anni di assenza.
A tutti loro registi e sceneggiatori hanno chiesto un impegno costante e preciso nel tentativo di portare a casa un prodotto degno del marchio Endemol e Mediaset nonostante il poco tempo messo a disposizione. " Oggi la produzione e la realizzazione sono attività sempre più difficili da svolgere - chiarisce il co -regista Raffaele Mertes - è un sacrificio che riusciamo a portare avanti solamente nel nome dell'amore per il nostro lavoro e grazie alla volontà di rilanciare la fiction italiana. Quando si deve lottare con i tempi brevi c'è un'unica cosa da fare; organizzarsi al meglio e mantenere la concentrazione. Dalla nostra parte, inoltre, ci sono anche le innovazioni tecniche come, ad esempio i droni. Si tratta di macchinari aerei in grado di dare un respiro diverso alle immagini evitando i più dispendiosi e complessi dolly. Insomma, il nostro scopo è stato quello di incrementare la qualità risparmiando tempo. Non è un'impresa facile, ma non impossibile."

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