Agents of S.H.I.E.L.D.: Commento all'ep. 1x22 Beginning of the End

Grazie al virus di Skye, Coulson e il team possono tentare un attacco alla base di HYDRA di Garrett per fermare i suoi piani. Ma Garrett è stato potenziato dal GH-325 e può contare sia sulla fedeltà assoluta di Ward che su Deathlok. Mentre gli ultimi agenti SHIELD lanciano l'assalto finale e tutti i nodi arrivano al pettine, Fitz e Simmons devono prendere una decisione dalle conseguenze tragiche.

Agents of S.H.I.E.L.D.: Commento all'ep. 1x22...

IL PLOT

Non c'è più tempo per indugiare: Garrett ha ottenuto il farmaco GH-325 e questo non solo l'ha salvato dalla morte, ma ne ha accresciuto a dismisura la forza. Pericoloso come non mai, l'ex agente SHIELD ora è determinato a proseguire con il suo piano. Ma evidentemente il farmaco di origine aliena non ha avuto effetto solo sul fisico di Garrett, e il suo comportamento diventa sempre più bizzarro e delirante. Anche se Ward resta fedele al suo mentore, l'unica che non sembra preoccuparsi dell'alterazione psicotica di Garrett è Reina, che anzi intravede nel cambiamento che si sta manifestando in lui una possibile risposta alla sua misteriosa ricerca, nella quale è coinvolta anche Skye. Ma gli eventi precipitano: grazie al virus trojan impiantato da Skye nei computer Hydra, Coulson, Triplette, May e la stessa Skye sono ora in grado di sferrare un colpo mortale al piano di Garrett. Pur in inferiorità numerica e male armati, i nostri eroi tenteranno comunque il tutto per tutto nella speranza non solo di fermare Garrett, ma anche di salvare Fitz e Simmons, che loro immaginano prigionieri dell'Hydra. La realtà purtroppo è ben diversa: i due scienziati sono imprigionati nelle profondità oceaniche, e l'unica speranza di salvezza potrebbe avere un costo altissimo. Il confronto finale esplode nella base della Cybertek proprio mentre Ian Quinn sta cercando di convincere l'esercito americano ad acquistare i suoi super-soldati Centipede. May contro Ward, Coulson contro Garrett e Skye decisa a sfruttare un ultimo asso nella manica. E, quando tutto sembra perduto, ecco arrivare una figura dal passato...

COSA CI È PIACIUTO

What a finale!

Il season finale è una puntata importante, nella quale gli show-runner si giocano le carte migliori svelando misteri, risolvendo conflitti e preparando il terreno per una nuova stagione. Qualcuno deve averlo spiegato anche a Jed Whedon e a Maurissa Tancharoen, suggerendogli magari di "prendere in prestito" alcuni dei migliori stilemi narrativi del "fratello bravo" di Jed. Beginning of the End funziona molto, molto bene in praticamente tutti i reparti: il dramma, lo humor e l'azione. Tanti tocchi di classe dal prologo al post-credit, un paio di momenti genuinamente esilaranti e, in generale, un ottimo equilibrio di realizzazione. Due domande restano in sospeso. Domanda uno: ma non potevano fare così tutta la dannatissima serie? Domanda due: avete imparato la lezione per la stagione due, vero?

Agents of S.H.I.E.L.D.: una scena con Clark Gregg e B.J. Britt dell'episodio Beginning of the End

I'll be everywhere

Zampata leonina di Samuel L. Jackson, che non si limita ad una comparsata "toccata e fuga" ma si diverte da matti gigioneggiando da vera star, elargendo sarcasmo, stile e classe in ogni scena in cui appare.

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Nota di merito

Garrett non è morto! Trascinatosi a fatica fuori dalla bara di metallo, riesce a utilizzare il macchinario Cybertek e si trasforma in un cyborg ancora più potente, pronto a prendere la sua vendetta e... niente, Coulson lo fa saltare in mille pezzi passando di lì per caso. Ok, è un tocco anche troppo spudoratamente "alla Buffy", ma accidenti se funziona.

COSA NON CI HA CONVINTO

Nail it!

L'unico appunto che si possa fare a questo finale di stagione è di non aver voluto rischiare, di essersi mantenuto su binari sicuri. Se da un lato questo ha consentito di portare comunque a casa un buon risultato, è anche vero che probabilmente un tocco di cattiveria in più sarebbe stato utile. Non sappiamo ancora cosa sia successo a Fitz, Ward ha avuto una punizione severa ma c'è sempre uno spiraglino (proprio "ino", ok, ma c'è) aperto... insomma è mancato il tocco di sottile crudeltà che avrebbe dato più mordente al tutto. Ce lo riserviamo per il prossimo season finale, magari.

NOTE A MARGINE

Trivia of the week

Nicholas Joseph Fury era solo un ragazzo di Hell's Kitchen, uno dei quartieri più poveri di New York, durante la Grande Depressione degli anni '30. Arruolato nell'esercito per combattere contro i nazisti, Fury venne promosso sergente e messo al comando degli Howling Commandos, un'unità di elite a cui venivano affidate le missioni più pericolose. Dopo aver conseguito vittorie su vittorie, alla fine della guerra Fury venne ferito gravemente e salvato solo grazie ad una formula segreta elaborata dal professor Sternberg. La formula Infinity rese Fury molto più resistente di un normale essere umano, consentendogli anche di mantenere il suo aspetto e la sua forza per intere decadi, senza subire gli effetti dell'invecchiamento, ma questo solo a patto di assumere almeno una dose all'anno. Entrato nella CIA come
Colonnello, Nick Fury viene poi assegnato alla forza speciale a difesa della pace denominata SHIELD. Sotto la guida del Colonnello Fury, lo SHIELD diventa rapidamente la più potente e influente agenzia di controspionaggio del mondo. Dotato di risorse pressoché infinite, di sangue freddo, coraggio e di un'incrollabile dedizione alla causa, Nick Fury è un superbo agente operativo nonché un brillante leader, rispettato sia dai politici che dai più potenti supereroi del mondo.

WHAT'S NEXT

Qualche punticino in più per il finale di stagione è il premio finale che la ABC porta a casa. Gli showrunner hanno avuto l'ok per la seconda stagione che partirà dopo il nuovo spin-off Agent Carter. Il giudizio finale su Agents of SHIELD comunque è positivo con diverse riserve: la serie ha dimostrato di avere potenziale anche se spesso e volentieri inutilizzato. Sappiamo, e lo abbiamo ripetuto dall'inizio, che il marchio Whedon prevede tempi lunghi per carburare a dovere ma resta il fatto, innegabile, che il brand SHIELD porta con sé aspettative, anche legittime, da parte degli appassionati dei fumetti. Appassionati che hanno storto il naso diverse volte di al classico gruppo di protagonisti misfits Whedon-style, piuttosto che i temibili superprofessionisti che, almeno in teoria, dovrebbero militare tra le fila della più micidiale (ex) agenzia di spionaggio del mondo. Ma tutto è bene quel che finisce bene, e Coulson e i suoi (quel che ne rimane) ci salutano lasciandoci il desiderio di sapere come proseguiranno le loro avventure. Il che, comunque, non è poco.

Massimiliano Ciotola
Redattore
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