Agents of S.H.I.E.L.D.: commento alla premiere

Joss Whedon, dopo il trionfo di The Avengers, torna al serial TV. A difendere l'umanità dalle super-minacce penseranno i nuovi agenti dello S.H.I.E.L.D.

Il plot:

Il mondo è cambiato. La battaglia di New York contro gli alieni Chitauri al comando di Loki ha segnato per sempre non solo la Grande Mela, ma lo spirito di tutta l'umanità, che ora deve venire a patti con l'esistenza di creature eccezionali... ed eccezionalmente pericolose. Per controllare queste potenziali minacce l'organizzazione governativa S.H.I.E.L.D. (Strategic Homeland Intervention, Enforcement and Logistic Division) appronta una nuova squadra mobile. Gli agenti che faranno parte di questa task force sono: Grant Ward, agente operativo estremamente abile, Melinda May, incaricata dei trasporti e dell'appoggio sul campo, ma in realtà una delle leggende dello S.H.I.E.L.D., e la coppia tecnobubbles composta dall'ingegnere Leo Fitz e dalla biochimica Jemma Simmons. A guidare il team sarà nientemeno che il redivivo (?) agente Phil Coulson, miracolosamente sopravvissuto alla ferita mortale infertagli da Loki.
La prima missione del team sarà individuare il gruppo hacker conosciuto come Rising Tide, capace di infiltrarsi in diversi network superprotetti. Rising Tide ha anche diffuso sul web le immagini di un probabile nuovo superuomo, che ha salvato una donna da un'esplosione a Los Angeles. Quello che il team scopre è che dietro Rising Tide si nasconde una brillante ragazza che si fa chiamare Skye, hacker e attivista determinata a scoprire la realtà che si cela dietro le coperture dello S.H.I.E.L.D. E Skye li porta diritti da Mike Peterson, un ex operaio che ha perso il lavoro ma ha guadagnato un potere straordinario grazie al misterioso progetto Centipede. Ora gli agenti guidati da Coulson dovranno solo convincere Skye che la cosa giusta da fare è aiutarli a fermare Mike, prima che il suo potere vada fuori controllo e lo faccia -letteralmente- esplodere.

Agents of S.H.I.E.L.D.: Chloe Bennet nel pilot della serie
Cosa ci è piaciuto
- L'umorismo di Joss Whedon, ovviamente. La puntata è letteralmente infarcita di inside jokes: battute sulla prestanza fisica di Thor, una "spiegazione scientifica" per la tanto vituperata assenza di auricolari visibili nelle comunicazioni tra gli Avengers, frecciatine ad Arrow (pun intended), i nomi da "sette nani" per le sonde di Fitz, e le continue schermaglie tra i personaggi. Se siete dei whedoniani puri, o se semplicemente avete amato il tono brillante e l'umorismo di The Avengers (e, ammettiamolo: chi non l'ha amato?), Agents of S.H.I.E.L.D. è il suo degno erede.
- La serie ha un evidente potenziale, sia grazie alla scrittura di Whedon sia perché è perfettamente integrata nell'universo cinematografico Marvel. Ci sono tutti gli elementi per renderla il Grande Ritorno di Whedon al suo cavallo di battaglia: la narrazione seriale. Se - facciamo gli scongiuri - gli faranno oltrepassare le due stagioni.
- Lola. Che, per la cronaca, è direttamente ripresa da una fiammeggiante superauto che, nei fumetti, guidava il grande capo dello S.H.I.E.L.D. in persona, Nick Fury.
- Il monologo di Mike nel confronto finale, che rende bene lo smarrimento di una persona "normale" all'apparizione di esseri capaci di compiere imprese impossibili . C'è quasi un senso di disperazione nelle sue parole, che poi sono le parole di una intera generazione di persone cresciute nel mito del'american way of life, per poi ritrovarsi nel pieno di una terrificante crisi economica.
- E, ovviamente, Cobie Smulders.

Cosa non ci ha convinto
- Primo episodio = difficoltà a gestire in maniera ottimale trama e presentazione dei personaggi. - Qualche rallentamento di troppo, ma niente di drammatico.
- La coppia Fitz-Simmons, al momento, non riesce ad andare oltre lo stereotipo del supergenio-nerd-ma-tanto-carino/a.
- Non ci fosse Whedon al timone, ci sarebbe da temere un'eccessiva banalità. Bisogna solo sperare che il Re Mida della Marvel non ci metta troppo a "carburare" e che la trama orizzontale resti ben delineata rispetto al cassico "mostro/eroe della settimana".
- Inoltre, "l'apparizione" di Phil Coulson è un po' troppo teatrale. Che il simpatico agente Phil sarebbe tornato in azione lo sapevano anche i sassi. Farlo sbucare dalle tenebre, quasi che fosse lì in attesa di entrare con la sua battuta, è stato troppo forzato.
- E poi, dai: TUTTI i sistemi conosciuti per creare super-esseri, mischiati insieme? Raggi Gamma, Siero del Super-Soldato, tecnologia aliena, Extremis... tutto in una volta? Sul serio? È un miracolo che le povere cavie non siano esplose subito...

Agents of S.H.I.E.L.D.: August Richards nel pilot della serie
Note a margine
Fedele al suo team di attori feticcio, oltre al cameo di Ron Glass (Firefly, quanto ci manchi), Whedon ha affidato la parte di Mike Peterson a J. August Richards, l'indimenticato Charles Gunn di Angel. Evidentemente il bravo attore ha deciso di specializzarsi nel ruolo del "tizio normale" disposto a scendere anche a patti col diavolo, pur di non perdere il passo con esseri dai poteri soprannaturali.

What's Next
Il primo episodio, con ratings molto alti e reazioni di pubblico e critica generalmente positive, ha già seminato abbastanza elementi di interesse per le prossime puntate: cosa è veramente successo all'agente Coulson, cosa ha spinto la formidabile Melinda May a rinunciare alle missioni sul campo e qual è il passato di Skye, che sembra il motore principale scelto da Whedon attorno cui far sviluppare la trama.
Naturalmente tutti si aspettano una comparsata di qualche "pezzo grosso" dell'Universo Marvel... voi su chi scommetete?

Agents of S.H.I.E.L.D.: commento alla premiere
Massimiliano Ciotola
Redattore
4.0 4.0
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