Giù per il tubo

2006, Animazione

Recensione Giù per il tubo (2006)

I campioni dell'animazione inglese e il principale concorrent americano alla Disney si uniscono per dare vita ad un interessante esperimento di animazione

Gabriele Niola

A metà strada tra il computer e la plastilina

Roddy è un pulito ed educato topo da casa che vive nella sua gabbia dorata, una villa di Kensington a Londra. La sua vita viene sconvolta quando un giorno il ratto Syd penetra nella sua abitazione e lo spinge "giù per il tubo", ovvero nelle fognature dove Roddy entra in contatto con la realtà della città sotterranea dei topi. Un mondo assolutamene inedito per lui, che dovrà contribuire a salvare dalla distruzione.

Frutto del sodalizio Dreamworks/Aardman (lo studio di Wallace & Gromit) Giù Per Il Tubo è un cartone dall'impianto americano classico (ma che più classico non si può) e dall'ambientazione e lo humour inglesi, dotato di un ritmo che raramente si incontra.

Il disegno in 3D ricalca i modelli di plastilina tipici della Aardman, cioè i personaggi sono concepiti come se fossero realizzati da Nick Parke sono animati sempre seguendo quei principi (particolarmente evidente nel caso dei movimenti della bocca e delle espressioni facciali date dal sopracciglio), per creare continuità con le altre opere e soprattutto sfruttare quelle modalità espressive che si sono rivelate di successo.

Il risultato è indubbio, Giù per il tubo, pur non essendo nulla di speciale nè di innovativo, è sicuramente ben fatto, molto divertente (nettamente più della media) e molto molto veloce. Decisamente meglio di Happy Feet, l'altro cartone di Natale, scialbo e inconsistente.
La Dreamworks dimostra di voler esplorare dimensioni diverse del disegno utilizzandolo propriamente come mezzo espressivo e non solamente come meraviglia. L'idea di creare un mondo simile per forma e movimenti a quello di Wallace & Gromit ma infinitamente più complesso di qualsiasi mondo possibile con la tecnica del motion capture (un set come quello della città sotterranea sarebbe impensabile) si rivela intelligente oltre che interessante.

Recensione Giù per il tubo (2006)
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