30 Rock

2006 - 2013

30 Rock: 10 motivi per cui è una serie comica imprescindibile

A dieci anni dal debutto, il nostro ricordo della strepitosa comedy autoironica creata da Tina Fey.

I protagonisti di 30 Rock, Alec Baldwin, Tina Fey e Tracy Morgan

11 ottobre 2006: su NBC debutta 30 Rock, una serie comica capace di durare sette stagioni - per un totale di 138 episodi - nonostante gli ascolti non proprio stellari (nella sua autobiografia Bossypants, la creatrice/protagonista Tina Fey ricorda che sulla lista delle serie più seguite dell'anno 30 Rock occupò la posizione numero 102). Merito principalmente di un'ottima accoglienza critica e di una grande popolarità presso i membri votanti di vari premi televisivi: dal 2007 al 2014 la serie si è portata a casa sei Golden Globe, quindici Emmy (inclusi tre riconoscimenti consecutivi come miglior comedy), dodici Screen Actors Guild Awards (di cui sette consecutivi per Alec Baldwin) e sette Writers Guild of America Awards. Inoltre, nel 2013 è stata scelta come uno dei programmi con le migliori sceneggiature in assoluto, classificandosi ventunesima in una lista di 101 titoli stilata dal sindacato degli sceneggiatori di cui sopra. In occasione del decennale, abbiamo quindi voluto ricordare un piccolo fenomeno che merita maggiore attenzione da parte del pubblico. Ecco perché.

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1. L'eredità di Saturday Night Live

Prima di creare 30 Rock, Tina Fey ha passato nove anni alla corte di Lorne Michaels come sceneggiatrice e interprete di Saturday Night Live (celeberrima la sua gestione del telegiornale satirico Weekend Update, affiancata prima da Jimmy Fallon e poi da Amy Poehler). Un'esperienza preziosa, con il prestigio aggiuntivo di essere stata la prima donna ad avere il ruolo di head writer, di cui Fey ha fatto tesoro quando ha proposto alla NBC l'idea di una serie comica ambientata nel mondo della televisione. E fu proprio su suggerimento del network che il soggetto passò dal "dietro le quinte" di un notiziario via cavo a qualcosa di più autobiografico, con Michaels presente come produttore esecutivo. Una formula vincente che per sette anni ha omaggiato il passato e il presente di un autentico monumento del piccolo schermo, con la partecipazione di svariati volti, storici o meno, di SNL: da Julia Louis-Dreyfus a Bill Hader, da Will Forte a Molly Shannon, da Kristen Wiig a Will Ferrell.

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2. NBC

Jerry Seinfeld, Julia Louis-Dreyfus e Jason Alexander in una scena dell'episodio The Chinese Restaurant di Seinfeld

Più ancora di SNL, è fondamentale all'interno della serie il ruolo della NBC, network televisivo storicamente importante (il titolo 30 Rock deriva da 30 Rockefeller Plaza, l'indirizzo dell'edificio principale dell'emittente), la cui grande tradizione di piattaforma di lancio di serie imprescindibili - Star Trek, Avvocati a Los Angeles, Seinfeld, Law & Order - I due volti della giustizia, E.R. - Medici in prima linea, Friends, Cin Cin e Frasier - non ha impedito agli sceneggiatori di inserire diverse frecciatine nei suoi confronti. Che si tratti dell'idea di sfruttare Jerry Seinfeld in modo poco etico o della politica legata ai proprietari del network, 30 Rock è un concentrato efficacissimo di rispetto ed irriverenza, che al contempo omaggia e decostruisce una componente fondamentale dello show business americano. Fino ad arrivare a un epilogo che, tra uno sfottò e l'altro, rimane inscalfibile nel suo ottimismo riguardo il futuro della televisione e della NBC, ancora attiva e in ottima forma tra svariati decenni.

3. New York, New York

Lisa Kudrow è Phoebe Buffay nel serial Friends

Come da consolidata tradizione NBC, anche 30 Rock, come gran parte delle serie comiche del suo network, è ambientato nella Grande Mela. Un dettaglio che in molti casi sarebbe irrilevante, ma non in questa sede: a differenza di Seinfeld, Friends e Will & Grace, girati in teatri di posa a Los Angeles, la creatura di Fey è newyorkese al 100%, usando la città per gli esterni e i Silvercup Studios a Queens - patria di Sex and the City, I Soprano e Mad Men - per ricreare la sede della NBC (l'edificio vero è però stato usato per due episodi speciali, sui quali torneremo altrove in questo articolo). Si respira quindi un'aria più genuina, senza quella patina un po' artificiale che caratterizza molti dei capisaldi del genere.

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4. Tina Fey

Tina Fey nell'episodio 'Blind Date' della prima stagione di  30 Rock

È impossibile immaginare 30 Rock senza la presenza costante, davanti e dietro la macchina da presa, di Tina Fey. Dopo essersi fatta strada in un ambiente molto "maschio" come quello di SNL (pare che nei primi anni di vita dello show John Belushi facesse apposta ad impegnarsi di meno negli sketch scritti da donne), l'autrice-attrice ha continuato a portare avanti la sua filosofia nella versione romanzata delle sue esperienze, sfottendo spesso e volentieri le falle della mentalità patriarcale sul posto di lavoro. E sebbene la stessa Fey si considerasse all'epoca piuttosto scarsa come attrice (principalmente perché sul set di SNL le chiedevano di fare cose per le quali lei si riteneva negata, come le imitazioni di persone famose), l'irresistibile carica di nevrotica simpatia che scaturisce dalla presenza di Liz Lemon sarebbe molto meno efficace senza il carisma intelligente della sua creatrice.

5. Alec Baldwin

Alec Baldwin nell'episodio 'Pilot' di 30 Rock

Stando a quanto dice Tina Fey in Bossypants, il motivo principale per cui la NBC decise di dare una chance a 30 Rock è riassumibile in due parole: Alec Baldwin, amico di vecchia data dell'autrice e di Lorne Michaels, con il record assoluto di conduzioni di Saturday Night Live (finora sedici episodi, con in più svariati camei concessi per divertimento), ma anche un nome di un certo spessore sul grande schermo e quindi, insieme ad interpreti del calibro di Kiefer Sutherland (24) e Martin Sheen (West Wing), uno dei primi esponenti di punta di quella che ormai è una tradizione, ossia il passaggio dal cinema alla televisione. Insieme al suo grandissimo carisma, qui applicato in chiave molto ironica per il ruolo di Jack Donaghy (Baldwin, democratico convinto, interpreta in questa sede un repubblicano), l'attore si è portato appresso un notevole talento comico, che gli sceneggiatori hanno sfruttato sempre di più nel corso delle stagioni, soprattutto dopo aver scoperto che imita benissimo un altro membro del cast...

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6. Tracy Morgan/Jordan

Tina Fey e Tracy Morgan nell'episodio 'Pilot' di 30 Rock

Caso lampante di personaggio inscindibile dal suo interprete (come si può evincere dall'assonanza voluta tra il cognome vero dell'attore e quello del suo alter ego), Tracy è l'anima caotica di 30 Rock, incapace di seguire le istruzioni dei suoi datori di lavoro ma allo stesso tempo impossibile da disprezzare. Un po' come il vero Tracy Morgan, la cui esperienza di Saturday Night Live fu a dir poco bislacca e fonte di molte gag indimenticabili (in un'intervista l'attore ha candidamente ammesso che gran parte delle cose più folli che succedono a Tracy sono autobiografiche). Particolarmente irresistibili le interazioni con il suo "entourage", ma anche la sua reazione quando una nota rivista sostiene che il suo comportamento irrazionale sia dovuto all'uso di droghe: "Che razzisti! Non mi faccio di crack, sono malato di mente!".

7. Jane Krakowski

Jane Krakowski in una scena dell'episodio 'Cougars' della seconda stagione di 30 Rock

Inizialmente la parte di Jenna Maroney (nome che omaggia Janel Moloney) era prevista per Rachel Dratch, sodale e amica di Fey. Questo perché il piano originale prevedeva che si vedessero maggiormente gli sketch di The Girly Show, la serie all'interno della serie, e l'esperienza di Dratch sui palcoscenici di Chicago come improvvisatrice e poi nel cast di SNL la rendeva perfetta per un approccio simile. Quando poi si decise di concentrarsi sui personaggi in quanto persone al di fuori dal lavoro fu preferita Jane Krakowski (la Dratch fu scritturata per vari ruoli minori nel corso della prima stagione), ideale per incarnare il lato ambizioso ma perennemente svampito di Jenna, elevato a potenza ogni volta che lei interagisce con Tracy.

8. Jack McBrayer

Jack McBrayer nell'episodio 'Tracy Does Conan' della prima stagione di 30 Rock

Ingenuo ma saggissimo, dall'aria giovanile ma apparentemente immortale, Kenneth Parcell è un'enciclopedia di conoscenza televisiva, la vera anima del palazzo di 30 Rockefeller Plaza. Contenitore di inaspettate perle di saggezza, è esilarante soprattutto in coppia con Tracy Jordan o Jack Donaghy. Merito della performance sottilmente surreale di Jack McBrayer, attore che sembra uscito da un'altra epoca e incarna perfettamente lo spirito eterno dell'industria catodica che 30 Rock omaggia e prende in giro in egual misura. Inevitabilmente, l'ultima parola nell'episodio finale spetta a lui, e non poteva finire meglio.

9. Le guest star

Emmy 2015: Jon Hamm finalmente premiato per l'ultima stagione di Mad Men

Abbiamo già parlato degli interpreti di Saturday Night Live che sono passati nei corridoi del finto edificio della NBC. Ma altrettanto memorabili, spesso anche di più, sono le altre celebrità che si sono prestate volentieri al gioco irriverente e dissacrante dello show. Dal ladro Steve Martin alla versione "superhero" di Al Gore, il mondo di 30 Rock è frequentemente visitato da personaggi strambi ma adorabili. Uno su tutti, il dottor Drew Baird, rappresenta nel modo giusto il lato verosimile eppure incredibile del piccolo schermo. Dopo averlo visto in azione, sarà dura rivedere con gli stessi occhi Jon Hamm nei panni di Don Draper.

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10. Le puntate live

Jack McBrayer, Tina Fey e Jane Krakowski nell'episodio 210 della seconda stagione di 30 Rock

In due occasioni, 30 Rock si è spostato dai Silvercup Studios al vero edificio di 30 Rockefeller Plaza, per l'esattezza nello Studio 8H che ospita Saturday Night Live. Ed è proprio in diretta che sono stati girati i due episodi in questione, sfruttando uno stratagemma stilistico tutt'altro che nuovo - sia ER che West Wing se ne sono serviti in passato - per uno show che si presta perfettamente a questo tipo di gioco. Con la solita autoironia, e un'energia diversa dettata dal fatto che non sono concesse seconde possibilità in caso di errore, Fey, Baldwin e compagnia bella infrangono allegramente tutte le regole, deformando 30 Rock per regalarci un divertimento diverso ma pur sempre riconoscibile (il top: per girare dei flashback sulla gioventù di Liz, al posto di Tina Fey viene usata Julia Louis-Dreyfus).

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